Ecchime.
Io e te più o meno gli stessi percorsi.
Nata e cresciuta in oratorio, ho avuto la fortuna di avere prima un prete gay, poi un "padre spirituale" gesuita, infine un inesegnante di religione comunista, ateo e anticlericale.
E ne sono uscita io, un po' catto un po' comunista, tendente all'agnostico, innamorata dell'idea di gesù, infedele fino al relativismo.
Non credo in Dio così come le religioni me lo dipingono.
Non credo nella chiesa come luogo sano, sarà anche aggregante ma è spesso luogo dell'ignoranza (per quanto free nell'accetazione di taluni comportamenti, i preti, non possono prescindere dai miracoli o da adamo ed Eva).
Credo in alcuni messaggi del cristianesimo e mi paiono più forti, intensi e rivoluzionari di quelli delle altre religioni, mi sono più facili da praticare, mi sono "più simili" (essendo Gesù uno di sisnitra ahhaha).
Jacopo e Maddalena sono battezzati, volevo prendermi un po' di tempo, guardarli in faccia, prima di decidere, IRC alla materna lo hanno fatto entrambi, ho reputato che fosse troppo presto perché gli venissero impressi concetti che ritengo dannosi (il sesso come peccato, il dio che punisce chi è cattivo, la divisione fra paradiso e inferno) ma erano (sono, nel caso di Maddalena) sufficientemente "maturi" per capire la bellezza di un quadro di ispirazione cristiana, conoscerne i personaggi (almeno quelli principali) e gli episodi.
Con Jacopo come sai ho avuto vita facile:
Per lui fare religione a scuola sono due ore in più di scuola: ma chi cazzo me lo fa fare, non parliamo del catechismo: ci mancherebbe altro, stare buoni, seduti, zitti a scuola OK, sono obbligato ma impormelo anche come scelta è da scemi, se poi si parla di divino lui ha le idee chiarissime e persino un'idea sua tutta personale: io sono la reincarnazione di mio nonno se poi dovessimo parlare di miracoli è decisamente un uomo CICAP se dio ci fosse non permetterebbe la guerra, ergo, dio non c'è e se c'è non conta più di che Guevara.
Non fare la prima comunione per lui è come non fare la gara in bici dei suoi compagni ciclisti, o il saggio di Karate per altri, o il torneo notturno per i calciatori: della serie NON si può mica fare tutto!
Con Maddalena non sarà così.
Lo so.
Mi chiederà di far parte del coro delle voci bianche.
Mi chiederà di portarla all'oratorio per organizzare gli spettacoli.
Vorrà fare catechismo pur di non stare due ore in più in casa.
E lei farà tutto se lo vorrà con me dietro, attaccata al culo a dirle che non è vero che il sesso non si fa prima del matrimonio, che anzi va fatto tanto e prima così da arrivare preparate al grande giorno, che il paradiso è dentro di noi e l'inferno è un'invenzione di chi ha la coda di paglia, che la chiesa ha fatto e fa la guerra e che Gesù è figlio di un'eterologa.
Spero di cavarmela.
Ma in tutto ciò, il puffo che dice?
La dura vita dei senza dio...
Moderator: Paola
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luciacc
io sono cresciuta in un paesino dove chi non andava in chiesa erano forse in 5 .
io da bambina ci andavo e per me era una regola come "lavarsi le mani prima da mangiare". Una cosa noiosa che pero' non era in discussione.
catechismo e oratorio non mi hanno mai divertito un gran che (non molto diverso dall'andare a scuola, visto che i bambini erano gli stessi)
poi ovviamente sono cresciuta e ho cominciato ad ascoltare quello che il prete diceva e non sono stata convinta da molte cose. inoltre ho cominciato ad avere l'impressione che anche chi si professava credente non era mai al 100 per100 convinto di cio' veniva detto.
ho detto chiaramente a mia mamma la mia opinione e lei non ha discusso con me sui principi, ma semplicemente mi ha detto che dopo il matrimonio potevo fare cio' che volevo. e questo ha aumentato ancora di piu' la mia convinzione che la religione era piu' che altro una cosa di facciata.
mi sono sposara a 22 anni in chiesa con una cerimonia ridotta con un marito ateo che aveva solo il battesimo (si e' possibile sposarsi in chiesa con chi non ha i sacramenti... e anche con chi e' di altre religioni... e per me e' assurdo. mi e' stato comodo per conciliare madre-marito ma ....)
in ogni modo dopo il matrimonio ho fatto cio' che volevo cioe' non ho piu' frequentato la chiesa e non ho seguito nessuna religione.
io piu'che atea mi ritengo agnostica. non so se ci sia un dio, ma certamente non e' quello cristiano (non conosco altre religioni abbastanza bene da potermi esprimere).
piu' che vivere secondo i dettami religiosi io vivo secondo le norme della morale e della legge (a volte coincidono a volte no).
i miei figli non sono battezzati (se mai lo vorranno da adulti essere dovranno esserne veramente convinti).
utilizzo alcune cose della religione come "storielle" modificate opportunamente per rendere piu'bello il mondo reale agli occhi del mio bimbo.
intendo: natale non e' mamma e papa' che portano i regali, ma gesu bambino e babbo natale che li portano (poi luca ha deciso che babbo natale porta i regali grandi perche' e' grande...).
ieri e' morto il nostro cane e a luca ho detto che ora joe e' nel cielo a correre con alri cani (lui poi ha capito che ha preso l'aereo...ma amen!)
io da bambina ci andavo e per me era una regola come "lavarsi le mani prima da mangiare". Una cosa noiosa che pero' non era in discussione.
catechismo e oratorio non mi hanno mai divertito un gran che (non molto diverso dall'andare a scuola, visto che i bambini erano gli stessi)
poi ovviamente sono cresciuta e ho cominciato ad ascoltare quello che il prete diceva e non sono stata convinta da molte cose. inoltre ho cominciato ad avere l'impressione che anche chi si professava credente non era mai al 100 per100 convinto di cio' veniva detto.
ho detto chiaramente a mia mamma la mia opinione e lei non ha discusso con me sui principi, ma semplicemente mi ha detto che dopo il matrimonio potevo fare cio' che volevo. e questo ha aumentato ancora di piu' la mia convinzione che la religione era piu' che altro una cosa di facciata.
mi sono sposara a 22 anni in chiesa con una cerimonia ridotta con un marito ateo che aveva solo il battesimo (si e' possibile sposarsi in chiesa con chi non ha i sacramenti... e anche con chi e' di altre religioni... e per me e' assurdo. mi e' stato comodo per conciliare madre-marito ma ....)
in ogni modo dopo il matrimonio ho fatto cio' che volevo cioe' non ho piu' frequentato la chiesa e non ho seguito nessuna religione.
io piu'che atea mi ritengo agnostica. non so se ci sia un dio, ma certamente non e' quello cristiano (non conosco altre religioni abbastanza bene da potermi esprimere).
piu' che vivere secondo i dettami religiosi io vivo secondo le norme della morale e della legge (a volte coincidono a volte no).
i miei figli non sono battezzati (se mai lo vorranno da adulti essere dovranno esserne veramente convinti).
utilizzo alcune cose della religione come "storielle" modificate opportunamente per rendere piu'bello il mondo reale agli occhi del mio bimbo.
intendo: natale non e' mamma e papa' che portano i regali, ma gesu bambino e babbo natale che li portano (poi luca ha deciso che babbo natale porta i regali grandi perche' e' grande...).
ieri e' morto il nostro cane e a luca ho detto che ora joe e' nel cielo a correre con alri cani (lui poi ha capito che ha preso l'aereo...ma amen!)
- micmar
- Ambasciatore

- Posts: 4443
- Joined: Wed Dec 26, 2007 11:42 am
provengo da una famiglia apparentemente cattolica ma molto poco coerente
io sono battezzata, cresimata, comunionizzata non per convinzione, mia o loro, ma perchè andava fatto, per avere la bella festa.
appena ho potuto decidere mi sono allontanata, non c'era mai stato un messaggio religioso e l'apparenza non ha mai fatto parte delle mie priorità.
fra l'altro fino a che ho abitato in altoadige questo non è mai stato un grosso problema: gli amici erano tutti più o meno come me, l'insegnante di religione e scuola era uno in gambissima che ci faceva fare lavori interessanti.
tutto è cambiato quando ho vissuto un paio d'anni in provincia di verona, mi fu detto più volte che non andare alla messa era scandaloso, il prete che avevo come insegnante di religione era ignorante e bigotto, quando chiesi di essere esonerata mi fu fatto capire che questo avrebbe fatto propendere il consiglio di classe per una bocciatura.
insomma i cattolici divennero una tortura e io capii cosa volesse dire essere anticlericale.
non credo di avere mai creduto all'esistenza di dio, nè mai mi sono posta il problema, per me la sfida è vivere il paradiso qui e ora, perchè dopo la vita non c'è nulla.
tommaso non è battezzato e non fa religione a scuola.
nel primo caso ci sono ovvi motivi di coerenza
nel secondo caso, i motivi sono politici: una scuola con le risorse alla canna del gas, dovrebbe smetterla di stipendiare inviati della curia.
se tommaso volesse fare catechismo non avrei problemi, sceglierei però con attenzione la parrocchia e continuerei a raccontargli le storie delle altre religioni
per il momento non pare interessato, ma nelle grandi città non è così strano non fare religione
io sono battezzata, cresimata, comunionizzata non per convinzione, mia o loro, ma perchè andava fatto, per avere la bella festa.
appena ho potuto decidere mi sono allontanata, non c'era mai stato un messaggio religioso e l'apparenza non ha mai fatto parte delle mie priorità.
fra l'altro fino a che ho abitato in altoadige questo non è mai stato un grosso problema: gli amici erano tutti più o meno come me, l'insegnante di religione e scuola era uno in gambissima che ci faceva fare lavori interessanti.
tutto è cambiato quando ho vissuto un paio d'anni in provincia di verona, mi fu detto più volte che non andare alla messa era scandaloso, il prete che avevo come insegnante di religione era ignorante e bigotto, quando chiesi di essere esonerata mi fu fatto capire che questo avrebbe fatto propendere il consiglio di classe per una bocciatura.
insomma i cattolici divennero una tortura e io capii cosa volesse dire essere anticlericale.
non credo di avere mai creduto all'esistenza di dio, nè mai mi sono posta il problema, per me la sfida è vivere il paradiso qui e ora, perchè dopo la vita non c'è nulla.
tommaso non è battezzato e non fa religione a scuola.
nel primo caso ci sono ovvi motivi di coerenza
nel secondo caso, i motivi sono politici: una scuola con le risorse alla canna del gas, dovrebbe smetterla di stipendiare inviati della curia.
se tommaso volesse fare catechismo non avrei problemi, sceglierei però con attenzione la parrocchia e continuerei a raccontargli le storie delle altre religioni
per il momento non pare interessato, ma nelle grandi città non è così strano non fare religione


