uh che ignorante! Io avevo fatto episitomia piu' lacerazione ... un sacco di punti e ho sempre usato solo acqua tiepidina dalla bottiglietta di plastica (mai posta il pensiero di detergenti). Mi avevano dato anche una specie di vaschetta da appoggiare sul water per fare dei lavaggi un paio di volte al giorno (sempre solo con acqua)..... ma non l'ho mai fatto.
La secchezza l'ho avuta anche io per circa 4-6 mesi post partum e pensavo fosse dovuta all'allattamento.
Igiene intima post partum?
- LauraDani
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- Joined: Tue Sep 21, 2010 11:54 am
chiccha wrote:...nel primo post partum ho trovato utilissimo fare pipì e contempraneamente far scorrere da una bottiglia dell'acqua.
Io ho fatto l'episiotomia e in tale maniera la piì bruciava meno sulla ferita aperta.
Aggiungo: mai disinfettato i punti nemmeno in ospedale :occhiodibue:
idem anch'io:nanà wrote:come me :abbraccio:
acqua mentre facevo pipì per evitare il bruciore,
nessun disinfettante per i punti, ma mi avevano consigliato di lavarli accuratamente con acqua ogni santa volta che andavo in bagno e di asciugarli bene, senza strofinare
assorbenti in cotone -che cambiavo spessissimo- finchè non si sono riassorbiti o caduti i punti,
detergente intimo poco aggressivo (ma quello di default)
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(E. Montale)
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(E. Montale)
