Ecco, ad esempio il parto degli animali, io ho sempre assistito a tutti i parti degli animali di casa mia fin da piccolissima e senza traumi, anzi, ricordo che quando partorì la mia cicciolina mia mamma mi tenne a casa da scuola apposta perchè sapeva che volevo esserci, lei quel mattino venne a svegliarmi strappando le mie lenzuola con le unghie e i denti per preparare il nido e io stetti con lei in penombra tutto il tempo aiutandola anche a partorire l'ultimo cucciolo perchè lei era stremata.nanny wrote:Mi hai fatto riflettere sai , in effetti io, nel mio piccolo, quando mi sono tagliata per esempio un dito ho reso i miei figli partecipi (tipo: guardate mamma che stramba che è!), ma d'istinto avrei detto no a far partecipare una figlia ad un mio ipotetico prossimo parto (mi piacerebbe tantissimo però poter partorire a casa).
Poi però ho pensato agli animali (scusate sono un pò deviata, ma con un marito veterinario riporto tutto a livello animale) e mi è venuto in mente che è così per loro, le femmine imparano ad accudire i cuccioli vedendo le loro madri ed è così che andavano le cose anche per noi una volta, le donne imparavano a partorire e ad allattare vedendo altre donne, loro zie o madri o conoscenti...tutto era naturale, anche il dolore, anche il sangue.
far assistere al parto la bimba??
Moderator: Paola
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Io credo di aver educato i miei figli a non essere troppo spaventati dal sangue o da qualche piccolo incidente, ho sempre cercato di minimizzare. Ma li ho cresciuti lo stesso da occidentali. :ghgh: Forse perché tendenzialmente lo sono io, al di là degli sforzi educativi che tento di fare.Sheireh wrote:Ma anche le urla e il corpo che non risponde alla razionalità ma solo all'istinto è una cosa che per un bambino può essere tranquillamente naturale, COME IN EFFETTI È. E sarebbe bene che un bambino fosse conscio di questo, ma è un percorso che va effettuato dalla nascita, come stile di vita.
Secondo me per la decisione del far assistere al parto tutto dipende da una cosa: il bambino in questione è già troppo "occidentalizzato" (e quindi reputa il dolore, il sangue, la madre che urla, ecc... come qualcosa di brutto e che può dare traumi) oppure è ancora molto ancorato alla naturalità del mondo e del corpo (e quindi riesce a capire il senso di tutto quanto sopra come normale, naturale e assolutamente non da rigettare e quindi di cui aver paura)?
Non credo che sarebbero in grado di reggere una madre urlante, di sicuro non Marco, ma nemmeno il piccino, che capisce benissimo quando sto bene o male e agisce di conseguenza (cioè si agita). E la loro presenza mi renderebbe impossibile essere "naturale", concentrarmi su me e sul nascituro. Avrei il pensiero fisso a loro, temo. No, non ci riuscirei. In sala parto anche mio marito mi ha aiutato poco o nulla, in quei momenti sono io da sola. Forse se ci fosse stata mia madre, con lei poteva essere diverso.
Ripeto, il parto in casa mi trova favorevole, ma come nelle vecchie famiglie contadine, avrei in mente un gruppo di donne in aiuto. Ma escluderei bimbi in tenera età. Per me.
Marco una volta ho dovuto portarlo con me ad una ecografia quando ero incinta di Andrea e già vedermi lì lo ha impressionato, figuriamoci. Era tutto preoccupato (e io ero tranquillissima, eh!) e chiedeva ai medici che cosa mi stavano facendo; alla fine un'infermiera lo ha portato fuori a prendere un dolcino al distributore automatico, sennò si metteva a piangere.
Novella




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