[PUNTEGGIANDO=gingerale;1890170]Lo condivido anche io, quando trattasi di minore.
Anche se poi non condivido la stessa legge quando impedisce l'eutanasia, in questo in osservanza ad un altro credo religioso.
O come per la pillola ru486. E non mi spingo oltre con gli esempi perché non voglio scatenare una polemica, ma solo cercare di allargare prospetticamente il discorso.
Il rapporto leggi-religione è un terreno molto ostico.[/QUOTE]
sono d accordo su tutto. Scusate ma sono con cellulare
accord
testimoni di Geova
Moderator: Paola
- veruz
- Ambasciatore

- Posts: 4280
- Joined: Tue Jan 05, 2010 9:53 am
giusto. Ma allora quando si trovano effettivamente nella situazione di non dare o ricevete sangue?nene70 wrote:ma anche nel caso di non minori...
interviente comunque il magistrato di turno,perchè i medici si trovano nel dilemma di andare controla volontà dei parenti e fare morire un paziente, quindi omicidioa tutti gli effetti, o rischiare una querela.
- LauraDani
- Ambasciatore

- Posts: 2545
- Joined: Tue Sep 21, 2010 11:54 am
in teoria i 5 precetti generali della Chiesa Cattolica (chiamiamoli "requisiti minimi di appartenenza") sarebbero questi:Nau wrote:...mi chiedo se i cattolici possano davvero definirsi tali, perché non basta credere in Cristo, in Dio, e nella Vergine Maria (che poi da vergine come avrà mai fatto a partorire, mah..), e non rubare o uccidere (tradire o saltare da un letto all'altro prima del matrimonio, usando il preservativo si, e magari pure abprtire e divorziare perché tanto c'è la confessione) per paura dell'Inferno per definirsi cattolici....
1° Udir la Messa, la domenica e le altre feste comandate.
2° Non mangiar carne nel venerdì e negli altri giorni di astinenza e digiunare nei giorni prescritti.
3° Confessarsi almeno una volta all'anno, e comunicarsi almeno a Pasqua.
4° Soccorrere alle necessità della Chiesa, contribuendo secondo le leggi o le usanze.
5° Non celebrare solennemente le nozze nei tempi proibiti.
Dunque io non potrei dirmi cattolica
il fatto è che nessuno può dire con assoluta certezza che non ci sia un DioMirko e i furetti wrote:il problema è che, come tutte le persone religiose, partono da un testo sacro e ci "aggiustano attorno la realtà".
ad un estremo ci trovi quelli che a malincuore ammettono che il testo sacro va interpretato, dall'altro quelli che orgogliosamente affermano che se fra testo sacro e realtà ci sono delle discordanze è ovvio che è la realtà ad avere problemi.
un altro problema di chi si affida a testi sacri è l'autoreferenzialità.
qualsiasi cosa è coerente, nella loro visione del mondo, solamente perché fa sempre e solo riferimento al suddetto testo sacro o, all'occorrenza, agli spezzoni di realtà che potrebbero dar loro ragione.
saluti problematici
Mirko
l'essere atei è parimenti una fede, non essendo suscettibile di prova alcuna l'assenza di un Dio
come pure nessuno può dare prova certa dell'esistenza di un Dio qualunque
per questo si parla di fede: se fossi certo, non avrei bisogno di fidarmi
se potessi dare prova di tutto ciò che afffermo, non ci sarebbe bisogno di "credere"
tu sei fuori come un balcone (d'ora in avanti ti chiamerò topo-cane, va bene?)Yiddishmama wrote:Mio cuggino, invece, una volta è morto.
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(E. Montale)
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(E. Montale)