Coppie omosessuali e figli

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Moderator: Paola

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superstrafra
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Post by superstrafra »

viola 52 wrote:ciao, ti do prima di tutto il benvenuto, la tua storia è simile a tante, anch'io ho una figlia di 18 anni che si è autoemarginata, perché non rispondente ai canoni che chiede la società, ed ho una figlia di 36 anni (sono un po' anzianotta) che si cresce da sola 2 bimbe perché rimasta vedova, sui diritti reclamati e non riconosciuti delle coppie omosessuali, o comunque conviventi, faccio mio quel principio di diritto, che però si ferma alla parte burocratica.
Se due persone dello stesso sesso non possono procreare, non condivido il volere un figlio che tra l'altro sarebbe naturale solo per uno dei due, a tutti i costi.
Mi metto nei cortei affinchè si estenda l'adozione a tutti purché umanamente degni, ma la procreazione penso debba essere gestita nella maniera più naturale possibile.
non condivido il tuo pensiero, enza, ma mi pare che questo discorso fosse già stato affrontato e tu avessi già chiarito la tua posizione in merito.
credo sia però necessaria una precisazione da parte tua: le tue critiche riguardo la pma riguardano solo le coppie omosessuali, o anche quelle etero?
ti va di spiegare meglio ed approfondire le motivazioni?
<a href="http://lilypie.com"><img src="http://by.lilypie.com/ur8Rp2.png" alt="Lilypie dal 6° al 18° Ticker" border="0" /></a>
<a href="http://lilypie.com/"><img src="http://lb3f.lilypie.com/7yt7p2.png" width="400" height="80" border="0" alt="Lilypie Third Birthday tickers" /></a>
[CENTER]Sono visibile
Chiara e pulsante
Un cuore esposto
Sono una gioia infinita e urlante
Sono un brivido esteso all'universo
Che rimane fermo

Sono un nido sui rami d'inverno
[/CENTER]
Azur
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Post by Azur »

Trovo del tutto normale che coppie omosessuali desiderino, e abbiano, un figlio.

Trovo anche che in molti contesti (tra cui purtroppo quello italiano "medio") questo figlio avrà difficoltà oggettivamente maggiori di chi si confonde nella massa
(ma sempre meno di un figlio dalla pelle nera, o di un figlio con un handicap visibile, che la sua diversità se la porta sempre addosso).

L'importante credo sia che chiunque decida di diventare genitore sia consapevole delle possibili oggettive difficoltà (diverse per ogni bambino e, passatemi il termine, per ogni "categoria") e si preparino e attrezzino in modo da essere in grado di sostenere il figlio quando arriverà lo scontro con l'ignoranza altrui.

Poi, come dice Penny, mi lascia perplessa il portare alcune tecniche mediche a un livello "spinto". Irrazionalmente e "di pancia" l'utero in affitto mi lascia sgomenta, così come i gemelli nati ad anni di distanza.
Però nella situazione di doverci pensare "su di me" non mi ci sono trovata, quindi non mi ritengo in diritto di esprimere giudizi o di definire io, da esterna e non parte in causa, un limite.
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Paola
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Post by Paola »

France wrote:Ero favorevolissimo.

La discussione era stata già affrontata e confrontandomi con vari utenti del forum ho fatto alcune riflessioni un po più approfondite e mi sono sorti dei dubbi.

Il post numero 93 di Lelia in questa discussione la dice tutta:
http://www.noimamme.it/forum/showthread ... ni&page=10
Però France dobbiamo distinguere due piani: Lelia parla di adozione e di bambini che vengono da situzioni di difficoltà, diverso è l'inseminazione artificiale o l'adozione di neonati.

Altra cosa, anche laddove un bambino con problematiche è stato immesso in una famiglia con padre + madre, dovremmo allora discriminare anche chi è nero? Perché è sicuramente più difficile in Italia crescere in una famiglia di neri che di bianchi e far fare da apripista ad un bambino è giusto? Discriminiamo anche due genitori atei, magari in un provincia cattolicissima come può essere Brescia, perché poi non faranno frequentare religione a questo bambino e si sentirà discriminato?

Io sono assolutamente d'accordo con le parole di Lelia, ossia che si debba avere MILLE occhi di attenzione verso la famiglia a cui di sà in adozione un bambino, ma non possiamo con certezza dire che una famiglia profondamente cattolica (ad esempio), che a mio avviso potrebbe avere grossi LIMITI sociali o una famiglia LEGHISTA e RAZZISTA sia un luogo migliore che una famiglia omosessuale, e che dia al bambino più strumenti per superare il bagaglio di sofferenza che si porta appresso.
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