ecco la mia storia di allattamento al seno.
il 31 ottobre 2009 nasce Mirco, il mio secondogenito, il giorno del mio compleanno :ola:
aveva bevuto il liquido amniotico tinto, il primo giorno era talmente intossicato che dormiva tutto intontito e io che pensavo "fosse la volta buona che ho un figlio che dorme!"
dopo un po' ha cominciato a vomitare tutta questa robaccia verde, ho chiesto al medico di aspirargliela perché lui era in evidente difficoltà. gli hanno tolto dallo stomaco una siringa grande di questa porcheria e da lì tutto è cambiato, lui era sveglissimo e MOLTO AFFAMATO.
due giorni attaccato come una sanguisuga, le infermiere che mi consigliavano di dargli il ciuccio, io che lo tenevo sempre attaccato perché non avrei potuto fare diversamente, ragadi immediate, io che ero sicura che non mi sarebbero mai venute, col secondo poi... e invece ho scoperto che probabilmente non si attaccava bene a causa del frenulo corto sotto la lingua.
il latte è arrivato in terza giornata bello abbondante, poi subito le coliche e dopo un mese il rotavirus hanno minato tutta la bellezza del mio allattamento.
il bambino piangeva sempre, non dormiva mai tranquillo, io ero sempre più depressa perché lo spauracchio del rotavirus aveva portato con sé l'incubo della doppia pesata, per vedere se il bimbo si nutriva e idratava a sufficienza, io che col bimbo attaccato come una cozza la sera avevo le tette come uno straccetto bagnato e la pediatra che mi consigliava di dare comunque il biberon di soia serale "tanto male non gli fa".
io ancora devo darglielo quel biberon, per fortuna.
ma poi una chiacchiera tira l'altra, un pianto tira l'altro, un consiglio tira l'altro ho cominciato a pensare che forse davvero il mio latte non bastava più, che forse davvero serviva l'aggiunta, la pediatra già aveva dato le dosi, ma per fortuna mio figlio non l'ha mai voluta, per fortuna la mia testa mi diceva che niente era meglio per lui del latte di sua mamma, che lui non essendo capace di bere dal bibe avrebbe ingurgitato ancor più aria e avrebbe peggiorato le coliche.
così, arrivati a tre mesi di allattamento, vedendo le tette flosce e mosce e temendo il peggio mi sono documentata e ho visto che il peridon poteva darmi una mano, così ho cominciato a prenderlo e l'allattamento è andato avanti.
il bimbo cresceva, cresceva bene e la pediatra, che a causa reflusso mi aveva consigliato lo svezzamento a 4 mesi, ha detto che visto l'aumento ponderale così alto avremmo aspettato 5 mesi per introdurre le pappe.
nel contempo ho conosciuto questo meraviglioso forum che mi ha sostenuto in questo cammino difficile e pieno di dubbi, facendomi luce su quello che ora mi sembra scontato, ma all'epoca mi generava tanta ansia.
ho allattato mio figlio per un anno, un anno e dieci giorni per la precisione, sempre a offerta perché lui non richiedeva, non era un grande estimatore delle tetta.
a offerta significa che fino a un anno mio figlio ha poppato 6 volte al giorno, 4 di giorno e due di notte. mi ci sono davvero impegnata molto, ho adorato allattarlo finchè non ha camminato, mi sembrava un sogbo essere arrivata al mio traguardo: un anno!
poi ho dovuto ricominciare a lavorare tutto il giorno, il seno a merenda non c'era più, la notte lui non lo chiedeva e io con i frimi freddi stavo anche più comoda a non darglielo e limitarmi a coccolarlo vicino a me nel lettone.
ho intuito nel giro di pochi giorni che lui era pronto a staccarsi, non senza malinconia e un po' di tristezza.
ormai poppava solo la sera, mercoledì sera mi sono gustata quella che sapevo sarebbe stata l'ultima poppata della nostra storia.
giovedì sera ho fatto la prova, mi sono messa seduta sulla sedia vicino al suo lettino come al solito, lui si è tolto il ciuccio, ma io invece cghe la tetta gli ho offerto il bibe.
lui l'ha preso senza fiatare, anzi si è addormentato mentre ciucciava, cosa che succedeva raramente col seno.
l'ho messo al letto, ho preso quel bibe vuoto come il mio cuore e sono andata da mio marito e sono scoppiata in lacrime. tutt'ora a scriverlo mi prende il magone.
lui ha cercato il seno solo venerdì pomeriggio perché ero a casa, io l'ho distratto diversamente ed è finita lì. non l'ha più cercato, io ci ho parlato dicendogli che "le nenne di mamma sono diventate cattive" così lui quando le vede mi fa la smorfia e la pernacchia, come se avesse capito, benché io gliel'abbia detto solo una volta.
è cresciuto, ora me lo coccolo col bibe, non è la stessa cosa, ma mi sono ripromessa di non dover forzare posticipando un distacco che doveva comunque avvenire prima o poi per scelta sua.
questa è la mia testimonianza e ringrazio voi mamme del forum perché queste emozioni me le sarei sicuramente perse se non vi avessi conosciuto.
:bacio:
11 novembre: Mirco ha smesso di ciucciare
- Alessia
- Ambasciatore

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11 novembre: Mirco ha smesso di ciucciare
[SIGPIC][/SIGPIC]I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)
- LauraDani
- Ambasciatore

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cavolo, bella storia e bravissima!
cos'è il peridon?
cos'è il peridon?
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(E. Montale)
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(E. Montale)
- Alessia
- Ambasciatore

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- Joined: Fri Feb 05, 2010 11:35 am
LauraDani wrote:cavolo, bella storia e bravissima!
cos'è il peridon?
il domperidone, è un farmaco che si usa per la nausea e il vomito, che ha come effetto collaterale l'innalzamento della prolattina.
[SIGPIC][/SIGPIC]I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)