lavinia wrote:forse pala invece ha ragione
ieri mentre sbacellavamo fagioli gli ho chiesto se per il primo giorno di scuola vuole lacamicia o la maglia,preferisce la maglia,e abbiamo fatto ipotesi su come sara' la maestra...sembra che si stia aprendo una breccia...
oltre che una strategia, scusate se faccio la solita rompicoglioni, per me è una questione di rispetto per il suo essere bambino, con sentimenti, testina per ragionare, capacità di interagire, voglia di esprimere il suo stato d'animo: fosse anche la rabbia.
Non credo alla sincerità a tutti i costi, infatti su Dario racconterei la piccola bugia che va già dalla baby sitter, ma questo perché ruggero deve già fare il suo percorso scolastico senza essere caricato del pensiero del fratello.
Però credo che a tre anni sia giusto che elabori, con i suoi strumenti, un approccio anche al dovere, alla scuola, all'impegno e a quello che sarà il posto da lui frequentato da qui ai prossimi 30 anni (si spera, ossia l'ambiente scolastico) con la serenità che viene dalla conoscenza.
Poi i bimbi vivono di aspettative, un evento traumatico fa più male che porre in essere un'attesa.
Se può esserti utile Lavinia (so che a tuo marito piacera hahahaha e in questo io sono un po' di destra, aimé), con Lapo da sempre parlo della scuola materna come di Lavoro: il papà va al alvoro, la mamma va al suo lavoro, e tu vai a scuola che è il tuo lavoro, dario va dalla baby sitter che è il suo lavoro perché deve imparare a parlare, camminare, ecc.
Tu dovrai impegnarti per saper leggere, scrivere, ecc.
Su di lui funziona e a me piace che intanto abbia l'idea del "faticare".