Ma di recente Alex è tornato alla carica con la paura della morte, come se dovesse accadere domani, come se fosse troppo atroce per capacitarsene.
Non accetta che si muoia, non accetta nemmeno che persone anziane della nostra famiglia siano morte.
Dice che da grande vuole inventare una macchina per non far morire, e per buona misura per resuscitare chi è già morto ahaha!
Il tutto è peggiorato dalle mie idee confuse sulla fede.
Dopo lunga riflessione ho battezzato Alex, e gli sto facendo fare religione (che gli piace moltissimo e gli è sempre piaciuta, anche all'asilo).
Ma è più forte di me... a domanda diretta non riesco a mentirgli sul fatto che IO non credo. Che secondo me la vita è una sola: questa.
Non ho trovato un senso, una fede, al massimo gliela "caldeggio" come ipotesi.
Ho provato a portarlo in chiesa ma è stato un disastro. Mal tollera la messa, si rifiuta proprio di andarci (qui Gianluca l'ateo esulta ahaha!).
Pur in questo quadro confuso, volevo raccontarvi una cosa che mi ha fatto tenerezza.
Alex ci ha messi alle strette con la morte dei nostri nonni, suoi bisnonni. Era quasi in lacrime. Non so come ho virato sul bel ricordo che ci avevano lasciato, e anche sul fatto che lui era nato da quelle vite che non ci sono più. In particolare, come una fiaba, gli ho raccontato le peripezie di mio nonno scampato ai pericoli della guerra, e alla fine gli ho detto: "pensa che quel nonno ti ha dato qualcosa, che io non ho ereditato ma tu sì: gli occhi".
... I fantastici occhi azzurro cielo di Alex, che mi commuovono quando penso che, davvero, sono quelli di mio nonno.
Ed ecco che Alex, entusiasta, sospira tutto felice: "Davvero!? Mi ha comprato lui i pallini?" (inteso come bulbi oculari).


