Crisi di inserimento: ho bisogno di consigli (poema)

Parliamo dei nostri bambini dai 6 a 12 anni

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agata74

Crisi di inserimento: ho bisogno di consigli (poema)

Post by agata74 »

Sofia è in piena crisi di inserimento. Acuta.
Strilli, pianti, capricci immotivati, botte (a me).
Inizia a urlare la mattina alle 7, fino a quando entra alla materna.
Ricomincia quando la vado a ritirare, e smette quando la mettiamo a letto.
E' un demonio, ma solo con me. Grazie al cielo con papà è un angelo.
Vi spiego com'è lei di solito: solare, allegra, coccolona. Ama la compagnia e non sa cos'è la timidezza. Al parco o in vacanza ci mette 2 secondi per fare amicizia con gli altri bimbi.
E' testarda, sì, ma molto ragionevole, se le spieghi le cose capisce.
Ecco cosa mi ha detto stamane la sua educatrice: è chiusa, arrabbiata, troppo testarda, non obbedisce nemmeno alle richieste più semplici, si isola, non lega con gli altri bimbi (e orrore orrore per lei - a me non me ne frega nulla - non sta seduta a tavola e mangia con le mani, somma vergogna!!! Ma vaffa...)
Premetto che ha fatto due anni di nido spelndidi e senza alcun problema.
Quindi: o Sofia soffre di sdoppiamento della personalità, o c'è qualche problema.
L'educatrice (cazzona, scusate il francesismo) mi ha trattato come fosse colpa di Sofia, e quindi mia, che ho generato un mostro.
Cioè, anzichè essere propositiva e cercare di trovare una via di uscita alla cosa, mi accusa di crearle un problema e di disturbare la serenità della sua giornata lavorativa.
In aggiunta vi spiego come sto io di mio in questo periodo.
Come avrete letto dai miei post ultimamente poco sereni, per i miei problemi sto cercando di non ricadere in depressione per la seconda volta.
E mi sento di riuscirci, anche se mi alzo la mattina già con la voglia di andare a letto.
Ma sono sempre stanca e questo mi rende meno lucida e serena.
Cerco di essere al 100% con Sofia, ma fatico, molto.
Ieri sera all'ennesimo capriccio ho fatto il peggio che potessi fare: sono scoppiata a piangere davanti a lei.
Mi sento una merdaccia.
Quindi. Che cacchio posso fare per alleviare la crisi a Sofia?
Ovvio che la situazione è come un serpente che si morde la coda: la sua crisi peggiora la mia crisi e viceversa.
Quindi devo tirarmi su io. Lo so. Giuro cerco di fare anche l'impossibile.
La lascio al papà più che posso (e quando è con lui mi cerca)
E poi?
Altra cosa che mi preoccupa: lei è una gran chiacchierona, mi racconta sempre tutto.
E' da un mese che va alla materna, non me ne ha mai parlato.
Se le chiedo qualcosa, o non risponde o mi dice "niente" (se le chiedo cosa ha fatto o cosa ha mangiato).
Sono veramente preoccupata.
Scusate il post sconnesso e chilometrico.
Dona

Post by Dona »

No però qui il problema è l'asilo, mica la bambina.
E' successo o succede qualcosa lì dentro che la traumatizza.
Perchè sei hai pure un pregresso positivo, allora c'è altro.
Provare a cambiare asilo?

Anche ad una mia amica era successo, cambiato asilo, sparito tutto il malessere della piccola.
Giulia1970
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Post by Giulia1970 »

Senti Agata, già da un'altra parte hai scritto che la bimba al nido stava benissimo e quindi non ti spieghi perchè alla materna stia così male. Però da quello che ho visto io, prima con l'Agata mia e poi col Raffaele adesso, mi pare che non ci sia da meravigliarsi: al nido tenevano i bimbi come gioiellini (definizione di un papà), e c'era un'educatrice per 8 bambini, alla materna ci si deve arrangiare di più e la maestra è per tutta la classe, o per metà della classe (alla statale ce ne sono 2 per la maggior parte del tempo). Mia figlia i primi giorni alla materna andava volentieri, poi ha cominciato a essere a disagio: "ho paura dei miei amici, sono troppi". Il bimbo, che in pratica "non ha avuto l'inserimento" tanto naturale gli pareva rimanere all'asilo, domenica scorsa appena aperti gli occhi al primo risveglio mi ha detto "oggi è chiuso alla classe". Il problema maggiore per un genitore è il rendersi conto del fatto che spesso, per gli educatori dell'asilo, quello che non va è quello che li ostacola nel loro lavoro, e non quello che realmente non va (spero mi capisca, nel tuo caso è lo stare a tavola).
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