Rischi e pericoli della Manovra di Kristeller in Sala Parto

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Rischi Manovra di KristelleOggi voglio parlarvi di un argomento molto delicato e a me caro in quanto, purtroppo, subìto in sala parto da me e la mia compagna. Dopo vari studi ero preparato sull’argomento MANOVRA DI KRISTELLER e ho avuto la prontezza di FERMARE il ginecologo che stava per effettuarla sulla mia compagna; ma mi chiedo: se al posto mio ci fosse stato qualcuno ignaro della gravità delle conseguenze, cosa sarebbe successo?

La manovra prende il nome dal suo ideatore Samuel Kristeller; Questa pratica consiste nell’effettuare una serie di spinte, col braccio o con l’avambraccio, dalla base verso il collo dell’utero, al fine di fare uscire rapidamente il feto dall’utero e quindi far partorire la gestante.

Se mal effettuata, le conseguenze di questa manovra possono essere molto gravi per il feto e per la salute della mamma: lesioni al perineo, lesioni dell’utero, danni permanenti al bambino e addirittura la morte.

La letteratura medica mette in guardia dai rischi derivati dall’uso della manovra di Kristeller, a tal punto che l’OMS ne sconsiglia la pratica e Spagna e Inghilterra hanno provveduto a proibirla nelle sale parto.

In Italia tale manovra non è illegale e, purtroppo, non è regolamentata in modo chiaro e tanto meno monitorata in maniera corretta. Non esigendo il consenso informato della donna prima del travaglio, molto spesso la pratica è usata in fase di espulsione senza poi essere riportata nella cartella clinica della donna.

“Non ho potuto sottopormi alle lastre per via dell’allattamento. Ma i dolori che ho avuto subito dopo la nascita di mia figlia, dieci mesi fa, sono stati devastanti. Senza contare le difficoltà a respirare”.

Giorgia è di Ravenna ed è una delle mamme che hanno subito la manovra di Kristeller, ufficialmente bandita – come ci aveva spiegato il primario di Ostetricia di Faenza – ma, stando alle testimonianze, ancora in uso nelle sale parto per favorire l’espulsione del feto. Un’altra delle conseguenze della manovra è stata, secondo quanto gli è stato diagnosticato in seguito, una importante diastasi, ovvero la separazione, dei muscoli retti addominali. Cosa che le sta creando non pochi problemi: “A distanza di dieci mesi, tra i muscoli ci passa ancora una mano. A parte l’inestetismo forte che mi fa sembrare ancora incinta, non essendosi riavvicinati i retti non sono in grado di proteggermi, di fatto, l’apparato gastrointestinale. La sera, dopo che ho mangiato, sono gonfissima. Spesso soffro di nausea, vomito e mal di testa. Nella cartella clinica la manovra non è stata indicata, non potrei in alcun modo rivalermi, anche se volessi”.

Simile la storia di Deborah, che ha partorito tre anni e mezzo fa il suo secondo figlio: “Avevo la placenta accreta (difetto di aderenza che può provocare un’emorragia alla donna dopo il parto, ndr), io spingevo come una forsennata ma il bambino non usciva. Senza avvertirmi, a un tratto due ostetriche mi sono saltate sulla pancia. E anche subito dopo il parto, per farmi espellere la placenta, una delle due mi ha rifatto la manovra di Kristeller. Ricordo di avere urlato fortissimo, le contrazioni da parto in confronto al dolore che ho provato sono niente. Mi sono sentita come spaccare dentro, ho pensato che stessi morendo“.

Anche Deborah si ritrova oggi con una diastasi di non poco conto. E non solo: “La pancia è rimasta ma il problema più grosso riguarda il mal di schiena, che per i primi mesi dopo la nascita di mio figlio mi ha impedito di camminare. Per non parlare dei gonfiori che mi prendono dopo i pasti. L’unica soluzione, forse, sarebbe l’intervento di addominoplastica. Ma costa migliaia di euro, è molto invasivo e ha una convalescenza lunga e faticosa”. Anche nel caso di Deborah. della manovra di Kristeller, nella cartella clinica non c’è traccia.

Spesso durante il parto la donna non è in grado di decidere in maniera chiara e lucida quando le viene proposto di intervenire con la manovra di Kristeller. E’ invece molto importante essere ben informate sull’argomento per poter scegliere se autorizzarla o meno. A volte le ostetriche minimizzano definendolo un “aiutino” per favore l’uscita del bambino ma si tratta di una operazione molto delicata che presenta diversi rischi e deve essere eseguita con competenza e attenzione.

A quasi tre secoli dalla sua ideazione, in molti paesi è stata eliminata dalle procedure ginecologiche. In Inghilterra è stata espressamente vietata e viene considerata una prova a carico del medico che l’ha autorizzata nel caso di una denuncia da parte della partoriente. Anche in Francia, Spagna e Irlanda non viene più effettuata, ricorrendo più frequentemente alla ventosa. In Italia non esistono dati certi sul numero di parti in cui viene eseguita.

L’esecuzione della manovra dovrebbe essere annotata sulla cartella clinica, come indicato dalle linee guida di tutte le strutture ospedaliere, ma spesso il personale “dimentica” di farlo. E’ importante, nel caso in cui vi venga chiesta l’autorizzazione ad effettuarla, che vi accertiate della sua trascrizione sulla cartella. Questo sia per poter avere dei dati più precisi sul suo utilizzo nel nostro paese sia per tutelarvi nel caso in cui insorgano complicazioni dovute alla Kristeller.

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