Tempo di riflettere

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  • #7566951
    Trilli

    Una settimana fa se n’è andata Marialetizia, una bimba di 10 anni che fino a quattro mesi fa era piena di vita, di progetti e di speranze. Mercoledì l’abbiamo accompagnata nel suo ultimo viaggio terreno.

    Grande è lo sgomento, la paura, la confusione in noi genitori di bambini di quell’età. Di colpo ci siamo trovati a pensare a quanto futili siano, per lo più, i nostri motivi di scontento e recriminazione, soprattutto nei confronti dei nostri figli e dei loro problemi. D’improvviso siamo stati posti tutti di fronte a una terribile realtà: ciò che abbiamo, e che non sempre basta a soddisfarci, non è per sempre, e potrebbe esserci tolto, con la stessa rapidità con cui ci è stato dato.

    Vedere, poi, il dolore composto dei genitori, dei fratelli, dei cugini e degli zii è stato un altro motivo di profonda riflessione. Ieri mi sono trattenuta per un po’ con lo zio della bimba, un mio ex collega, che mi ha raccontato con sofferta serenità questi quattro mesi di calvario, nei quali mai per un momento hanno abbandonato la speranza di un miracolo, eppure mai hanno pensato anche solo per un momento che ciò che stava capitando fosse un’intollerabile ingiustizia. Quest’uomo mite e profondamente religioso, di fronte alla lapide della sua nipotina adorata, mi diceva con semplicità che non c’è ingiustizia in questo destino perchè centinaia sono purtroppo i bambini che vivono la stessa sorte amara.

    E io mi sono sentita terribilmente ingrata. E mi sono ripromessa di godere di ogni singolo attimo, di non perdere la pazienza o la serenità per difficoltà più o meno grandi ma pur sempre risolvibili. Sperando nel futuro ma mai dandolo per scontato.

    #8582007
    Anonimo

    Stesso mio pensiero a dicembre, dopo la morte del bimbo di 15 mesi di una cara amica

    Purtroppo non ho abbastanza fede per non ritenerla un’ingiustizia enorme

    E la rabbia è tanta

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    #8582008
    Anonimo

    Qualche giorno fa in un programma alla radio dicevano che quando incontriamo la malattia negli altri, o in prima persona, è come se incontrassimo un angelo. questo perchè, secondo alcune culture, ci offre l’occasione di migliorare, di diventare persone buone, di assaporare ogni attimo, anche semplice, di vita.

    Questo riassume perfettamente il mio pensiero e il mio tentare di vivere adesso la vita. Si diventa persone migliori!

    credo proprio che Marialetizia sia stata l’angelo per voi che l’avete conosciuta.

    un pensiero a lei e un abbraccio alle persone che l’hanno amata.

    #8582009
    Anonimo

    vic wrote:


    Qualche giorno fa in un programma alla radio dicevano che quando incontriamo la malattia negli altri, o in prima persona, è come se incontrassimo un angelo. questo perchè, secondo alcune culture, ci offre l’occasione di migliorare, di diventare persone buone, di assaporare ogni attimo, anche semplice, di vita.

    Questo riassume perfettamente il mio pensiero e il mio tentare di vivere adesso la vita. Si diventa persone migliori!

    credo proprio che Marialetizia sia stata l’angelo per voi che l’avete conosciuta.

    un pensiero a lei e un abbraccio alle persone che l’hanno amata.

    È un bellissimo pensiero vic, grazie di averlo condiviso con noi.

    #8582010
    Anonimo

    Io non sono così saggia da pensare che non c’è ingiustizia in una storia così, io mi arrabbio e anche tanto.

    Però sono d’accordo cone te che queste sono le occasioni in cui dovremmo riconsiderare la nostra vita, le fortune che abbiamo. Assolutamente bere dal bicchiere mezzo pieno.

    Vic, che bella la storia degli angeli.

    #8582011
    Anonimo

    credo che la vita sia fatta così. Di cose dure, belle difficile, apparentemente ingiusti, estremamente crudele.

    Sta nel nostro coraggio, nella nostra forza personale, nel nostro sentire ricavare ogni situazione in qualcosa di positivo, cosicché non sia mai stato vano. Una crescita, un evoluzione miglioramento nel giorno successivo. Solo in questo modo questi dolori incredibili potranno portare anche qualcosa di buono

    Per quanto possa sembrare ingiusto purtroppo fa parte della vita, umana, le malattie, incidenti e le scelte sbagliate

    #8582012
    Anonimo

    candyda wrote:


    Io non sono così saggia da pensare che non c’è ingiustizia in una storia così, io mi arrabbio e anche tanto.

    Però sono d’accordo cone te che queste sono le occasioni in cui dovremmo riconsiderare la nostra vita, le fortune che abbiamo. Assolutamente bere dal bicchiere mezzo pieno.

    Vic, che bella la storia degli angeli.

    non posso che quotare candyda, anche io sono così…..mi arrabbio, ci sto male….

    e poi mi costringo a riflettere su quanto spesso penso lamentandomi che vorrei qualcosa di diverso, qualcosa di più dalla vita….mentre invece dovrei essere super contenta di quello che ho e ritenermi assolutamente fortunata per questo!!!!

    #8582013
    Anonimo

    ciota81 wrote:


    Stesso mio pensiero a dicembre, dopo la morte del bimbo di 15 mesi di una cara amica

    Purtroppo non ho abbastanza fede per non ritenerla un’ingiustizia enorme

    E la rabbia è tanta

    Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk

    Cinzia, io non ho avuto un’educazione religiosa.

    Ho una paura terribile della morte e della malattia.

    Però penso che la strada indicatami dallo zio (uno zio che viveva al piano di sotto, quasi un secondo padre) sia la sola percorribile per non soccombere alla rabbia, al dolore. Marialetizia è stata colpita da un osteosarcoma che se l’è portata via in quattro mesi, segnati da due chemioterapie e un’amputazione. Ma ha vissuto dieci anni e mezzo di una vita piena, ricca, in una famiglia ormai atipica (era l’ultima di 5 figli), in un posto bellissimo, fra orto, frutteto, uliveto e animali. Ha avuto tanto amore, e ne ha dato. Non si è scoraggiata mai, neppure nei momenti più bui, lamentandosi appena quando faticava a respirare o il dolore si faceva sentire. Ecco, lo zio, i genitori, i cugini pensano al dono che hanno avuto in questi dieci anni, e ci chiedono di ricordarla felice, di provare in suo nome a rendere questo mondo, nel nostro piccolo, un po’ migliore.

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