Mamma lasciami andare

Mamma guarda, un aquilone! Un aquilone a forma di farfalla. Ma che splendidi colori, guarda l’azzurro… com’è intenso! E quell’allegro arancione contornato di rosso e di giallo, sembrano i colori dell’arcobaleno.
Mamma ti prego mi appoggi su quell’arcobaleno?

Ecco, trattieni il filo, sto volando.
Aspetta, allenta un po’, vado più su, vedo la nostra strada e la nostra casina, ma, ma… quel cagnolino mi sta salutando, scodinzola felice.

Dai mamma, ancora un po’ di filo, così.

Sto toccando le nuvole, ma non c’è niente dentro, il vento mi sta trascinando con loro, però ora vedo tutta la nostra città, e tutte le persone sotto di me sono come formichine, tu però sei grande e bella come sempre, e mi guardi negli occhi.

Dai mammina, dammi ancora un po’ di filo, voglio andare su quella stella, voglio farmi cullare dalla luna e toccare i raggi del sole.

Mamma, lascia il filo dell’aquilone, voglio andare su quel prato sospeso nel cielo, voglio correre sulle margherite e raccoglierne tante e farne una coroncina da poggiare sul tuo bel capino, voglio vedere tutte le città del mondo, da quassù posso, sai mamma, e voglio assaggiare tutti i cibi del mondo, e voglio saltare, gridare felice assieme a tanti bambini. Voglio salire su una giostra, che gli angeli hanno preparato per me, c’è un cavallino alato dove voglio salire.

Ti prego mamma, lascia quel filo.

Non posso bambino mio, non posso lasciarti andare, non posso rinunciare ad accarezzare i tuoi riccioli d’oro, a specchiarmi nei tuoi occhi più chiari di un’alba, ho bisogno di sentire il tuo respiro, di cantarti una ninna nanna, di sentire la tua manina dentro la mia. Non posso lasciarti andare.

Ti prego mamma, lascia quel filo, io da qui ti vedo ancora più bella, io da qui ti parlo e ti ascolto, io da qui posso stringerti la mano ed accarezzarla.
Io quassù sono felice.

Ecco, bambino mio, come tu vuoi!