L’infanzia

f_luniprimogim_e6dd00d.jpgSe c’è una cosa che non mi stanca mai, è l’infanzia. 
Potrei stare ore e ore a osservare bambini che giocano, che parlano, ascoltare i loro ragionamenti, immergermi. 
Mi commuove sempre, neanche fosse l’unica bambina al mondo, sentire mia figlia che arriva da sola a una convinzione. Sento che questa cosa ha un fascino irripetibile e, come tante mamme, vorrei poter fermare questo momento per sempre. 


Mi piace assistere alla logica infantile che raramente sbaglia, che con molta ingenuità fa sbiancare dalla schiettezza. 
Adoro vedere i bambini che si abbracciano, che si appoggiano uno all’altro, come grandi dopo una bevuta, legati da un senso di appartenenza intimissimo, che si aspettano, che si tendono la mano. Quante volte ho amato sentire facciamo scambio? e vedere una testolina che annuisce. 
E quando escono da scuola, è esplosivo guardarli correre, come gazzelle impazzite verso la libertà. Sprigionano energia. È come se da questi corpi piccoli si scatenassero fuochi d’artifici continui, palloncini volanti, stelle che filano. Tutto il mondo gira intorno a loro: se c’è una felicità, prende forma quando accarezzi un bambino. 
Mentre parlano fitti tra di loro, sembrano animalini in lotta: sempre pronti ad azzuffarsi, a spingersi, e poi riprendersi. Diventano amici o nemici con la leggerezza di una folata di vento. Semplici come acqua e zucchero, sono capaci di non provare rancore, di abbarbicarsi uno all’altro come tenere appendici, di rimanere uniti anche se non si frequentano ogni giorno. Sanno mentire con rara maestria, in modo talmente buffo da riuscire sempre a farsi perdonare. Chiedono scusa, e hanno voci e toni di panna, che montano solo per fare un po’ figura. Amano la creatività, inventano colori per le cose: nel loro mondo il sole non è sempre giallo, ma può essere verde per la rabbia, o blu perché è un po’ triste. 
A loro non piace deludere, si fanno in quattro per ottenere riconoscimenti e gratificazioni, sanno meritarsi ogni singolo bacio. Sorridono appena svegli, perché sono felici con piccole cose. Imparano in fretta e si buttano in ogni avventura: un albero non è un pericolo ma una montagna da scalare, da raggiungere. Si tuffano nelle storie e nei perché, non si arrendono a una frase stampata, vogliono sempre capire.

Poi ci si raccomanda di crescere, di diventare maturi. 
Ma per favore.