Società e Multiculturalità
Festa della mamma, come lo festeggiano in giro per il mondo? PDF Stampa E-mail
Il Magazine delle NoiMamme
Scritto da Lidia   
 
 
altIl 12 maggio è la festa della mamma. Sembra che la sua origine risalga alla tradizione delle antiche popolazioni politeiste che celebravano la terra, la sua ritrovata fertilità e le divinità femminili a essa legate.
 
Quando pensiamo alla festa della mamma ci vengono in mente fiori, telefonate, poesie recitate dai bambini e regalini. Ma come viene festeggiata la mamma in altri paesi del mondo?
 
In Inghilterra, oltre alla classica "mother's day", che cade come in Italia la seconda domenica di maggio, è presente anche la "mothering Sunday", cioè la domenica della maternità. Questa è una festa religiosa che si celebra la quarta domenica di Quaresima. In chiesa si recitano preghiere dedicate alle madri ed i bambini preparano cartoline speciali per loro. Si mangiano anche le Simnel cakes, ossia torte con frutta secca, pasta di mandorle e marzapane.
 
In Costa Rica si rende omaggio alla mamma il 15 agosto. La data coincide con l'assunzione della Vergine Maria ed è un giorno di vacanza. E' tradizione che le mamme quel giorno non si occupino dei lavori di casa e che ricevano un trattamento speciale.
 
In Messico il "dia de las madres" (il giorno delle mamme) cade sempre il 10 di maggio. Quel giorno i bambini preparano lavoretti, scatole di dolci e fiori. Alcuni cantano una canzone tradizionale, che a volte è accompagnata da una band mariachi. Se il giorno cade durante la settimana spesso le scuole organizzano eventi speciali come concerti e recite. E' anche l'occasione in cui vengono ricordate le nonne ed anche le mamme e le nonne che non ci sono più.
 
In Finlandia la festa della mamma si festeggia la seconda domenica di maggio come in Italia. Prima di colazione spesso le famiglie fanno una passeggiata, e dopo si vizia la mamma, portandole la colazione a letto o preparandole i suoi piatti preferiti. Le famiglie visitano anche i cimiteri per salutare mamme, nonne ed altre parenti speciali che se ne sono andate. Alcune mamme ricevono una medaglia d'onore a livello nazionale, e la giornata è festeggiata con l'esposizione di bandiere.
 
In Tailandia la festa della mamma si festeggia il 12 agosto, data di nascita della principessa Sirikit. Luci colorate, processioni e discorsi sono parte integrante della giornata. Alle mamme si regalano fiori, ed i bambini in cambio vengono benedetti. 
 
Beh... che dire? Buona festa della mamma a tutte voi, da qualsiasi parte del mondo veniate!
 
Madri nel mondo PDF Stampa E-mail
Il Magazine delle NoiMamme
Scritto da Lidia   



altDiventare madre è una gioia immensa ed universalmente condivisa. 

Tuttavia le condizioni nelle quali le mamme del mondo allevano i propri bambini variano enormemente a seconda del paese in cui vivono. 
 
Secondo il tredicesimo Rapporto sullo Stato delle Madri nel Mondo di Save the Children del 2012, il paese migliore in cui diventare mamma sarebbe la Norvegia, seguita da Islanda e Svezia. Dalla parte opposta c'è la Nigeria, ultima in una classifica che considera 165 paesi, e si basa su indicatori quali la salute di madre e bambino, accesso all'educazione e status economico. 
 
I dati non sono incoraggianti, specie se si rivolge l'attenzione ai paesi più svantaggiati. La fame resta uno dei problemi maggiori quando si parla di donne e bambini: nel mondo il 25% delle morti materne e più di un terzo di quelle infantili sono dovute alla malnutrizione, e nei 30 paesi in fondo alla classifica la percentuale di bambini affetti da rachitismo è del 40%.
Il Rapporto sullo Stato delle Madri nel Mondo dedica una particolare attenzione ai primi 1000 giorni di vita del bambino, che vanno dal concepimento al completamento del secondo anno. E’ in questo periodo che si concentrano le principali minacce derivanti dalla malnutrizione. 
Il rapporto dimostra che con una maggiore diffusione della pratica di allattamento al seno si potrebbero salvare un milione di bambini in più all’anno, eppure meno del 40% di tutti i neonati nei paesi in via di sviluppo riceve i pieni benefici di questa pratica.
 
La differenza tra i primi paesi della classifica e gli ultimi è abissale. 
In Norvegia una donna riceve in media 18 anni di istruzione scolastica contro i 4 del Niger. Nel paese scandinavo il 100% delle nascite avviene con l'assistenza di personale medico specializzato, mentre in quello africano è presente in un caso su tre, e una mamma su 16 muore per cause relative alla gravidanza o al parto (in Norvegia il tasso è di 1 morte su 7600).
L'aspettativa di vita di una donna in Norvegia è di 83 anni, mentre in Niger è attorno ai 56 anni.
Uno dei dati più scioccanti è quello della mortalità infantile: in Nigeria un bambino su 7 muore prima del compimento del quinto anno, ed è altamente probabile che una madre perda almeno uno dei suoi bambini. In Norvegia la mortalità infantile sotto i cinque anni di età, è di 1 su 175. 

Per quanto riguarda l'Italia, il nostro paese si colloca al 21esimo posto della classifica, a metà dei 43 paesi più sviluppati. 
 
ICAM, carcere alternativo per le mamme PDF Stampa E-mail
Il Magazine delle NoiMamme
Scritto da nene70   

ICAMLa possibilità di ospitare le madri detenute in strutture al di fuori dei carceri nasce come progetto comune tra il PRAP (Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria), il Comune di Milano e la regione Lombardia. L'idea nasce, appunto, per evitare ai bambini l'esperienza durissima della vita in carcere.

Il comune di Milano ha messo a disposizione una palazzina, adeguatamente ristrutturata e in una propria sede istituzionale, dotata di impianti di sicurezza e arredata in maniera confortevole. In questa possono trovare ospitalità le mamme e i loro bambini: un ambiente decisamente lontano dal carcere, dal suo sovraffollamento e dalle regole di vita che questo, ovviamente, comporta.

In questa struttura possono essere ospitate fino a dodici madri con i loro bambini, c'è una presenza di personale educativo che supporta le mamme nella cura dei piccoli, messo a disposizione dalla provincia e dalla regione, che provvede ad accompagnare i bambini per regolari uscite all'esterno. Gli agenti di Polizia Penitenziaria svolgono il loro lavoro in borghese, per non spaventare i bambini.

 
Infanzia dietro le sbarre PDF Stampa E-mail
Il Magazine delle NoiMamme
Scritto da nene70   

carcereNascere figli di detenute, ecco la colpa.
Per 70 bambini in Italia, la quotidianità è la vita dietro le sbarre, almeno fino ai tre anni di età.
Per la maggior parte sono figli di immigrate che "scontano" la pena assieme alla madre.

Insieme agli agenti di polizia penitenziaria, queste donne cercano di offrire una parvenza di normalità ai loro figli. Spesso giudicate madri inadeguate, incapaci nel loro ruolo, sono donne che per lo più arrivano dai margini della società: madri single con bassa scolarizzazione, prostitute, tossicodipendenti, Rom, straniere e immigrate clandestine, spesso giovanissime.

In Italia sono sei le carceri interamente femminili e solo sedici i nidi funzionanti, per un totale di circa 2.400 detenute, di cui una cinquantina madri. Vengono carcerate per reati riguardanti il patrimonio e le droghe, con pene relativamente brevi, a cui però vengono aggiunti mesi per la recidività.

 
Sostegno a distanza PDF Stampa E-mail
Il Magazine delle NoiMamme
Scritto da Nene   

4499926915 217f952a83_mUna strada bagnata, una sera d’inverno. Asfalto che luccica, gente che va di fretta, sorda e cieca.
Ccome dal nulla una mano tesa, una voce che chiede, due occhi grandi in un viso sparuto. E tu non sai resistere e dai qualcosa, sapendo che è poco, ma che comunque serve.
Non ti poni domande, dai e basta, perché senti la necessità di poter fare qualcosa, di donare.

Decidi che forse questa voglia di dare si può ampliare, che ci si può impegnare in un progetto più grande. Le mani tese sono molte e quegli occhi, quei visi, li vorresti vedere con meno paure per il futuro, più sorridenti e fiduciosi.

Il sostegno a distanza permette a chiunque di far nascere quel sorriso sul volto di un bambino, perché farlo significa davvero rinunciare a pochissimo. Quello che per noi è un extra, per molti è sopravvivenza.
È un momento importante decidere chi diventerà tuo "nipote" a distanza, consapevoli che non si "adotterà" solo lui, ma tutta la sua comunità. Un bambino in un paese distante migliaia di chilometri dalla nostra realtà, dai nostri impegni. Un bambino o una bambina che vive nel suo paese, che cerca un riscatto, che domanda poco ma sa dare molto.

Prede della fretta e della quotidianità, ci si dimentica quasi di avere un pezzo di cuore dall'altra parte del mondo, ma poi quasi dal nulla sbuca una lettera, una foto, dei disegni di un villaggio colorato e allegro… Il cuore ha un sussulto e si capisce che la strada intrapresa è quella giusta, che poter donare qualche moneta a una mano tesa è giusto, ma questo progetto è molto di più, perché permette a tutto un villaggio di godere di quel dono.

Il nostro cuore è al momento in Mozambico. La fine di un affidamento è l’inizio di uno nuovo, un testimone di amore, di corrispondenza, di piccoli doni. La "nostra" bambina si chiama Julieta, ha sette anni e tanta voglia di crescere e imparare, per essere utile alla sua comunità. È subentrata all’affido di Alexandra, che abbiamo seguito per sette anni, e prima di lei c'era Honoria. Per loro abbiamo imparato a leggere il portoghese, lingua parlata in Mozambico. Quando riusciamo, con molta fatica, a sentirci via telefono, le facciamo ridere perché per la pronuncia sembriamo bebâdo, ubriachi. Per noi sono come nipoti, che vivono a casa loro, con i loro genitori, ma che hanno teso la mano e hanno trovato la nostra dall’altra parte.

La ricerca di un’associazione che faccia di noi "padrini" o "madrine" a distanza è impegnativa, si devono scandagliare a fondo i progetti che intendono seguire, le scelte che fanno. Bisogna poi essere consapevoli che l'impegno che si prende è un impegno a lungo termine, che dà però grandi soddisfazioni, come vedere nascere nei propri figli la voglia di imparare la lingua dell'amico lontano, per poter rispondere alle lettere o ricevere dai suoi genitori notizie e saluti, e sapere di aver contribuito alla formazione di un bambino.

L’amore non conosce confini né limiti, il sostegno a distanza cambia la vita, in meglio.

 
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