Pianetadonna

  • Fate la nanna... con la mamma

     

    Image

     Quando ero incinta di Sofia, la mia prima bimba, ho comperato Fate la Nanna di Eduard Estivill, su consiglio di una amica che me lo descriveva come miracoloso. L'ho letto due volte: in gravidanza e dopo il parto. Lo trovai interessante e praticabile.

    Alcune cose in effetti sono interessanti, come ad esempio il fatto che ai neonati vada insegnato a distinguere fra giorno e notte, ovvero la nanna diurna può essere fatta con la luce, con rumori, con musica, mentre la nanna notturna deve essere fatta in un ambiente silenzioso, buio. 

Società e Multiculturalità
Sostegno a distanza PDF Stampa E-mail
Il Magazine delle NoiMamme
Scritto da Nene   

4499926915 217f952a83_mUna strada bagnata, una sera d’inverno. Asfalto che luccica, gente che va di fretta, sorda e cieca.
Ccome dal nulla una mano tesa, una voce che chiede, due occhi grandi in un viso sparuto. E tu non sai resistere e dai qualcosa, sapendo che è poco, ma che comunque serve.
Non ti poni domande, dai e basta, perché senti la necessità di poter fare qualcosa, di donare.

Decidi che forse questa voglia di dare si può ampliare, che ci si può impegnare in un progetto più grande. Le mani tese sono molte e quegli occhi, quei visi, li vorresti vedere con meno paure per il futuro, più sorridenti e fiduciosi.

Il sostegno a distanza permette a chiunque di far nascere quel sorriso sul volto di un bambino, perché farlo significa davvero rinunciare a pochissimo. Quello che per noi è un extra, per molti è sopravvivenza.
È un momento importante decidere chi diventerà tuo "nipote" a distanza, consapevoli che non si "adotterà" solo lui, ma tutta la sua comunità. Un bambino in un paese distante migliaia di chilometri dalla nostra realtà, dai nostri impegni. Un bambino o una bambina che vive nel suo paese, che cerca un riscatto, che domanda poco ma sa dare molto.

Prede della fretta e della quotidianità, ci si dimentica quasi di avere un pezzo di cuore dall'altra parte del mondo, ma poi quasi dal nulla sbuca una lettera, una foto, dei disegni di un villaggio colorato e allegro… Il cuore ha un sussulto e si capisce che la strada intrapresa è quella giusta, che poter donare qualche moneta a una mano tesa è giusto, ma questo progetto è molto di più, perché permette a tutto un villaggio di godere di quel dono.

Il nostro cuore è al momento in Mozambico. La fine di un affidamento è l’inizio di uno nuovo, un testimone di amore, di corrispondenza, di piccoli doni. La "nostra" bambina si chiama Julieta, ha sette anni e tanta voglia di crescere e imparare, per essere utile alla sua comunità. È subentrata all’affido di Alexandra, che abbiamo seguito per sette anni, e prima di lei c'era Honoria. Per loro abbiamo imparato a leggere il portoghese, lingua parlata in Mozambico. Quando riusciamo, con molta fatica, a sentirci via telefono, le facciamo ridere perché per la pronuncia sembriamo bebâdo, ubriachi. Per noi sono come nipoti, che vivono a casa loro, con i loro genitori, ma che hanno teso la mano e hanno trovato la nostra dall’altra parte.

La ricerca di un’associazione che faccia di noi "padrini" o "madrine" a distanza è impegnativa, si devono scandagliare a fondo i progetti che intendono seguire, le scelte che fanno. Bisogna poi essere consapevoli che l'impegno che si prende è un impegno a lungo termine, che dà però grandi soddisfazioni, come vedere nascere nei propri figli la voglia di imparare la lingua dell'amico lontano, per poter rispondere alle lettere o ricevere dai suoi genitori notizie e saluti, e sapere di aver contribuito alla formazione di un bambino.

L’amore non conosce confini né limiti, il sostegno a distanza cambia la vita, in meglio.

 
Italia: tratta dei minori in aumento, nuovo dossier "Save the children" PDF Stampa E-mail
Il Magazine delle NoiMamme
Scritto da Paola Maffina   

Si stima che siano 2,5 milioni le vittime della tratta di esseri umani nel mondo, l'80% delle quali donne e bambine; 1,2 milioni i minori, pari al 50% del totale. Un business con un volume di affari - gestito da reti criminali transnazionali - pari a circa 32 miliardi di dollari l'anno e paragonabile a quello del traffico di armi o di stupefacenti.

Per quanto riguarda l'Italia, sono 54.559 le vittime di tratta che hanno ricevuto assistenza e protezione fra il 2.000 e il 2007. Di esse, un numero rilevante è rappresentato da minori: 938 gli under 18, numero decisamente sottostimato, assistiti e protetti nello stesso periodo.

 

Il dossier «La tratta dei bambini in Italia» diffuso alla vigilia della ‘Giornata Internazionale in ricordo della schiavitù e della sua abolizione' che si celebra il 23 agosto è stato redatto da Save The Children con la collaborazione di oltre 40 enti ed organizzazioni che si occupano di minori stranieri sul territorio italiano. Dieci pagine intense ove si ricostruisce il fenomeno della tratta dei bambini così come emerge altresì dall'aggiornamento del profilo dei "minori vittime" realizzato dall'organizzazione a tutela e difesa dell'infanzia nel corso del 2009.

 

Minori di entrambi i sessi che giungono in maggioranza dall'est Europa, soprattutto dalla Romania, nonché da paesi africani fra cui Nigeria, Egitto, Marocco, Tunisia, Algeria, Senegal, e sfruttati non solo nella prostituzione ma anche nel lavoro agricolo, nell'accattonaggio o in attività illegali come lo spaccio di droga o i piccoli furti. Molti sono minori migranti non accompagnati che approdano, per esempio, in Sicilia e poi fuggono dalle comunità d'accoglienza dell'isola non vedendo prospettive di permanenza legale sul nostro territorio. In crescita il flusso di minori egiziani vittime di smuggling - cioè di traffico - e a rischio di subire gravi forme di sfruttamento.

 

«A causa delle norme contenute nel pacchetto sicurezza molti minorenni immigrati rischiano di cadere nelle mani dei trafficanti di esseri umani», queste le parole di Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia, contenute nel dossier, che ci spiega: «Poniamo per esempio il caso per niente raro che un adolescente di 16 o 17 anni - età prevalente dei minori in arrivo - una volta in frontiera, venga erroneamente scambiato per un maggiorenne, al pari degli adulti sarà soggetto alla applicazione delle disposizioni in materia di reato di ingresso e soggiorno illegale in Italia. Per lui quindi scatterà subito il trattenimento in un Centro di Identificazione ed espulsione (CIE) fino a 180 giorni, eventualmente anche insieme ai suoi trafficanti e potrà essere soggetto ai provvedimenti di espulsione sia amministrativa che conseguente all'accertamento del reato di soggiorno illegale. In generale, la trasformazione del migrante irregolare in autore di un reato e la sua successiva immediata espulsione impediscono o rallentano l'attivarsi dei meccanismi di emersione e di identificazione delle vittime di tratta».

 

È questa la politica contro l'immigrazione clandestina attuata da nostro governo? Lasciare che i minori finiscano nelle mani della delinquenza, che commettano reati sotto minaccia degli sfruttatori così da far decadere il loro stato di "vittima di tratta" e farli entrare d'ufficio nella schiera dei criminali e giustificare così la loro espulsione, visto che il decreto parla chiaro: chi delinque, anche se minore, anche se costretto alla prostituzione è accompagnato alla frontiera ed espulso.

 

La criminalizzazione contraddice per altro uno dei principi raccomandati dall'Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite che stabilisce proprio che le persone trafficate non possano essere detenute, perseguite e punite per il loro ingresso o soggiorno illegale nei paesi di transito e di destinazione, e non possono essere né processate né punite per i reati commessi nella loro condizione di vittime.

 

Questo il quadro degli esseri umani che arrivano in Italia senza permesso d'ingresso: vittime dello sfruttamento, ancor più se minori, costretti a delinquere per pagare il pegno d'essere stati trasportati nel primo mondo o obbligati a lavorare in condizioni disumane e noi continuiamo a chiamarli clandestini.

 

Cosa ci dobbiamo attendere ancora? Forse che siano abbandonati a se stessi in mezzo al mare affinché muoiano di stenti? Che per non affrontare l'indignazione di chi s'è detto contrario alle espulsioni indiscriminate (fanno sempre comodi i voti dei Cattolici e l'opinione della CEI) si passi direttamente all'ignorarli alla deriva? Quasi a lanciare un messaggio sinistro: non imbarcatevi per l'Italia perché non verremo a soccorrervi.

 

Laura Boldrini, portavoce Onu per i rifugiati, getta un'ombra sinistra su quanto accaduto il 20 agosto, quando alcuni immigrati recuperati nel canale di Sicilia hanno raccontato della loro odissea nel mediterraneo, lasciati a morire senza soccorsi, sono partiti in 78 e sono arrivati in meno di 10 «È allarmante che per oltre 23 giorni queste persone abbiano vagato senza che nessuna imbarcazione le abbia soccorse. Come se stesse prevalendo la paura di aiutare sul dovere di soccorrere chi è in difficoltà in mare».

 

In mezzo a loro, forse, anche minori.

 

Attendiamo che sia fatta chiarezza e che qualcuno davvero inizi ad indignarsi.

 
Cronache dal Kurdistan e dintorni PDF Stampa E-mail
Il Magazine delle NoiMamme
Scritto da Penelopecruz   

penelope.jpgParto un giovedì sera, con una piccola valigia e un'emicrania con nausea che non mi fa nemmeno parlare. Passerò una settimana nel Kurdistan iracheno.

In realtà è Iraq, ma a mia madre ho preferito dire che vado in Kurdistan, confidando nella sua ignoranza in geografia così non si preoccupa per noi.
Più che altro lascio la mia piccolina, 12 mesi e due dentini, a casa con papà. Loro due soli per la prima volta, noi due separate per la prima lunga volta.
Sarà per questo che mi sento male.

Primo giorno
Irbil si trova su una pianura verdeggiante a nord, all'orizzonte le montagne; mi ricorda un po' casa mia, le Prealpi, anche se qui fa un caldo torrido che intorpidisce, qua e là spunta qualche moschea e le bandiere curde ostentano il loro sole giallo in ogni angolo.

Leggi tutto...
 
Le donne nella prospettiva internazionale: violenza e diritti non rispettati PDF Stampa E-mail
Il Magazine delle NoiMamme
Scritto da Chiara Retis   

 104715_girl_3mod.jpgLe donne nella prospettiva internazionale: violenza e diritti non rispettati

Nel 2008 l'Onu ha lanciato una campagna mondiale per eliminare la violenza contro le donne che durerà fino al 2015, data che coincide con il termine per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del millennio (Millennium Development Goals, MDG).
Da decenni ormai esiste la consapevolezza che questo fenomeno è talmente radicato e vasto da richiedere interventi coordinati, a lungo termine e adatti alle problematiche specifiche di ogni paese e di ogni cultura, all'interno di una cornice di riferimento comune che è quella del rispetto dei diritti umani.
È un segnale positivo di come il movimento globale iniziato dalle donne stesse abbia ora supporto ai livelli più alti.

Leggi tutto...
 
L'infanzia negata PDF Stampa E-mail
Il Magazine delle NoiMamme
Scritto da Daniela de Pietro   
L'infanzia negata
(da una favola antica ad una storia moderna)

2444333525_cc8045b8c2mod.jpgI due giovani struzzi erano disperati.
Ogni volta che si mettevano a covare le uova, il peso del loro corpo le rompeva.
Un giorno decisero di andare a chiedere consiglio ai loro genitori, che abitavano dall’altra parte del deserto. Corsero per molti giorni e molte notti e finalmente arrivarono al nido della vecchia madre.
"Madre", dissero, "siamo venuti a chiederti come possiamo fare per covare le uova. Ogni volta che ci proviamo si rompono."
La madre li ascoltò poi rispose:
"Ci vuole altro calore"
"E quale?" domandarono gli struzzi.
"Il calore del cuore. Voi dovete guardare le vostre uova con amore, pensando alla creatura che vi dorme dentro, lo sguardo e la pazienza lo risveglieranno".

Gli struzzi partirono, e quando la femmina ebbe deposto un altro uovo si misero a guardarlo con amore, senza perderlo mai di vista. Passarono molti giorni; quando ormai erano allo stremo delle forze, l'uovo incominciò a cigolare, si incrinò, si ruppe e una piccola testa fece capolino dal guscio.


Da Il calore del cuore di Leonardo da Vinci.

La lettura di questa favola, scritta dal Genio tra tardo medioevo e rinascimento, mi ha stupita e incuriosita, mi sono chiesta quanta importanza avesse il bambino medioevale e che ruolo ricoprisse tra le priorità sociali del tempo. Considerando che, in quei secoli, la vita aveva un bassissimo valore, il cimentarsi nella scrittura favolistica mi è parsa una contraddizione tale da esortarmi ad approfondire il tema.

Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 3

Cerca nel sito

Around NoiMamme

150X80

Newsletter

Cancellati
Iscriviti

NoiMamme




buy cigarettes online buy cigarettes online cheap buy cigarettes online usa