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  • Fate la nanna... con la mamma

     

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     Quando ero incinta di Sofia, la mia prima bimba, ho comperato Fate la Nanna di Eduard Estivill, su consiglio di una amica che me lo descriveva come miracoloso. L'ho letto due volte: in gravidanza e dopo il parto. Lo trovai interessante e praticabile.

    Alcune cose in effetti sono interessanti, come ad esempio il fatto che ai neonati vada insegnato a distinguere fra giorno e notte, ovvero la nanna diurna può essere fatta con la luce, con rumori, con musica, mentre la nanna notturna deve essere fatta in un ambiente silenzioso, buio. 

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pediatra.jpgLa Dott.ssa Daniela Sannicandro, medico specializzato in Pediatria e Neonatologia, è a vostra disposizione per rispondere gratuitamente a quesiti, richieste di consigli e informazioni riguardanti la sua materia.

Prima di inviare domande o richieste, si prega di verificare che l'argomento non sia già stato precedentemente trattato. Le mail contenenti quesiti ai quali la Dottoressa ha già risposto in passato, saranno filtrate dalla redazione per evitare di sovraccaricare la pediatra con problematiche alle quali si è già data risposta molteplici volte.

Il servizio non sostituisce il parere diretto dello specialista e non costituisce una visita medica a distanza.
In caso di patologie o disturbi conclamati è necessario consultare sempre il proprio medico di fiducia. Le indicazioni fornite dagli esperti sono di carattere generale: cure e terapie personalizzate devono essere prescritte dal proprio medico curante.

 

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Di seguito, le risposte ad alcuni dei vostri quesiti
 

 

 

 




Crisi dell'ottavo mese PDF Stampa E-mail
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Scritto da Federica   

Buongiorno dottoressa,

sono la mamma di Beatrice, di 8 mesi, nata prematura di 35+4, ma cresciuta benissimo, allattata esclusivamente con biberon e latte artificiale. Pesa 7.9k circa , lunga 70cm . Pappe pranzo e cena più due biberon uno al mattino (colazione) e uno a sera prima della nanna.
Beatrice ha sempre dormito nel suo lettino e nella sua cameretta, con qualche risveglio notturno a seconda dei giorni, ma cosa risolvibile con ciuccio e un po' di acqua. Ma da venerdi ad oggi piange per stare nel suo lettino, e si sveglia frequentissimamente, a volte darle il ciuccio non basta più perché vuole essere presa in braccio. Sono solo capricci secondo me perché nel momento in cui la si mette nel lettone smette e dorme beatamente!  Il vizio del lettone non l'ha mai avuto... però forse è bastata una sola volta per renderla furba e consapevole.

Ha qualche consiglio da darmi? Io tra 3 settimane riprenderò il lavoro... non ha mai dato problemi per dormire e ora...

Grazie mille di cuore

Cordiali Saluti

Vista l'età della tua bimba, il suo comportamento mi fa pensare alla crisi dell'ottavo mese, o angoscia di separazione, che ogni bambino sperimenta più o meno in questo periodo quando nella sua psiche inizia a maturare il senso del "sè", cioè la presa di coscienza di essere un soggetto separato dalla madre e non più in totale simbiosi con essa come nei mesi precedenti e, di conseguenza, nel piccolo si fa più pressante l'esigenza di sentirsi vicino alla mamma la cui vicinanza lenisce l'inevitabile stato ansioso vissuto in questo periodo. La notte e i sogni possono diventare angosciosi in quanto in essi vengono rivissute le esperienze del giorno: esperienze di separazione, paura o rifiuto della presenza di una figura estranea che la piccola può avere incontrato, magari anche una persona già conosciuta in precedenza ma che non è la mamma.

Se la tua bimba, assieme a questa agitazione notturna inizia a non comportarsi più come prima con le persone che non frequenta abitualmente, non vuole più essere tenuta in braccio da estranei, a volte rifiuta anche il cibo, piange durante le visite pediatriche  - soprattutto se prima non lo faceva - posso proprio pensare che si tratti di questo.

In tal caso, non ci sarebbe altro da fare che avere molta pazienza, cercando di assecondarla con equilibrio nel suo desiderio di contatto stretto con te quando ne fa richiesta pressante, ma nello stesso tempo senza allarmarti per quanto le sta succedendo in quanto inevitabile tappa maturativa che deve per
forza essere attraversata per crescere psicologicamente. Passerà in alcune settimane o in pochi mesi e la successiva sarà la famigerata tappa dei no e dei capricci che inizierà tra i 15 e i 20 mesi. Suparato anche questo secondo, impegnativo periodo, tutto filerà molto più liscio, almeno fino alla pubertà...

Ma per questa c'è ancora molto tempo!

Un caro saluto, Daniela

 
Crescita bassa PDF Stampa E-mail
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Scritto da Cinzia   

Gentilissima Dottoressa,

le scrivo per mio figlio di 3 anni e 8 mesi che non cresce molto, abbiamo escluso celiaca tiroide ecc...

Il pediatra ci ha fatto fare un rx mano sinistra quando mio figlio aveva 3 anni e 4 mesi (altezza 91.9) esito: eta' inferiore a quella anagrafica, corrispondente a 18 mesi circa.. quindi ci ha consigliato di farlo vedere in un centro auxologico cosa che abbiamo fatto, dopo un'accurata visita il prof che lo ha visitato ha scritto sul referto guardando la radiografia della mano: > > -epifisi del radio stadio D PERC 25 MEDIO NORMALE > > -EPIFISI DEL 3 METACARPALE STAD C PERC 3 NETTAMENTE RITARDATA > > -EPIFISI DELLA FALANGE DISTALE DEL 3 DITO STAD D PERC 75 MED NORM > > -GRANDE OSSO STADIO D PERC 25 MEDIO NORMALE > > MATURAZIONE GLOBALE PERC 30 MEDIO NORMALE. > > DIAGNOSI CRESCITA E MATURAZIONE NELLA NORMA...POI CI HA DETTO CHE IL BAMBINO DA ADULTO SARA'162 FACENDO IL RANGE BERSAGLIO CHE VA DA 157 A 173.5...STATURA BERSAGLIO 165,5... Poi ha concluso dicendo che da noi al sud si cresce 2,5 cm in meno. Ci ha fatto le curve personalizzate dove il terzo percentile corrispondeva al bersaglio di 1,57 il decimo percentile a un 1,62.....il 25 percentile a 1,66..il 50 percentile a 173.5 cioe' la statura massima che puo' raggiungere il bambino.

La madre è alta 156 cm. Il papà 162 cm; il bambino alla nascita 3 kg altezza 50...a due anni 82 cm..a tre anni 89,5, adesso 3 anni e 8 MESI 94,4.

Non ho capito come mai sulla radiografia risultava minore e il prof ci ha detto che è tutto ok. Che non c'era niente da fare che il bambino da adulto sara' 162. Quando e' stato misurato il dal prof mio figlio aveva 3 anni e 4 mesi ed era 91.9. Io ho guardato i vari grafici presenti nella rete internet seguendo il percentile di mio figlio mi danno tutti risultati diversi di 1,62. Cosa ne pensa?
Grazie mille

Devo ammettere che attualmente non mi sono ancora pervenuti i grafici aggiornati riguardanti il calcolo dei percentili di crescita dei bambini italiani: devo quindi continuare a ragionare basandomi su quelli vecchi di alcuni anni. Però, almeno dai dati, a mio avviso sufficienti, che mi hai fornito e senza tenere in considerazione il ritardo di maturazione ossea dimostrato dalla radiografia del polso, posso dirti questo: il tuo bimbo non è certamente molto alto, ma si trova comunque nella fascia di normalità anche se ai limiti inferiori. Questo significa che, almeno per ora, non sono indicati particolari controlli specialistici né tantomeno terapie. Se nell'arco della sua crescita, l'altezza del bimbo dovesse continuare a collocarsi sullo stesso attuale percentile, molto probabilmente, attorno ai 18 anni, raggiungerebbe quantomeno il metro e 65 cm.

Questa affermazione viene anche confermata dal calcolo della statura definitiva basato anche sulla statura dei genitori. Pertanto penso che possa essere preso per buono. Il tuo bimbo, a mio avviso, non raggiungerà una statura definitiva inferiore al metro e 65 cm. Ma la speranza che superi questo valore attualmente c'è ed è data dal ritardo maturativo di alcune ossa del polso. Un ulteriore aiutino potrebbe provenire dall'abitudine di praticare sport o attività sportiva in genere che comporti corsa, salto in alto o simili come calcio, atletica leggera, palla a mano o quant'altro sin dall'età scolare in quanto le sollecitazioni pressorie sotto la pianta dei piedi favoriscono l'attività delle cartilagini di acrescimento delle ossa lunghe, cioè delle gambe.

Pertanto, a mio avviso vi sono buone probabilità che il bimbo riesca a superare la statura del papà. Detto ciò, pensa piuttosto a coltivare quanto posseduto nel suo cervello: sentimenti, intelligenza, curiosità, creatività...e non ti angosciare se lo vedrai un po' meno alto di altri compagni; non contribuire ad inculcargli complessi superflui.

Un caro saluto, Daniela

 
Infezione virale? PDF Stampa E-mail
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Scritto da Trilly21   

Salve,

ho una bimba che ora ha quasi 6 mesi ed è sempre stata bene, anche ora.

A 4 mesi ha rifiutato il biberon per circa 10 gg. perdendo 130 gr. Io lo attribuisco logicamente al fatto che mangiava al massimo 300g. di latte al giorno.

La pediatra per escludere intolleranze al lattosio le fece fare un day hospital.

Seguono i risultati
degli esami effettuati a  4 mesi di vita
GB  18.10
GR *4.06
HGB 11.5
HCT 34.3
MCV 84.4
MCH 28.4
MCHC 33.7
PLT 342
RDW 2.4
MPV 7.9
NEUTROFILI%  *11.1
LINFOCITI % *80.5
MONOCITI%  5.2
EOSINOFILI% *2.4
BASOFILI% *0.8
NEUTROFILI# *2.00
LINFOCITI#14.50
MONOCITI# *0.90
EOSINOFILI#0.40
BASOFILI# 0.10

Attribuiscono questi gb alti ad un’infezione virale, ma non ha avuto mai febbre. Dall’esame delle urine risulta flora mista e nel ripeterle sono negative.
A distanza di 15 gg le faccio rifare il prelievo, nel frattempo la bimba, svezzata, riprende a mangiare, accettando anche il latte.
Seguono gli esami a
 4 mesi mezzo di vita
GB  12.00
GR *3.99
HGB 11.3
HCT 33.2
MCV 83.1
MCH 28.2
MCHC 34.0
PLT 373
RDW 11.8
MPV *7.3
NEUTROFILI%  *8.9
LINFOCITI % *79.9
MONOCITI%  7.6
EOSINOFILI%  284
BASOFILI% *0.8
NEUTROFILI# *1.10
LINFOCITI# *9.60
MONOCITI# *0.90
EOSINOFILI#0.30
BASOFILI# 0.10

Ora la bimba sta bene, ha preso 600 gr in un mese, è vivace, non mostra segni di disturbo.
La pediatra ed anche in ospedale mi hanno ribadito che si è trattato di un’infezione(senza individuare quale).
Dopo le ultime analisi, dove i GB si erano ridotti da 18000 a 12000 i NEUTROFILI# *1.10 portano la pediatra dell’ospedale a fare lo striscio periferico del sangue e non vengono individuate anomalie, né cellule immature ecc.
Avrei bisogno del vostro parere.
È normale questa cosa nei bambini, così come dicono?
Devo fermarmi con i prelievi o devo farne un altro per verificare i neutrofili?
Grazi infinite in anticipo.

 

L'attuale stato di benessere della bimba, l'assenza di sintomi di patologia e la mancanza di alterazioni morfologiche dei globuli bianchi nel loro insieme, cioè linfociti, neutrofili, ecc., all'esame dello striscio periferico fanno stare tranquilli per quanto riguarda il sospetto di patologie midollari o neoplastiche. D'altra parte, il controllo dopo sole due settimane potrebbe essere stato un po' precoce in quanto per parlare di linfocitosi persistente bisognerebbe che essa si prolungasse dalle tre settimane ai tre mesi almeno e non solo due settimane.

Inoltre, il numero totale dei globuli bianchi è nella norma, quindi non vi è un problema midollare con scarsa produzione di queste cellule o produzione patologica di esse. L'ipotesi di neutropenia con linfocitosi relativa dovuta a virus mi sembra, quindi, la più probabile e la più ragionevole. In presenza di una infezione, specialmente se virale, infatti, i globuli bianchi presenti in circolo tendono a migrare in massa verso i tessuti dove si concentrano maggiormente i virus per poterli distruggere - di solito faringe, tonsille, ecc., ma non solo. Questa migrazione verso la periferia provoca una deplezione di linfociti nel circolo sanguigno, di solito acuta e massiva che dura per tutto il tempo necessario al midollo osseo per sintetizzare nuovi
globuli bianchi maturi e mandarli in circolazione. Questa operazione richiede alcune settimane. Ma in un bambino di sei mesi che non può più contare sugli anticorpi trasmessi passivamente dalla placenta perché ormai distrutti né tantomeno sui suoi personali perché ancora in formazione, le piccole o grandi infezioni sono all'ordine del giorno, sintomatiche o meno che siano, specie se non viene più allattato al seno.

A questa età, la percentuale di infezioni virali rispetto a quelle batteriche è attorno all'ottanta per cento: ecco quindi che si può spiegare una persistenza di linfocitosi per mesi associata o meno a neutropenia relativa.
L'approfondimento diagnostico può essere suggerito, magari, se la linfocitosi marcata persiste per più di tre mesi, oppure se vi sono sintomi clinici concomitanti, oppure se all'esame dello striscio di sangue periferico si evidenziano anomalie di forma o di maturazione dei globuli bianchi, altrimenti no. In questo caso, per approfondimento diagnostico,
intendo l'esame del midollo osseo. Ma senza arrivare a tanto, se fra alcuni mesi l'emocromo dovesse mantenersi alterato, è possibile andare a studiare, sempre nel sangue periferico, il fenotipo linfocitario, soprattutto se la linfocitosi dovesse persistere senza associazione con sintomi clinici evidenti. Tipizzando i linfociti circolanti, se si riscontrasse un aumento dei linfociti T suppressor, per esempio, essi confermerebbero l'origine virale dell'anomalia della formula leucocitaria, mentre se si evidenziassero i linfociti B si dovrebbe sospettare una patologia midollare, neoplastica o meno e si dovrebbero approfondire le ricerche.

I virus responsabili di questa frequente alterazione della formula leucocitaria sono innumerevoli - adenovirus, herpes, citomegalovirus; malattie come mononucleosi, toxoplasmosi, influenza, o patologie simil influenzali banali possono provocarla. Naturalmente vi possono essere altre patologie che alterano la formula leucocitaria, molto più rare.

Ma nel caso della tua bimba, mi sembra che, per ora, non sia necessario ripetere nessuna indagine particolare. Il suo pediatra di fiducia controllerà periodicamente il suo stato di benessere e il buon accrescimento.

Un caro saluto, Daniela

 

 
Peso a tre anni e mezzo PDF Stampa E-mail
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Scritto da Fiorella   

Gentile dottoressa,

le scrivo per Emma la mia bimba di tre anni e otto mesi. Lei è vivace curiosa molto vispa (già legge!) ma non riesco a farle prendere peso. Mangia regolarmente e con appetito normale (latte 200 circa con 2 biscotti al mattino, merenda a scuola, primo secondo e frutta a pranzo, merenda a base di yoghurt, brioche, biscotti, pane e burro, primo e secondo a cena) ma il suo peso è da mesi fermo 13 kg per una altezza di 98 cm. Le aggiungo che io peso 53 kg per 170 cm e mio marito 65 kg per 172 cm, le nostre famiglie sono composte da soggetti molto magri, ed in particolare la linea paterna è anche di statura molto bassa (emma somiglia molto al suo papà) per esempio mia cognata è alta 155cm per 42 kg e mia suocera idem.


Emma alla nascita pesava 2950 gr per 49 cm è stata dimessa con peso 2750. È nata alla settimana 39 con parto spontaneo e non ha presentato alcun problema. La gravidanza ha avuto un andamento regolare. È cresciuta regolarmente ma sempre non moltissimo ed all'anno di vita pesava 9 kg.
Per i successivi due anni e mezzo è cresciuta molto lentamente sino ad arrivare ad oggi con peso tredici kg ed altezza cm 96.

Ugualmente sono molto preoccupata, il mio unico cruccio è che sia sana, non mi interessa se sarà alta o bassa. Non accusa alcun sintomo degno di nota. La ringrazio per il suo parere.

I percentili di peso e altezza della tua bimba sono sovrapponibili a quelli della zia paterna, pertanto penso che abbia preso dalla linea femminile della famiglia del padre. Effettivamente esiste un divario non indifferente tra peso e altezza ma il peso della bimba era scarso anche alla nascita e anche rispetto alla lunghezza, pertanto credo che il problema sia costituzionale. Non avendo i valori di peso e altezza intermedi tra quelli attuali e quelli di nascita, non posso capire se vi sia attualmente un arresto di crescita ponderale o se la piccola sia sempre cresciuta pochino in peso. Se nell'arco di questi tre anni di vita o poco più la bimba fosse sempre cresciuta in modo regolare con una curva di crescita sovrapponibile e parallela a quella di normalità, anche se su percentili bassi, non ci
sarebbe nulla di cui preoccuparsi.

Se, invece, si stesse assistendo ad un arresto di crescita ponderale, dopo alcuni mesi di osservazione, con una curva di crescita non più parallela a quella della normalità, sarebbe bene procedere con alcuni accertamenti. Ma propendo per la prima ipotesi.

Un caro saluto, Daniela

 
Inappetenza PDF Stampa E-mail
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Scritto da Bianca21   


Buonasera dottoressa,

sono preoccupata per la mia bambina che ha 10 mesi e soffre di disturbi della tiroide e già dalla nascita prende l'eutirox 0.25, sto cercando di svezzarla ma alterna giorni in cui mangia col cucchiaio(piccoli assaggi delle sue pappine) e giorni in cui rifiuta addirittura anche il biberon. La mia pediatra mi ha detto di provare a farla mangiare altrimenti avrebbe provveduto a farle fare delle analisi ma io non vorrei sottoporla a ulteriori trattamenti, perché la bambina non rifiuta solo il cibo ma anche le medicine (per esempio ha avuto la febbre e non mi ha permesso di darle lo sciroppo nel senso che lo prende lo ingoia e dopo un minuto lo vomita). Mi dica c'è qualcosa che io posso fare o cercare di darle per stimolarle l'appetito? In questi casi qual è la cosa più giusta da fare?
La ringrazio in anticipo per il tempo dedicatomi.

La bimba pesa 8,5 Kg fino ad ora cresceva nella norma ma megli ultimi 2 mesi ha messo circa 100 grammi.

Periodi di inappetenza, si sa, sono comuni nei bambini: essi possono dipendere da molte cause, non escluse quelle psicologiche. Però anche la terapia con eutirox potrebbe, forse, influire perché è esperienza non rara sentire persone in  trattamento con eutirox lamentare alcuni disturbi, tra i quali anche alterazioni dell'appetito, sia in senso di aumento transitorio, sia in senso di diminuzione.

Un altro motivo, nei bambini, può essere una infezione alle vie urinarie, una alimentazione sbagliata, magari con quantità eccessive di latte o di biscotti o di fuori pasto o altro o anche una eccessiva insistenza da parte di chi li alimenta per fargli finire le porzioni. Se la bimba continua a crescere regolarmente in altezza, io non mi preoccuperei troppo di questo momentaneo arresto di crescita ponderale perché, oltre tutto, ha raggiunto un discreto peso per la sua età.

Però, se l'inappetenza dovesse continuare (dovresti comunque provare a proporle cibi
un po' gustosi e saporiti), sarebbe bene sottoporre la piccola ad un minimo di accertamenti, come ti ha consigliato la tua pediatra. Per stimolare genericamente l'appetito non vi sono rimedi o farmaci miracolosi: un polivitaminico comprendente anche vitamine C e D oltre al complesso B e il classico carpantin possono essere degli integratori da dare in prima battuta, mentre anche un soggiorno in località climatica - in montagna per ora o al mare fra poco - potrebbe essere utile, sempre che sia possibile attuarlo.

Un caro saluto, Daniela

 
Allergia al latte e convulsioni PDF Stampa E-mail
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Scritto da Mamma Annalisa   

Mio figlio Lorenzo di 10 mesi, soffre da quando aveva 3 mesi e mezzo di convulsioni,
Le prime avvenivano dopo le poppate, abbiamo fatto rm e eeg risultati tutti negativi: quando dicevo che era il latte i medici sorridevano.....

Le convulsioni a 6 mesi si sono ripresentate in febbre, dopo le poppate... adesso ci hanno messo a dieta finalmente  con pappa di rezza, perché qualcuno finalmente si è accorto che il problema non è neurologico ma alimentare, il bimbo è molto migliorato, sparito l'RGE, non ha più risvegli notturni, è più sereno, non ha più diarrea né aerofagia dolorosa.
Volevo chiederle se secondo lei un'allergia al latte vaccino o proteine del latte in un bimbo cosi' piccolo può provocare convulsioni.
PS: Siamo in attesa delle risposte delle analisi, ma mi hanno già detto che la sideremia è bassa e uguale a 16.
Grazie
Cordialmente Mamma Annalisa

Certamente, una allergia alle proteine del latte vaccino, ma non solo alle proteine del latte, qualsiasi tipo di allergia di grado elevato, può manifestarsi con sintomi riferibili ad organi diversi da quelli che si ritiene debbano essere coinvolti in prima battuta. Nel caso dell'allergia alle proteine vaccine, infatti, non compaiono solo sintomi gastrointestinali dopo ingestione di latte vaccino, ma è comune la comparsa di sintomi cutanei come l'eczema, di sintomi respiratori come la rinite e/o l'asma e, anche se meno frequentemente, di sintomi neurologici come cefalea, tremori, irritabilità fino alla comparsa di vere e proprie convulsioni nonché collassi gravi. I pediatri che hai consultato, evidentemente, hanno inizialmente sottovalutato il problema, tanto più che, da come mi dici, le convulsioni erano accompagnate anche da reflusso, coliche, diarrea, ecc. che potevano tranquillamente indirizzare verso la diagnosi corretta.

La sideremia può tranquillamente essere bassa in quanto nella allergia alle proteine vaccine l'infiammazione cronica della mucosa intestinale indotta, appunto, dalle proteine vaccine non tollerate, provoca una alterazione della mucosa stessa con microemorragie che fanno perdere sangue con le feci e a lungo andare, anche se queste perdite giornalmente sono minime, giorno dopo giorno depauperano l'organismo del suo ferro. Tutto si risolve eliminando le proteine vaccine e somministrando ferro per un periodo adeguato e in quantità adeguata.

Un caro saluto, Daniela

 
Raucedine, tonsille gonfie e dermatite atopica PDF Stampa E-mail
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Scritto da Vanessa   

Salve Dott. Daniela,

questa volte le scrivo per la mia seconda figlia che farà 2 anni i primi di maggio e pesa 13 kg.
Dall'età di 6 mesi ha iniziato a soffrire di dermatite atopica sul volto (in particolare le guance), sulla schiena e sugli altri superiori ed inferiori; durante l'estate c'è stato il miglioramento e da questo inverno la dermatite si è presentata in più con forte prurito.
Dai primi di febbraio improvvisamente le guance sono peggiorate e da quanto erano rosse sembravano dipinte, in più in rilievo.
Il dermatologo le ha trovoto sul corpo una diffusa dermatite da contatto e sulle guance una dermatite atopica di grado medio.
Ci ha dato una terapia a base di creme cortosoniche ed emollienti e ci ha prescritto delle prove allergiche rast (acari ed alimentari tipo uovo, latte, caseina, nocciola) ed ige totali.
Gli esami del sangue sono risultati tutti negativi e a breve dobbiamo tornare al controllo; nel frattempo le guance sono meno rosse ma le macchie sono comunque sempre evidenti.
La bambina pur frequentando il nido non si ammala quasi mai se non qualche raffreddore, la tosse non l'ha mai avuta però presenta da qualche settimana la voce rauca, dal naso esce del muco giallo che essendo denso si ferma in narice irritando la pelle che è tutta rossa con delle crosticine, però non starnutisce mai.

Da un controllo dal pediatra è venuto fuori che ha anche una congiuntivite (forse allergica secondo il medico) che si presenta con palpebre gonfie al mattino, poca lacrimazione e nemmeno pus, occhi che si arrossano durante la giornata e che la bambina ogni tanto si frega.
Inoltre presenta due tonsille chiare ma gonfie che sembrano due canottini del mare e mi stupisco come riesca a mangiare, in tutti questi mesi non ha mai fatto una linea di febbre e nell'ultimo mese durante la notte si sveglia e piange di solito verso mezzanotte come se avesse qualcosa che la disturba.
Inoltre da un paio di settimane stanno anche spuntando due dentini che hanno creato qualche afta in bocca e sulla lingua.
Visto il quadro che le ho presentato di cosa potrebbe trattarsi? Potrebbe essere un principio di allergia?
Per la voce rauca dipende dalle tonsille gonfie? È da valutare o passerà con la stagione estiva?
Per il raffreddore è sempre stata curata con aerosol perché i lavaggi nasali non riusciamo a farglieli.
Grazie in anticipo per la risposta
Saluti
Vanessa

La dermatite atopica e i probabilissimi disturbi legati ad allergia stagionale, vista la primavera incipiente e indipendentemente dalla negatività dei risultati delle analisi, frequente a questa età, bastano a giustificare sia il fatto che la piccola, con un sistema immunitario sempre così attivo, non si ammali quasi mai, sia tutti i sintomi collaterali che accusa. Forse un antistaminico potrebbe alleviarli, ma credo che le sarà di giovamento il mare e il sole, sempre se la dermatite, nel periodo che sceglierai, se deciderai di andarci, sarà in fase di remissione.

La voce rauca potrebbe dipendere da una laringotracheite, cioè da una banale forma di raffreddamento oppure, ma meno probabile, dal fatto che, a causa dell'ipertrofia tonsillare, probabilmente associata a quella adenoidea, la bambina, di notte, respira a bocca aperta. Non c'è un granché da fare se non seguire i consigli di un allergologo e, se necessario, del dermatologo per la dermatite atopica.

Una attenzione alla alimentazione potrebbe fare emergere una corrispondenza tra riacutizzazione della dermatite fastidiosa con l'assunzione di determinati cibi a rischio come latte, latticini, pomodori, ecc., ma non è detto che vi sia un nesso. L'allergologo saprà orientarsi. Vedrai che alla fine della primavera oppure se dovesse arrivare una malattia anche banale, cosa che non ti auguro di certo, la sintomatologia si attenuerà.

Un caro saluto, Daniela

 
Rircomparsa dei risvegli PDF Stampa E-mail
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Scritto da Valeria   

Salve Dottoressa,

la disturbo per un consiglio in merito a un disturbo del sonno di questo periodo.
Premetto che il bambino dalla nascita fino all'anno ha sempre avuto risvegli notturni, 5 o 6 in media. Nonostante questo, dall'età di due mesi dorme nel suo lettino in cameretta. E la cosa è stata acquisita, tanto è vero che se solo proviamo a dirgli di venire nel lettone con noi ogni tanto, ci dice chiaramente NO.  

Dall'età di un anno, come per incanto, ha iniziato a dormire tutta la notte senza risvegli.  Ha compiuto da un paio di mesi due anni e ho notato che nell'ultimo mese circa, ricomincia a svegliarsi, un paio di volte o 3 ogni notte. Parecchie di queste volte, il pianto dura una trentina di secondi, poi finisce. A volte invece mi chiama e si rimette a dormire solo quando mi vede.  Lo sento che parla, che "litiga" in questi momenti con qualcuno o qualcosa. A volte lo trovo al mattino sottosopra, come se avesse fatto la lotta!  Patisco un po' questa situazione, soprattutto perché ho sempre dedicato attenzione alla messa a letto. Da quando ha iniziato a "capirmi" gli leggo le favole (ad hoc - Le storie della buona notte di Mamma OCA- per nulla "violente" ). Lo coccolo accarezzandogli il sederino come lui mi chiede. E lì per lì sembra addormentarsi sereno.
Inoltre, dopo un'influenza lunghissima di quasi un mese, e la conseguenza assenza dall'asilo, abbiamo difficoltà al momento del distacco al nido. Non aveva mai manifestato disagio, ora lo lasciamo che piange o che mi chiede di rimanere con lui. Potrebbe essere qualcosa di "mal vissuto" all'asilo e che si porta a casa rivivendolo nei sogni, o èuna fase normale di questa età?  Grazie mille

Una malattia lascia sempre una sensazione di disagio e di insicurezza nel bambino che l'ha vissuta, quindi potrebbe avere il suo peso nel comportamento attuale. Se è stata lunga, poi, avrà senz'altro creato una nuova abitudine di restare a casa coccolato e la ripresa della vecchia routine diventa ancora più difficile. Da come mi descrivi il comportamento del bimbo, fatico a pensare che abbia degli episodi di pavor notturno e per quanto riguarda un vissuto negativo dell'asilo, non ti resta che parlare con le insegnanti e con le altre mamme di bambini che frequentano lo stesso reparto per farti una idea, così come sarebbe bene che tu cercassi sempre di farti raccontare tutto dal piccolo, compatibilmente con le sue capacità comunicative.

Giocando assieme a lui potrai capire, o almeno tentare di capire se subisce qualche prevaricazione o qualche prepotenza da un coetaneo o se viene mal sgridato da un adulto (osserva se tende a sbattere i giochi tra loro, a strapparti dalle mani un gioco o qualsiasi altro comportamento che prima non aveva). Dopo alcune settimane di osservazione potrai chiarirti le idee e nel frattempo il bimbo potrà nuovamente abituarsi all'asilo dopo la lunga assenza.

Un caro saluto, Daniela

 
Sveglio due ore di notte: reflusso? PDF Stampa E-mail
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Scritto da Silvia   

Buongiorno dottoressa,

sono mamma di un bimbo di 7 mesi e mezzo; la contatto perché il bimbo, svezzato con due pappe intorno al quinto mese ed alimentato da sempre con latte artificiale, non ha mai dormito un’intera notte da quando è nato. I risvegli sono circa 4-5 per notte, a volte risolvibili con semplice ciuccio, altre volte, in particolare quest’ultimo mese, con un risveglio intorno all’1-2 del mattino risolvibile unicamente prendendolo in braccio, massaggiandogli il pancino e dondolandolo per l’ora o due successive, nell’arco della quale piange spesso, nonostante si veda palesemente che ha voglia di dormire.

Sono consapevole che la dentizione è molto fastidiosa ma ho l’impressione che questo disagio sia provocato piuttosto da mal di pancia. Il bimbo infatti continua ad avere molto meteorismo ed eruttazioni e anche durante il giorno è spesso irrequieto, piange per ‘nulla’,non riesce ad addormentarsi serenamente, urla; ultimamente quando mangia le pappe, inizialmente è sereno,dopo i primi cucchiaini si lamenta, piagnucola fino alla fine, non è tranquillo nemmeno dopo aver mangiato. Ho l’impressione che la verdura nelle pappe sia troppa e che lo disturbi, perché anche di notte quando piange ed è proprio sveglio, inarca la schiena, si contorce e sentiamo molti movimenti di pancia. Ha sempre scaricato bene, ultimamente scarica anche 2-3 volte al dì con consistenza delle feci normale o secca e caprina . Mi dilungo ancora con qualche riga per dirle cosa mangia il piccolo quotidianamente: ore 8 colazione con 200ml di latte con biscotto; ore 12 pappa con 20oml brodo, due cucchiai di verdure (patate carote poche, bieta, zucchine), carne, farine 3 cucchiai, olio; ore 4 merenda con yogurt e frutta; ore 19 cena con ricotta e stesso brodo; ore 20:30 ancora 200ml latte perché nonostante sia stanco non riesce ad addormentarsi senza, si agita e piange. Non è mai stato riscontrato un reflusso anche se inizialmente i rigurgiti erano frequenti. Il bimbo è lungo 73cm e pesa 9,5 kg.
Siamo sinceramente preoccupati e stanchi per questo le chiedo gentilmente un suo parere in merito.
Secondo lei è un problema di pappa o di latte? Possiamo eventualmente sostituire l’ultimo pasto di latte con camomilla? Abbiamo però paura che essendo da sempre un gran mangione poi si svegli in piena notte per fame.

I sintomi, nonostante tutto, farebbero pensare al reflusso, ma visto che viene alimentato artificialmente e che assume sia latte che yogurt e ricotta, potrebbe avere, non dico una vera e propria allergia, ma una intolleranza alle proteine vaccine o quantomeno alla quantità che assume
giornalmente. Io proverei a sostituire la ricotta serale (tutte le sere mi sembra troppo) con carne bianca, magari riducendo un po' la porzione di mezzogiorno, cioè non più di 30 gr di carne sia di giorno che di sera, oppure a non dare carne la sera ma solo brodo vegetale con cereali olio e un cucchiaino di parmigiano e proverei anche a non dare il latte serale - tanto anche se lo prende, da come ho capito, si sveglia lo stesso di notte - oppure puoi ridurre la quantità di latte serale aumentando un po' quella della mattina. Puoi anche tentare di dare un latte senza lattosio benché nelle intolleranze al lattosio, oltre alle coliche e al meteorismo, di solito vi è diarrea, oppure un latte dietetico ipoallergenico.

Due cucchiai di verdure a pasto dovrebbero andare bene ma visto che non apportano particolari calorie, puoi provare a dimezzare le quantità oppure a non dare verdure a foglie larghe. Evita anche finocchio e sedano qualora li mettessi e prova solo con carote patate e zucchine. I cambiamenti alimentari sono prove da effettuare poco alla volta ed è difficile dare consigli senza conoscere il bambino e soprattutto senza poter controllare le reazioni volta per volta. Per pochi giorni, tanto per prova, puoi anche provare a dare di pomeriggio solo frutta omogeneizzata con uno o due cucchiaini di biscotto granulato, ma se nulla dovesse cambiare, in realtà, almeno fino al
compimento del primo anno di vita, almeno 500 gr di latte oltre le due pappe bisognerebbe darli.

Un caro saluto, Daniela

 
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