| Il reflusso gastroesofageo nel neonato |
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| Cucciolandia - Primi mesi | |||||
| Scritto da Cosetta Matteoni - Gabriella Mugavero | |||||
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I pianti del neonato vengono di frequente archiviati dal pediatra come semplici “coliche” e le neomamme, sfinite, mandate a casa con la prescrizione del Mylicon, un innocuo quanto poco efficace medicinale contro l’aria nel pancino. Il bambino però è insofferente e non inizia a piangere nel tardo pomeriggio, come da manuale e dai racconti dei conoscenti già diventati genitori, ma è irrequieto tutto il giorno. A me è capitato purtroppo di incontrare l'indifferenza di alcuni pediatri davanti al racconto di rigurgiti molto abbondanti e frequenti, anche a distanza dalla poppata. Fortunatamente altri consulti si sono rivelati più approfonditi e con una serie di domande mirate (comprese le caratteristiche dei rigurgiti) al solo sentire dell'inquietudine della piccola, è stato ipotizzato il problema del reflusso. Anche il pianto nei neonati assume caratteristiche differenti, a seconda che si tratti di una comune “colica” o di reflusso gastroesofageo: nel primo caso il neonato tende a rannicchiarsi, avvicinando le gambe al petto, mentre nel secondo caso si inarca tendendo la testa all’indietro o girandola di lato. Altro importante segnale che potrebbe essere indice di reflusso gastroesofageo nei neonati (a rischio di confusione con un'insufficienza di latte materno) è che il bambino dopo pochi minuti dall’inizio della poppata, diviene irrequieto e tende a inarcarsi tirando il seno o staccandosi da esso. In realtà è importante completare la poppata almeno da un seno, perché il latte che fuoriesce alla fine della poppata è più denso e quindi, oltre ad essere il più nutriente, è importante assumerlo per minimizzare il reflusso, che peggiora quanto più gli alimenti ingeriti sono liquidi. È consigliabile quindi insistere con lo stesso seno mettendo in atto varie possibili strategie: attaccarlo nuovamente al primo seno, una volta attaccato a entrambi; utilizzare un solo seno a poppata o anche per più poppate di seguito (svuotando l’altro col tiralatte); iniziare sempre la poppata successiva dall’ultimo seno utilizzato nella precedente.
Per i bambini che vengono nutriti a latte artificiale, esistono appositi tipi di latte addensato che minimizzano il reflusso (oppure si può addensare il latte con il Medigel, una polvere di semi di carruba venduta in farmacia); l’introduzione di cibo solido, più avanti, migliora la situazione. Ciò nonostante, si tende a favorire comunque, anche nei neonati con reflusso lieve, l'allattamento al seno prolungato, considerandone superiori gli aspetti benefici. Una strategia possibile è quella di spremere un po’ del proprio latte e di somministrarlo alla fine della poppata, addensato con farina di riso o Medigel.
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