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  • Fate la nanna... con la mamma

     

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     Quando ero incinta di Sofia, la mia prima bimba, ho comperato Fate la Nanna di Eduard Estivill, su consiglio di una amica che me lo descriveva come miracoloso. L'ho letto due volte: in gravidanza e dopo il parto. Lo trovai interessante e praticabile.

    Alcune cose in effetti sono interessanti, come ad esempio il fatto che ai neonati vada insegnato a distinguere fra giorno e notte, ovvero la nanna diurna può essere fatta con la luce, con rumori, con musica, mentre la nanna notturna deve essere fatta in un ambiente silenzioso, buio. 

Dermatite atopica, la mia (inutile) battaglia - Pagina 2 PDF Stampa E-mail
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Scritto da Marianna Di Saverio   
Indice
Dermatite atopica, la mia (inutile) battaglia
Pagina 2
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Cortisone sì o no?

Il cortisone ad uso topico non deve spaventare quanto quello per via orale e praticamente non ha effetti collaterali degni di nota se somministrato per brevi periodi e sotto controllo medico (leggi: un medico che monitora l'evoluzione della dermatite atopica dopo la somministrazione e soprattutto dopo la sospensione del farmaco). Poi non tutti i cortisoni sono uguali e solo un medico di provata esperienza prescrive quello efficace nel tempo. Solo un medico può dire quando va usato per ridurre l'infiammazione, perchè a volte un principio di dermatite atopica si può confondere con un principio di impetigine (che col cortisone peggiorerebbe). Per me il cortisone non è più il mostro spaventoso di prima. L'unico vero e importante effetto collaterale è la sensibilizzazione della pelle che si evita non usandolo puro (allungato ad esempio con pasta all'ossido di zinco) e con la regola della mano:una striscia come un polpastrello per curare un'area come il palmo.

Crema antibiotica sì o no?

Quando le piaghe sono a rischio infezione sì, ma solo un medico sa quando è il caso, non la vicina di casa. In ogni caso, bisogna distinguere tra i trattamenti farmacologici (durante i periodi di acutizzazione) e i prodotti dermo-cosmetici che permettono di migliorare il comfort cutaneo del bambino nei periodi in cui la dermatite atopica regredisce, per limitare i rischi di complicazioni e un nuovo ricorso a farmaci.
Non hanno lo stesso scopo e non sono comparabili.

Il sole fa bene o fa male?

Fa bene se la pelle sta mediamente bene (infatti la fototerapia è una delle cure usate all'istituto dermopatico dove ho portato Aurora), ma fa male quando la pelle sta già male (è come esporre una pelle ustionata, ci pensate?).

Accortezze quali il taglio corto delle unghie, il bagnetto a 37° senza sfregare con la spugna, uso di teli di cotone per asciugare, casa umidificata non fanno male di sicuro. Ma sono sicura che tutte le mamme già le adottano con i loro bimbi.

Last but not least, e da ricordarsi sempre anche quando si cede alla tentazione di dimenticarselo: la dermatite atopica NON è dermatite allergica NÈ dermatite da contatto. Si chiama "atopica" dal greco "alfa" (privativa) e "topos" luogo => "non luogo" cioè non si colloca nelle altre famiglie di dermatiti. Per questo tanti medici classificano in dermatite atopica tutto e il contrario di tutto, principalmente quando il fenomeno epidermico è senza un'evidente relazione causa-effetto.
È vero sì che i bimbi atopici possono sviluppare allergie in futuro e la maggior parte di essi lo fa, ma non per questo ci si deve accanire alla ricerca dell'elemento "disturbante", soprattutto nei lattanti e soprattutto quando si seguono le regole elementari di igiene e di un prudente svezzamento. Personalmente conosco adolescenti con dermatite atopica da quando erano neonati e non allergici ad alcun elemento o alimento.
Insomma, quando si definisce qualcosa per esclusione da altri è chiaro che nel calderone dei casi possibili ci va a finire di tutto. Lesson learned (per me): imparare a conoscere i bisogni della pelle di mia figlia, non andare alla ricerca di una causa né tantomeno di un rimedio miracoloso, non ricorrere al fai-da-te e soprattutto ai consigli di chi il problema non l'ha vissuto in prima persona, non avere paura dei farmaci quando è un medico di provata esperienza a prescriverli (e anche qui, quando si sceglie un medico, o ci si fida o lo si lascia), non pensare di essere un medico e tanto meno un pediatra (la mamma fa altro).

Alla fine di questa lunga e noiosa storia che vi ho raccontato sapete che vi dico? Che ho buttato nella spazzatura il primo cassetto del comò (ops... il contenuto!) e ho cominciato a curare Aurora con l'omeopatia. Anche qui, partivo con le stesse avversioni, preconcetti e convinzioni errate provate per il cortisone e la paraffina, ma uno studio più approfondito e la realtà dei fatti mi hanno fatto ricredere. Che ci crediate o no, l'omeopata dice le stesse cose della dermatologa allopata (a parte una maggiore ostilità verso il latte vaccino, che però ormai tutti concordano nel non dare sotto l'anno d'età, e una maggiore attenzione per il sistema immunitario in generale, che ovviamente per i soggetti atopici è sempre più allarmato rispetto alla media). I rimedi della cura ovviamente sono diversi.

Mi commuovo quando vedo mia figlia riprendersi da una fase acuta con una crema a base di omega 3-6 e vitamina E e... dei granuletti zuccherosi di ....zolfo. Senza controindicazioni, senza nemmeno il foglietto illustrativo nelle confezioni. Certo ci vuole pazienza per vedere i risultati (che non sono immediati come quando si somministra il cortisone locale), pazienza come i primi tempi quando mettevo la crema emolliente ogni due ore, notte e giorno e ci vuole fiducia in chi la cura (che a me non manca, visti i risultati).

Alla fine di tutta questa lunga e noiosa storia che vi ho raccontato sapete cosa aggiungo per quelli che hanno letto tutte ma proprio tutte le righe (e probabilmente lo hanno fatto solo perché hanno un bimbo atopico)? Che mi sento più fortunata a dover spalmare una crema ogni ora piuttosto che a dover mettere un catetere ogni tre ore per insufficienza renale o a dover fare fisioterapia continua perché il bimbo ha il torcicollo congenito.

Sono passati 12 mesi dalla prima fase acuta e ora vedo le cose da un'altra prospettiva, che non è quella di sentirmi a metà strada nell'arco temporale dei due anni che per la maggior parte delle dermatiti atopiche sembra essere la fase più dura, ma è quella della consapevolezza acquisita che questi piccoli cuccioli di uomo devono affrontarne davvero tante e la mamma deve essere sempre al loro fianco, forte come e più di loro.

Questa in fin dei conti non è una battaglia, chissà quante invece me ne riserva il futuro. Ma quelle che arriveranno troveranno una mamma più forte di testa, anche se più insonnolita (!). Scendo dal ring con una piccola vittoria in mano, anche se non un KO.

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