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Distorsioni
Sono la conseguenza del movimento improvviso e forzato di un’articolazione. Nei bambini sono in genere poco frequenti poiché le strutture articolari sono ancora in formazione e dunque particolarmente elastiche.
Sintomi
Dolore localizzato e immediato al carico sull’articolazione. Tumefazione progressiva per travaso di sangue e liquidi.
Rimedio
Mettete l’arto in posizione di riposo e sollevata rispetto al corpo. Applicate ghiaccio e somministrate Tachipirina se il dolore è molto forte.
Se si tratta di un dito distorto, legate il dito malato a quello vicino in modo da proteggerlo e immobilizzarlo. In ogni caso recatevi presso l’ospedale più vicino per accertamenti e radiografie.
Avvelenamenti e intossicazioni
Prevenzione
Considerando che i bimbi sotto i tre anni tendono a portare tutto alla bocca, moltissimi risultano essere i rischi. Nella maggior parte dei casi sono imputabili a medicinali e detersivi: non lasciateli mai a portata di bambino, ma disponeteli sempre nei ripiani più alti e se possibile chiusi a chiave in armadietti appositi. La stessa cosa vale per alcolici, sigarette, insetticidi e qualsiasi altra sostanza tossica. Non modificate mai la confezione originale, non travasate mai veleni e sostanze tossiche in contenitori ambigui o anonimi.
Sintomi
Sono molteplici e variano molto a seconda della sostanza e del metodo di contatto (ingestione o inalazione): da problemi respiratori alle convulsioni, da complicazioni gastrointestinali quali vomito, diarrea, forte dolori all’addome ad arrossamenti, ulcere, ematomi.
Rimedio
Evitate i rimedi casalinghi (bere latte, indurre il vomito) e contattate al più presto il più vicino CENTRO ANTIVELENO. Non dimenticate di portare con voi un campione della sostanza velenosa o intossicante per facilitare i medici nell’identificazione della miglior terapia da seguire. Specificate sempre al personale medico la quantità assunta e l’ora esatta dell’assunzione.
Traumi agli arti
Siano essi una contusione, una stiratura, una distorsione, una lussazione, una frattura, chiamate immediatamente il medico. Vi sarà un gonfiore, un dolore molto intenso unito all’impossibilità di muovere l’arto interessato. Nell’attesa dell’arrivo dei soccorsi immobilizzate la parte colpita e applicatevi del ghiaccio per 20 minuti ogni ora. Una steccatura casalinga efficace per traumi a spalla e braccia consiste nel prendere un pezzo di stoffa (un foulard, uno straccio) a forma triangolare e girarlo attorno all’avambraccio, per poi passare un’estremità dietro e una davanti al torace legando i lembi sulla spalla. In caso di lesione a una gamba mettete un asciugamano tra le gambe del bambino e usate la gamba sana come fosse una stecca per immobilizzare l’arto leso e legatele una all’altra all’altezza delle cosce.
Trauma cranico
Si parla di trauma cranico quando si subisce un colpo alla testa. È una casistica molto frequente in età pediatrica perché, sebbene più piccola di quella di un adulto, la testa di un bimbo è grande e pesante in relazione al resto del corpo. Ogni trauma cranico presenta sintomatologie molto diverse: è la presenza di sintomi localizzati nelle ore successive all’incidente a essere rivelatore della gravità.
Trauma lieve
Si presenta con dolore e pianto immediato, vomito, cefalea, sonnolenza.
Trauma moderato
Contempla, oltre ai sintomi precedenti, anche perdita temporanea di coscienza, amnesia, agitazione psicomotoria.
Trauma grave
I sintomi già elencati con in aggiunta segni neurologici importanti e coma.
Anche in presenza di UNA SOLA di queste sintomatologie richiedete sempre accertamenti e controlli medici.
Chiamate subito i soccorsi se il bambino ha meno di un anno, se piange incessantemente, se ha difficoltà di parola, se vomita a più riprese, se manifesta problemi alla vista o stato confusionale, se perde liquido e sangue dal naso o dalle orecchie.
In assenza di sintomi applicate comunque del ghiaccio sulla zona interessata per indurre una vasocostrizione.
Non date nulla da mangiare nelle 6 ore successive all’incidente: dopo un trauma cranico il vomito è infatti un fenomeno diffuso.
Vegliate il bambino anche di notte, svegliandolo ogni 4 ore per verificare se cammina e parla correttamente.
Scosse elettriche
Prevenzione
La prevenzione contempla alcune norme elementari:
- installate un interruttore salvavita (per legge tutte le abitazioni dovrebbero esserne dotate)
- anche se l’impianto è a norma evitate troppe spine doppie, adattatori, prolunghe
- non effettuate riparazioni di fortuna sugli elettrodomestici ma rivolgetevi sempre a operatori qualificati
- installate nei punti a portata di bambino le apposite prese di sicurezza in commercio
Rimedio
Esistono folgorazioni di diversa entità e l’intensità degli effetti dipende da una serie di circostanze. Quella semplice vede il bambino staccarsi da solo, piangere ma restare cosciente. Controllate subito la pelle dove è avvenuta la scossa e se arrossata mettetela sotto acqua fredda.
Se il contatto è stato più prolungato vi sarà un'ustione e il bimbo potrà non riuscire ad allontanarsi da solo dall’oggetto che ha causato la scossa, pur restando cosciente e senza problemi di respirazione. Interrompete SUBITO la corrente, altrimenti aiutate il bambino a staccarsi dal contatto spingendolo con un oggetto di legno (mai di metallo) oppure dandogli un colpo secco e veloce, usando una mano sola o un piede e mantenendo un minimo di isolamento. Se la causa è un apparecchio elettrico caduto nell’acqua togliete immediatamente la spina. Chiamate subito i soccorsi per tutti gli accertamenti del caso.
Se la scossa è fortissima il rischio è la perdita di coscienza accompagnata da arresto cardio-respiratorio. Staccate subito il bambino dal contatto, controllate respiro e cuore e praticate la respirazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco SOLO se ne siete in grado. Chiamate con urgenza i soccorsi lasciandolo sdraiato, meglio se coperto.
Punture di insetti, ragni e serpenti
La zecca
È una puntura subdola perché non dà dolore o prurito. Se la zecca è ancora attaccata alla pelle non cercate di toglierla tirandola in modo brusco: quasi sicuramente ne stacchereste solo una parte lasciandovi dentro la testa. Prendete delle pinzette e tirate lentamente e con costanza verso l’alto fino a quando l’insetto non mollerà la presa. Un'alternativa per facilitarne l’estrazione è ammorbidire la presa ricoprendo l’animale, per almeno 10 minuti, con una goccia di alcol o paraffina o smalto per le unghie. Dopo l’estrazione effettuate un'accurata disinfezione. È importante un controllo immediato dal medico per la prescrizione di un’adeguata terapia antibiotica e qualora compaia febbre, eruzione cutanea importante e ingrossamento dei linfonodi.
Api, vespe e calabroni
Attraverso un pungiglione iniettano nella pelle un particolare veleno dando luogo a una reazione locale che consiste generalmente in un dolore acuto e un rigonfiamento dell’area colpita. Il dolore scompare di solito entro 2 ore dalla puntura, il gonfiore invece può aumentare ancora nelle 24 ore successive. In caso di puntura di calabrone i sintomi possono contemplare anche vomito, diarrea, febbre, mal di testa. Se si tratta di un'ape sarà necessario estrarre il pungiglione sottopelle. Non schiacciate la cute circostante (in questo modo non fareste altro che favorire l’entrata in circolo del veleno) ma utilizzate un ago sterile o delle pinzette come fosse una scheggia. Disinfettate la puntura e applicate del ghiaccio e degli impacchi di ammoniaca.
Solo in casi rari, in soggetti allergici, si possono avere reazioni anche molto gravi. In presenza di sintomi da shock (pallore, vertigini, sudorazione eccessiva) unitamente a difficoltà respiratorie, vomito, orticaria, richiedete l’intervento medico urgente.
Nell’attesa fate sdraiare il bambino e avvolgetelo in una coperta tenendolo sotto controllo.
Vipera
Questo tema è già stato approfondito in una APPOSITA DISPENSA curata dalla Pediatra Daniela Sannicandro.
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