| Il travaglio |
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| Dal concepimento alla nascita - Parto | ||||||
| Scritto da Cinzia Ciprì | ||||||
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La dilatazione della cervice e l'apertura del collo dell'utero costituiscono il primo periodo. Vi è poi il periodo espulsivo, quando il bambino esce dal corpo materno, mentre il secondamento, ovvero l'espulsione della placenta, rappresenta il terzo periodo.
Teoricamente, il travaglio inizia quando la cervice inizia a dilatarsi e questo evento può manifestarsi in molti modi: con la comparsa di una prima perdita di muco rosato striato di sangue, corrispondente alla espulsione del tappo cervicale (la quale però può avvenire anche giorni prima dell'inizio del travaglio); a volte si verifica per prima cosa la rottura delle membrane con perdita delle acque (ma questo non è una garanzia di vero inizio del travaglio); potreste sentire un dolore sordo e persistente alla schiena, dovuto a piccole contrazioni uterine; potreste avere diarrea, poichè l'intestino tende a svuotarsi prima che inizi il travaglio; potreste sentirvi molto deboli e piene di brividi.
Il segno che più sicuramente annuncia l'inizio del travaglio è rappresentato dalle contrazioni uterine. Queste saranno più intense di quelle pre-travaglio e più vicine (almeno ogni 5 minuti) e potranno essere avvertite come dolore alla parte bassa dell'addome oppure nella zona lombo sacrale della schiena e/o all'interno delle cosce con irradiazione alle gambe. Dunque, quando dilatazione della cervice e contrazioni uterine, intense e vicine, si associano, è iniziato il travaglio. Sostanzialmente, le contrazioni non sono uguali per tutte le donne né per quanto riguarda l'intervallo né per la durata né per l'intensità percepita (che non dipende da contrazioni più o meno dolorose ma dalla capacità della donna di sopportare il dolore). Il modo di percepire le contrazioni varia da donna a donna e anche da un parto all'altro per la stessa donna. Ecco un motivo per cui non bisogna farsi condizionare dalle esperienze raccontate da altre donne. Per effetto delle contrazioni, che stirano il segmento uterino inferiore verso l'alto, prima il collo dell'utero si appiana e poi si dilata la cervice. Ogni contrazione ha un andamento simile a quello di un'onda che si infrange su una spiaggia: inizia piano e poi aumenta di intensità fino a raggiungere il punto massimo (o picco) per poi decrescere di nuovo. Il picco di massima intensità dolorosa dura solo 6-10 secondi. Con il progredire del travaglio, le contrazioni diventano sempre più forti e le pause tra una e l'altra, più brevi. Probabilmente, durante il travaglio, sperimenterete sensazioni intense di ogni tipo, dalla disperazione all'estasi, dalla debolezza al coraggio e alla forza, dall'impressione di essere esauste al piacere di sentirsi incredibilmente forti e piene di energia. Ci saranno momenti di malessere fisico consistente (nausea e vomito), ma se saprete non opporvi e lasciarvi svuotare questi passeranno subito e seguiranno momenti di sollievo.
Per esperienza personale, ho vissuto la situazione in cui non vi è alcuna pausa tra una contrazione e l'altra: è decisamente estenuante! Se vi doveste ritrovare in una situazione simile, insistete per essere messe in vasca (se avete effettuato gli esami necessari) e continuare lì il travaglio finché è possibile: in questo modo, le contrazioni si distanzieranno, permettendovi di riposare e, probabilmente, vi sbrigherete molto prima. Io sono persino riuscita a dormire ! Molte donne descrivono la contrazione come un dolore “positivo” e creativo e provano una sensazione di piacere nelle pause fra una contrazione e l'altra. Una delle cause principali che accentua inutilmente i dolori del travaglio è la posizione supina. In questa posizione siete come un maggiolino rovesciato, incapace di difendersi: oltretutto è dannoso anche per il feto. Durante il mio primo parto (12 anni fa), le ostetriche mi costrinsero a rimanere sdraiata nel letto. E' stata la cosa più orribile che potessi fare. In quella posizione, i dolori erano soprattutto alla schiena e ad ogni contrazione, mi inarcavo come per fare il ponte: oggi ne porto ancora le conseguenze. Cercate, quindi, una posizione in cui starete più comode perché solo voi potete sapere qual è la posizione più “comoda” per voi. Altre posizioni, come quella carponi, accovacciata, seduta, hanno un effetto benefico e vi possono aiutare ad entrare in sintonia con ciò che sta succedendo dentro di voi.
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