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NoiMamme nel mondo
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Scritto da Francesca
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 Negozi cinesi
Ci sono due tipi di negozi in Cina, quelli piccoli per la strada e i centri commerciali.
I negozi piccoli, di solito sono dei buchi di 2 metri per 2.
I negozi di abbigliamento hanno esposti vari capi, ma se vuoi una taglia o un colore diverso non ci sono, in poche parole prendi quello che c'è, se ti va, bene, altrimenti amen. La taglia più grande è una 40.
Stessa cosa per i negozi di scarpe, solo un modello di un numero solo, la misura più grande che puoi trovare è un 37-38. E qui devo segnalarvi l'ennesima stranezza, le donne quando prendono scarpe con il tacco (ci sono solo quelle, difficilmente trovi delle scarpe basse) prendono sempre uno o due numeri in più.
Perché? Non lo so, penso che così non fanno male i piedi, però quando le vedi in giro con queste scarpe dove dietro ci puoi infilare due dita, fanno proprio schifo.
Poi ci sono i vari negozietti, quello che vende sigarette e liquori, quello che vende miele e altre erbe strane, quello del tè, e poi ci sono i negozi che non si capisce cosa vendono, dove trovi di tutto, dai vestiti per i bimbi ai preservativi.
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Scritto da Francesca
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Dopo aver partorito, qui in Cina scatta automaticamente il dottore a domicilio: una persona che per il primo mese, una volta settimana viene e visita mamma e bimbo.
Oggi seconda visita. Chiamo un'amica che parla un po' cinese per aiutarmi, visto che la volta precedente non avevo capito un tubo. Arriva la dottoressa/infermiera che puzza di muffa, tutta impellicciata con una borsettina rossa.
Il bimbo mangia il mio latte? "Certo!"
Quante volte mangia? Quando vuole (ma la mia amica dice: "Diamole un numero, se no stiamo qui fino a stasera) "8 volte."
Quante ore dorme? E che ne so. "20?" no! "18" no! facciamo 15 dai. Sguardo strano, non va bene.
Fa la cacca? Si Quante volte? E daje, diciamo 4!
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Scritto da Francesca
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Non c'è niente di romantico nel partorire in Cina
Quando leggo le storie della nascita dei NoiBimbi, sono tutte così romantiche e piene d'amore che quando arrivi alla fine ti scende sempre una lacrimuccia. Non aspettatevi questo dalla storia della nascita di Enrico: non c'è niente di romantico nel partorire in Cina.
Inizio le contrazioni durante la notte. Alle 7:30 si sveglia il marito, le contrazioni si fanno più frequenti. Decidiamo di chiamare l'ay, la babysitter, e far fare colazione ai bambini.
Mi sdraio nel lettone con Daniele sarà l'ultima volta che potrà avermi tutta per sé. Io lo so, ma lui non ha neanche due anni e non se ne rende conto. Me lo abbraccio forte forte e piango.
Finalmente alle 10 la ay arriva, saluto i bambini esco di casa piangendo preoccupata per come starà Daniele. Nel tragitto casa-strada-taxi, ho due contrazioni forti. I giardinieri e le signore delle pulizie mi guardano storto, io alzo una mano, non preoccupatevi non lo faccio qui!
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Scritto da Francesca
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22 gennaio 2012
Oggi è l'ultimo dell'anno per i cinesi. La città è deserta, i negozi, i ristoranti sono tutti chiusi, quei pochi che trovi aperti hanno gli scaffali vuoti.
Suzhou sembra una città fantasma, freddo, vento che porta un po' di neve, cielo grigio, nessuno in giro. Tutti se ne sono andati a casa, per festeggiare l'arrivo dell'anno nuovo, che è un pò come per noi Natale e Capodanno insieme, da passare rigorosamente con la famiglia. Per la maggior parte dei cinesi il capodanno è l'unica occasione per tornare a casa e stare in famiglia.
Hanno iniziato a sparecchiare già da stamattina e continueranno per i prossimi tre giorni, prevedo notti insonni. Domani inizierà l'Anno del Drago.
Buon capodanno a tutti!
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Scritto da Lidia
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Sono le quattro del mattino, e non riesco a dormire. Ci sono 40 gradi nella stanzetta che ci hanno prestato qua nell'orfanotrofio e da ore ho dolori alla schiena e al ventre. So che sono le prime contrazioni, ma so anche che non è ancora il momento di svegliare Mauri che, chissà come, riesce a dormire anche se galleggia in un lago di sudore accanto a me.
Siamo qui da due settimane ad aspettare che arrivi il nostro bimbo: abitiamo nella savana dello Zambia e non potevamo certo aspettare l'ultimo minuto per farci i 300 Km che distano dal primo ospedale degno di questo nome. Sono state due settimane di attesa, ma anche molto intense, perché qui ci sono 25 bimbi sotto i cinque anni che si sono lasciati coccolare ininterrottamente. Ora sento che finalmente ci siamo, il fagiolo sta davvero bussando.
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