La neve può essere…

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2328333971_454f037a43_m.jpgStamattina quando tiriamo su le tapparelle…. sorpresa!

NEVICAAAAAA!

Prendo Viola dal lettino urlando: "La neve! La neve!", sembro una bambina pure io, la porto davanti alla finestra e gliela mostro. Viola è la bimba che fa: "ooooh", ma lo fa in silenzio, occhi e bocca spalancati, poi si gira verso di me sorridendo e dice: "Nene!"

Da lì in poi è tutta un correre avanti e indietro dalla finestra alla cucina per vedere la "nene".

Io esco presto per fare il prelievo del sangue, ma per fortuna oggi la corsia preferenziale per le pancione funziona bene e in un quarto d’ora sono fuori. Vado alla fermata dell’autobus e intanto mi chiedo se mia mamma la porterà fuori con la neve e se anche la portasse mi dico che mi perderei Viola alla scoperta della neve… e in fondo ancora non ho il contratto all’università…

Dopo 5 minuti lascio la fermata fra gli sguardi stupiti delle altre persone in attesa e vado a casa, recupero la calzamaglia e un po’ di vestitini di ricambio e vado a prendere Viola da mia mamma, la imbaccucco che sembra un palombaro, mollo tutto tranne le chiavi a mia mamma e usciamo… io e la mia bimba a scoprire questa cosa bianca che scende dal cielo.

Non mi ricordavo più quante cose può essere la neve!

Può essere tanti fiocchi bianchi che scendono, da guardare col nasino all’insù per minuti, sorridendo. 

Può essere qualche pozzanghera in cui fare ci-ciak coi piedini, un mucchio di foglie secche che cominciano a imbiancarsi, in cui trascinare i piedi per sentire il fruscio.

Può essere un sospirato: "Nene tanta banca!" (banca = bianca) e un ditino che indica il cielo. 

Può essere le orme lasciate da un paio di piedini sul primo straterello che si ferma per terra (stuporeeeee!) o un’altalena da pulire per bene o un paio di manine guantate che la spostano da sopra un "ka-ka" (cavallino) ai giardini, mentre una faccetta sorridente la guarda cadere tutta compiaciuta.

Può essere una palla da buttare per terra e per ridere quando si rompe o un mini-mini-pupazzo di neve su una panchina.

Può anche essere un fiocco che si ferma sulle labbra, da leccare con aria stupita e un altro subito dopo, da toccare, ma che si scioglie prima e fa tanto ridere o i fiocchi che si fermano sulla "cacca" (=giacca in questo caso!), e che si possono scrollare via con la manina e anche un bel pianto perché non si vuole più tornare a casa, nonostante i "pedi brrrrrrr" (piedi freddo), e tutti i pantaloni e i guanti siano completamente inzuppati.

 

Thread pubblicato sul forum di noimamme.it nel febbraio 2005.

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