I rituali di ogni giorno


  rito.jpg                                                 

Premetto che la questione dei rituali quotidiani mi ha sempre lasciato abbastanza fredda, se non trovata in disaccordo.

L’idea che la capacità di rilassarsi di un bambino, ad esempio, debba dipendere dal fatto di ricreare ogni sera una determinata situazione, non mi convinceva (né mi convince, a seconda dei termini in cui è posta). Il fatto che di rituali si parli in alcuni manuali che pretendono di "insegnare" ai bambini piccolissimi a dormire da soli, anche lasciandoli piangere, mi aveva reso addirittura prevenuta.

Tra l’altro mia figlia, da piccola, non si lasciava "fregare" da nessun tipo di abitudine ripetitiva. Irene non voleva addormentarsi e quando si rendeva conto che una determinata situazione preludeva al sonno la rifiutava. Ricordo che un CD di canzoncine natalizie mi aiutò per alcuni mesi al momento dell’addormentamento, quando aveva quasi due anni. Ad un certo punto iniziò ad agitarsi e voler tornare in salotto, quando sentiva quel CD, e dovemmo inventarci qualcos’altro per aiutarla a rilassarsi.
Man mano che cresce, però, mi sono resa conto che effettivamente il ripetersi sempre uguale di alcune azioni o parole la aiuta ad accettare meglio certe situazioni e non solo: lei stessa contribuisce a crearle.

Del resto, l’idea del rito che avevo in precedenza era un po’ alterata: mi figuravo una serie complessa di azioni messa in atto in modo forzato, mentre qualsiasi gesto che diventi abitudine può essere considerato rito, anche semplicemente il bacio della buonanotte!
Riconciliata con il concetto di rito, recentemente ho letto un libro in proposito ("Piccoli riti di ogni giorno che aiutano a crescere", di A. Weikert, edizioni Red), a cui voglio ispirarmi per un veloce excursus su significato e modalità dei riti da instaurare con i bambini, e sulle diverse tipologie di rito che aiutano a scandire la nostra esistenza. Probabilmente anche chi non ne ha mai introdotti consapevolmente riconoscerà nella propria vita la presenza di riti di vario genere.

I riti aiutano a scandire il tempo e creano un ordine mentale che aiuta i bambini dando loro sicurezza e fiducia. I vari avvenimenti e cambiamenti della vita sono affrontati meglio e suscitano meno paure grazie a questi punti di riferimento.
I riti devono essere piacevoli e non forzati, quindi sta ai genitori individuare quelli che meglio si adattano alla propria condizione familiare (inutile pretendere di fare colazione insieme, ad esempio, se tutti devono uscire ad orari diversi).

Fra i rituali quotidiani possiamo individuare:

  • Rituali per iniziare la giornata: io li trovo particolarmente importanti. Svegliarsi ed alzarsi dal letto non è sempre facile, specie se questo avviene a un orario forzato (necessario per chi debba recarsi a scuola o al lavoro). Se teniamo conto dell’indole del bambino, oltre che delle esigenze familiari, possiamo aiutarlo a svegliarsi senza troppa fatica. Un fratellino desideroso di giocare, il cane o il gatto di casa che salta sul letto, un cartone animato, semplici coccole con la mamma pensando agli aspetti piacevoli della giornata che li aspetta, sono tutte cose che possono aiutare, ad esempio. Chi ha un risveglio lento andrebbe svegliato prima, in modo che non debba prepararsi troppo in fretta.
  • Rituali per l’igiene personale: questi possono aiutare soprattutto nel periodo oppositivo (2-3 anni). Può essere utile trasformare le azioni di lavaggio in giochi, cantare canzoncine, lasciar fare al bambino qualcosa: anche se non tutto è svolto alla perfezione, è meglio non entrare troppo in conflitto. È più importante trasmettere buone abitudini che dare una spazzolata in più ai denti! Ricordo che per asciugare i capelli ad Irene, che non amava il phon, mi aiutavo con una canzoncina, sempre la stessa (una di quelle ripetitive per bambini, tipo "Un elefante si dondolava…"), mentre per convincerla a lavarsi i denti la sera dovevo lasciarla fare sola: di solito riuscivo a dare io qualche spazzolata alla fine ma, se proprio non voleva, non insistevo troppo.
  • Rituali per l’alimentazione: vanno dalle modalità con cui si svolgono le poppate (vi sarete resi conto di come anche un neonato sia capace di mostrare impazienza, quando si accorge dalle vostre azioni che sta arrivando la poppata, o al contrario possa mostrare disappunto se riceve messaggi contraddittori che non lo rassicurano sul fatto che il latte sta per arrivare), al trovare dei modi per soddisfare la voglia di autonomia del bambino piccolo che vorrebbe mangiare solo, ma non è ancora capace (tipo lasciarlo fare da solo all’inizio e poi continuare noi o dargli, prima o dopo la pappa, alimenti a pezzettini che possa mangiare da solo), ai pasti consumati in compagnia ad orari regolari (utili anche per scandire la giornata e stimolare unità familiare e senso di appartenenza), al concedere certi alimenti non proprio salutari solo in determinate occasioni ecc.
  • Rituali per il tempo libero: particolarmente importante è stabilire momenti dedicati ai bambini, in modo che essi imparino ad accettare il tempo che i genitori dedicano ad altre attività. La consapevolezza che, immancabilmente, arriverà il momento in cui la mamma e il papà si dedicheranno a loro (senza mai barare!), li aiuterà ad aspettare. Inoltre le faccende quotidiane possono essere trasformate in giochi e i bambini possono essere lasciati partecipare in base alle loro capacità: a 1-2 anni, mentre stendevo i panni, Irene giocava vicino a me con i ganci o con un catino pieno di stracci; poi ha imparato a passarmi i ganci, i panni e infine a metterli lei stessa sullo stendino. Basta non essere maniaci della perfezione, e i bambini si divertiranno ad essere coinvolti in vario modo nelle attività casalinghe!
  • Rituali per dormire: sarebbe assurdo pretendere che scoccata un’ora prestabilita, il bambino si "spenga" come un robot con l’interruttore. La sera tutta la famiglia è riunita ed i bambini non vorrebbero separarsi dai genitori, inoltre gli avvenimenti della giornata devono essere rielaborati, specie se questa è stata particolarmente intensa, ed è bello avere abitudini rassicuranti che, ripetendosi sempre uguali, indicano che alla fine ogni cosa torna al suo posto. La mamma si è arrabbiata oggi, ma la fiaba della buonanotte e il bacino sulla fronte sono sempre lì, segno che niente è cambiato. Si può favorire il relax con luci e rumori soffusi, e lasciare al bambino il tempo di avvicinarsi al sonno mentre si prepara per la notte (lavaggio denti, pigiamino), chiacchierando della giornata trascorsa, con una preghierina se si crede, leggendo un libro. Senza stufarsi se, per lunghi periodi, il libro sarà sempre lo stesso: evidentemente il bambino ha bisogno di sentire proprio quella storia oppure giova della ripetitività di quel momento.
  • Rituali per lo studio, nel caso di bambini più grandi. In particolare possono aiutare a lenire l’ansia da prestazione: si possono insegnare tecniche di rilassamento o semplicemente mettere in atto gesti ed attenzioni "speciali" che potrebbero essere sufficienti, da soli, a rassicurare e rilassare il bambino teso per un compito in classe o un’interrogazione (una tisana serale, se è teso al pensiero del giorno successivo, una colazione al bar che lo distragga al mattino, o la consapevolezza che al ritorno da scuola qualcosa di piacevole lo aspetta). Nel libro viene illustrato un metodo di rilassamento (metodo Jacobson) adatto ad evitare i blocchi mentali dovuti alla paura e allo stress. È utile, inoltre, stabilire insieme orari regolari per lo studio, che vengano incontro alle esigenze del bambino ma che si dimostrino anche efficaci: molti ad esempio vorrebbero rimandare i compiti alla sera, dopo cena. Poi però sono stanchi o non hanno abbastanza tempo per completarli.

Esistono poi:

  • I rituali per gli eventi speciali, ad esempio quelli dei giorni di festa, in cui è bello fare eccezioni alle abitudini quotidiane e permettersi tutti quanti cose che quotidianamente non si fanno (la colazione a letto, il dessert dopo pranzo, una passeggiata in un luogo che accontenti tutti ecc), quelli per i compleanni, utili a far sentire il festeggiato veramente speciale (svegliarlo con una canzoncina, organizzare la festa, ricordare insieme la sua nascita guardando vecchie foto ecc.), le feste di famiglia e così via.
  • I rituali che fanno parte della nostra cultura, di solito a sfondo religioso: ad esempio tutti quelli legati al Natale o alla Pasqua, utili a scandire il tempo che passa e, in quanto largamente condivisi, a stimolare il senso di appartenenza alla comunità.
  • I rituali per i momenti di crisi, come le attenzioni speciali in caso di malattia: ricordo che la mia mamma, quando ero ammalata, andava in edicola a prendermi alcuni giornalini per bambini.

Insomma, come potete vedere mi sono convertita al rito (nella misura in cui può farlo una persona poco metodica e poco abitudinaria), perché devo riconoscere che tutti noi abbiamo bisogno di abitudini rassicuranti e in modo particolare ne hanno bisogno i bambini, che non possono agire autonomamente e spesso si sentono in balia degli adulti.

Ti è piaciuto? Condividilo!Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone