Come ho tolto il ciuccio al bimbo

da . 7 agosto 2007

ImageAbbiamo raccolto di seguito alcune esperienze paradigmatiche del momento di sospensione dell’uso del ciuccio.

Leggendo questi racconti tratti dal FORUM, siamo certe troverete spunti e suggerimenti interessanti per affrontare questa nuova tappa di crescita.

PACIULFA
Abbiamo passato varie “fasi ciucciche”.
Inizialmente, verso i quindici mesi credo, questo ciuccio ha iniziato a volare. Volava su nel cielo, prendeva anche l’aeroplano a volte, era l’aeroplano dei ciucci, tutto pieno di ciucci. Volava e volava finché un bambino che doveva fare la nanna non lo chiamava, allora scendeva dal cielo e atterrava nel lettino e stava lì ad aspettare il bambino. Stava con lui tutta la notte e al mattino ripartiva, poi tornava per la nanna del pomeriggio e così via.

Cosicché, all’ora della nanna, si usciva tutti sul balcone e si chiamava a gran voce “ciucciooooo! ciuccioooo!”, e lui arrivava.
Verso i due anni di Viola, questo ciuccio cominciava a essere un po’ stanco di volare di qua e di là e poi essere ciucciato tutta la notte e tutto il pomeriggio. Così fece sapere a Viola che magari qualche volta durante la notte si sarebbe preso un po’ di riposo, o magari qualche giorno sarebbe arrivato un po’ più tardi… In realtà è stato bravissimo questo ciuccio, perchè poi, dato che lei ci teneva così tanto, è sempre arrivato più o meno puntuale e non l’ha mai lasciata.
Ma ogni tanto glielo diceva, non si sa mai…
Nel frattempo Viola diventava un po’ più ciucciomane.
Verso settembre-ottobre, complice forse anche il fratellino neonato, il trasloco, l’asilo… insomma voleva andare a nanna solo per avere il ciuccio.
Al ciuccio questa cosa non piacque, si sentì un po’ preso in giro, così un pomeriggio non arrivò. La mamma di Viola temeva pianti disperati, visto che la bimba per mesi si era rifiutata di lasciare anche solo un giorno di riposo al poveretto, e invece bastò una canzoncina e Viola dormiva.
Il ciuccio finalmente aveva i pomeriggi liberi.
Verso Natale Viola decise di regalarlo a Babbo Natale. Uau!
La sera di Natale si prepararono i biscotti, i mandarini, il latte per babbo natale, e il ciuccio (arrivato prima per l’occasione). Tutto sotto l’albero ad aspettare Babbo Natale.
Dopo 5 minuti Viola uscì dalla camera dicendo che a Babbo Natale glielo avrebbe regalato l’anno dopo, se lo prese e tornò a dormire.
Ma era pronta. Mamma lo sapeva, e il ciuccio pure. Son quelle cose che una mamma sa e basta. E anche un ciuccio!
Si rimandava solo per pigrizia, perché comunque si immaginava che qualche crisi sarebbe stata inevitabile, e con Ivan il terribile nella stessa stanza la cosa faceva un po’ paura.
Ma una sera….

Quella sera Viola chiamò il ciuccio (in questo periodo il ciuccio aveva adottato come pista di atterraggio il davanzale della finestra della sua camera), poi entrò in camera, andò verso il davanzale e trovò…
…un ciuccio! ma non il suo, uno di quei ciucci di zucchero, un lecca-lecca a forma di ciuccio (che lei chiedeva da giorni), e le si illuminarono gli occhi. Prese questo ciuccio e se lo ciucciò tutto. Ma nel frattempo scoprì che sul davanzale c’era anche un biglietto. Viola non sapeva leggere e chiese al papà di leggerle cosa c’era scritto: “Cara Viola, sono il tuo ciuccio! Ti scrivo perchè oggi è successa una cosa: è nato Giovanni! È nato oggi e tutti gli altri ciucci sono impegnati e non riescono ad andare da lui… tu ormai sei grande, e sai fare la nanna da sola, mentre lui è piccino piccino… quindi mi tocca lasciarti e andare da lui. Ti lascio questo dono come mio ricordo. Il ciuccio.”
Il ciuccio volò da Giovanni.
Viola dormì quella sera, come tutte le sere successive, senza di lui. Una canzoncina in più per un paio di settimane, ogni tanto una lunga coccola sdraiate insieme nel suo letto. A volte la domanda: “Dov’è il mio ciuccio?” “Da Giovanni”. Ok.
La mamma si godette quelle serate in cui se ne stava un po’ nel letto insieme a lei (che non aveva mai voluto nessuno per dormire), e successivamente le nottate in cui ALMENO VIOLA non si svegliava più perché non trovava il ciuccio.

Ivan usa il ciuccio per la nanna.
Pensavo che sarebbe stato un problema. Invece no.
Viola era pronta davvero.
Se non lo fosse stata? C’è un ciuccio di riserva ancora nel suo cassetto, ma ormai è un cimelio.

SCILLA
Giorno del suo compleanno, dopo i festeggiamenti giro sul lungomare di sera.
Perde il ciuccio e non lo troviamo più. Ripercorro le strade avanti e indietro per trovarlo ma nulla. Allora vado in farmacia e glielo compro nuovo, ma non ne vuole sapere, gli viene il vomito.
Da allora non l’ha mai più preso. Le prime notti sono state un po’ dure, specie la prima in cui ha pianto per un’ora e più filata.
Ogni tanto per i giorni successivi, me lo chiedeva… o meglio mi chiedeva: “Dov’è il mio ciuccio?”, e io gli ricordavo che lo aveva perso al mare.
Aveva due anni esatti e teneva il ciuccio 24 ore al dì, lo toglieva solo per mangiare!
Quindi immaginate la mia felicità quando lo ha perso.

CRAZY
Io sono stata un po’ crudele (metodo utilizzato anche per me): bagnare con un po’ di… peperoncino il ciuccio!
Gabry immediatamente ha detto “brucia, brucia” e lo è andata a buttare lei. Dopo un po’ di ore l’ha richiesto e io le ho ricordato che bruciava e mi ha detto: nooooo!!
È stata come al solito brava,e lei era una di quelle bimbe che senza ciuccio non si addormentava in nessun modo!
Come si dice… i metodi antichi…

COS73
Il ciuccio c’è ancora e mi illudo (cioè per adesso sono convinta) che lo lascerà spontaneamente, come è successo con altre cose.
Ci fossero state urgenze (problemi di denti o palato) sarebbe stato un altro discorso, ma siccome non me ne risultano la lascio in pace. Ovviamente si cerca di limitarne l’uso e di non incoraggiarlo troppo, e poche ore al giorno non penso possa far danni.
È un oggetto rassicurante e non mi piace l’idea di toglierlo arbitrariamente, preferisco che smetta spontaneamente quando non ne avrà più bisogno.


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