Te la do io … la tetta


  Memmeeeeeeee

"Moglie, lascia stare, ci penso io, tanto stavo per alzarmi…"
Ore 7.00
Memmeeeeeee
"Moglie, sto uscendo, ci pensi tu a Figlio?"
"Certo, ci penso io. Ma gli hai fatto fare colazione?"
"Certo che si. Banana e due biscotti."
"E ora come pensi che possa volere anche la tetta?
Io qui ho due silos che stanno per scoppiare, mannaggia a te Marito insensibile.
Figlio? Vuoi la tetta?
No eh? Cavolo!"
Ore 8.12
Memmeeeeeee
Tetta? Vuoi la tetta? Era ora.
Aspetta però, fai piano, cosa fai, mordi?
Se avevi così fame non me lo potevi dire prima?
Hai finito? Usciamo dai…
Ore 9.45
Memmeeeeeeee
Vuoi la tetta? Ti pareva. Adesso la vuoi, non mezzora fa, non tra mezzora.
No. Adesso e per strada, chiaro.
Fa freddo Figlio, sicuro che mamma deve spogliarsi qui in mezzo all’incrocio? Sicuro sicuro?
Bene.
Cosa guarda lei buon uomo?
Non ha mai visto un seno?
Crede sia divertente slacciare il cappotto, alzare il maglione e sbottonare la camicetta appoggiata a un parchimetro, specialmente di gennaio?
Guardi, guardi pure. E se le ricordi per quando torna a casa, và!
Ore 11.00
"Ma signora, ma che bello questo bambino! Quanto ha adesso? 11 mesi? Ma è grande questo bambino, mangia tanto?"
Memmeeeeee
"Che vuoi Figlio? Non vedi che sto parlando con la vicina impicciona che però ci fa tanti complimenti?
Ma che fai, mi spogli? Fermo, fermo!
Vuoi di nuovo la tetta? Tieni allora."
"Ma signora, lo allatta ancora? Ma non è troppo grande ormai? Cosa vorrà dargli, ormai lì c’è solo acqua!"
"Ah no mia cara, i miracoli, mi creda, non li so fare. Né acqua in vino, né latte in acqua. Non sono proprio capace."
Ore 12.40
Memmeeeeeee
È pronto, è pronto, tranquillo! Pasta col tonno, buoooooona la pasta col tonno, eh?
No? E che vuoi allora? La banana.
Di nuovo banana. Mangia la banana allora, mio piccolo primate.
Finita la banana, e adesso?
La pasta col tonno? Ma è fredda e tutta incollata adesso.
Va bè, mangia la pasta col tonno.
Fai "aaaaaaaam!" No?
Fai da solo?
Caneeeee? Vieni qui che c’è da pulire sotto il seggiolone, dai…
Ore 13.00
Memmeeeeeee
Non vorrai la tetta? Ti sei fatto fuori una banana e mezz’etto di pasta, non puoi volere la tetta.
La vuoi, eh?
Va bene, va bene, è tua. Ma tieni giù quelle mani che son tutte sporche di sugo.
Cavoli ho detto mani.
No Figlio, no, non devi battere le mani ogni volta che dico mani.
Specialmente se stai prendendo la tetta.
Ahia. Cavolo.
Ore. 15.30
Memmeeeeeee
Lo so cosa vuoi. È inutile che mi fissi. Serviti pure.
Ore 16.45
Figlio? La vuoi la tetta? Guarda che ora la memme va a lavorare, poi se cambi idea il babbo la tetta non ce l’ha.
No? E vabbè.
Uno yogurt ti va? Si?
Non con le mani lo yogurt, no!
D’accordo allora, mangialo con le mani.
Fermo non battere le ma…
Scusa, vado a togliermi lo yogurt dai capelli.
Ore 18.00
"Ciao collega.
Si, mio figlio è a casa con Marito. Ah non so cosa mangerà per cena, ci penserà lui.
Certo lo allatto ancora."
"Dovresti smettere prima che impari a parlare, altrimenti te lo chiede"
"E che ci sarebbe di male? Domandare non è forse lecito?
Ma parliamo d’altro. Collega, l’hai visto il nuovo horror movie?"
"Ma non dovresti guardare quella roba! Poi perdi il latte!"
"Cielo! Dove, fra le poltrone del cinema? In biglietteria? Dici che poi lo ritrovo?"
Ore 21.20
Memmeeeeee
Si Figlio, la mamma è tornata.
Certo che ti da la tetta, poi facciamo la nanna, ok?
Bella questa poppata amore. Sembri di nuovo piccino, stanco con gli occhietti chiusi, tutto spalmato sulla mia pancia. Non mordi, non batti le.. zitta zitta che è meglio.
Ti sei già addormentato?
"Marito, com’è andata la serata?"
"Moglie, secondo me quando non ci sei dovrei dargli un biberon!"
"Marito, ma non lo sai che quella foca di Figlio il biberon non lo sa usare? Lo morde, mica lo succhia. Se pensi di sapergli spiegare come funziona, accomodati pure."
Ore 0.00
Mem…
Zitto. Prendi sta tetta e dormi!
Ore 2.37
Memmeeeeeeee…
Memmeeeeeeee…
Memmeeeeeeee…
Tetettaaaaaaaaa…
Cavoli, ha imparato a dirlo.
Figlio, arrivo. Adesso te la do..
Shhhh…

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