Due allattamenti fortunati


 

789125_child1_1401.jpgAmmetto di avere avuto tanta fortuna con entrambi i miei bambini, la montata lattea è arrivata subito, si sono attaccati bene e senza problemi, mai una ragade, una mastite, un ingorgo e poi, cosa fondamentale, ho avuto personale competente vicino da subito, in grado di aiutarmi a partire nella maniera giusta, soprattutto con il primo.

Accanto a una buona dose di fortuna c’è stata la mia costanza, allattare non è cosi naturale e semplice come spesso si legge o ci viene detto, si va incontro a problemi più o meno rilevanti, ci sono periodi in cui vivi continuamente con il bimbo sulla bilancia, in preda a vere e proprie nevrosi: cambio-pesata-poppata-pesata, ti dicono che non è necessario fare la doppia pesata, che basta contare 5 pannolini bagnati per avere la certezza che ha mangiato, ma tu ti senti addosso la responsabilità, come nutrice, di sapere se effettivamente ha assunto latte, e soprattutto quanto ne ha preso. Ci sono i periodi in cui piange, si sveglia di continuo e il dubbio che non sia sufficiente quello che gli passi attraverso il tuo seno ti logora, allora eccoci pronte a questo, spesso inutile e controproducente, tour de force tra billancia, pesate e ricerca in erboristeria e farmacia della pillola magica che ci faccia aumentare la produzione. Ma sono periodi rari e brevi per fortuna.

Poi c’è chi ti tedia di continuo, ti sembra di essere Eva e intorno serpenti pronti a tentarti: ricordo con Damiano come amici e parenti mi ripetessero di continuo che ero egoista a voler continuare con il mio latte, cercavano di convincermi che era acqua, che non era sostanzioso, che era poco, il tutto per ignoranza;  mio figlio aveva altri problemi, reflusso, dermatite, coliche. Il suo pianto continuo e incessante giorno e notte era dovuto a questo, ma nessuno capiva. Ho avuto la tenacia di ascoltare il mio istinto e non mollare e ne sono felice.
Con il secondo, Enea, ho avuto la tentazione di mollare presto, credo che qualsiasi bis-mamma sappia cosa vuol dire doversi occupare di un fratellino più grande, bisognoso di attenzioni e coccole, e averne un altro attaccato al seno ogni due ore, giorno e notte. Stavo mollando, per avere più tempo, per riuscire a riprendermi e riposare un po’ ma la solita vocina di mamma mi ha convinto a tener duro. Poi c’era l’amica, quella che ha partorito poco prima di me: arrivata a casa è passata all’artificiale per sua scelta personale, i nostri figli stanno crescendo assieme  e vi assicuro che non è stato facile non fare un paragone tra il mio allattato al seno e il suo al biberon. Marco già dal primo giorno a casa ha preso 4 pasti, la sera si è sempre addormentato alle 20.00 per svegliarsi solo al mattino verso le 07.00, cresce a dismisura, a parità di peso alla nascita ora hanno ben due kg di differenza, che non è poco, il mio ciucciava di continuo e tuttora (va per i 9 mesi) si sveglia ancora due/tre volte per prendere il mio latte.

Poi ci sono quei 20 kg lasciati dalle due gravidanze ravvicinate, la voglia di fare una bella dieta e buttarli giù, ma la mia priorità di madre qual è? Mio figlio o la mia forma fisica? La risposta me la sono data: rimandando la cura della mia persona a un altro periodo, ora ciò che conta è il benessere di Enea. Sono contenta così, non ho mai biasimato la mia amica perchè so bene che allattare è un sacrificio, ma in fondo diventare mamme non porta con sé la consapevolezza che i figli crescono sui nostri sacrifici?
Damiano l’ho allattato fino a 11 mesi, poi ho dovuto smettere perchè aveva una presunta intolleranza alle proteine del latte e abbiamo dovuto dargli il latte di riso. Enea lo sto allattando tuttora, onestamente credo che, se la natura vorrà aiutarmi e lui collaborerà ancora per un po’, andrò avanti fino all’anno, fino all’introduzione del latte vaccino perchè sono favorevole all’allattamento ma non a oltranza, parere strettamente personale.


Allattare non mi ha mai messa nella condizione di sentirmi una mamma speciale, diversa, migliore. Per me è stata una scelta naturale che ripeterei senza esitazione. Se non avessi avuto la fortuna che ho avuto nel poter dare il seno ai miei figli, non me ne sarei fatta un cruccio. Purtroppo non tutte le donne vengono assistite, informate, aiutate nella maniera corretta, e anche se credono fermamente nell’allattamento al seno non hanno i mezzi per poterlo fare.
Questo non le deve far sentire assolutamente madri incomplete.

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