Allattare al seno: imprevisti e ficcanaso


Amoreee, siamo incinti!
Che bello! Ma ti immagini come sarà sto cosino morbidoso e profumato che assomiglierà a tutti e due? (No beh, dai, forse è meglio che assomigli solo a me.)
Così è iniziata questa mia avventura.
Quando ero incinta mi vedevo già con questa creaturina paffuta, bianca e rosa con le manine piccole piccole e la boccuccia a forma di cuore.
Avete visualizzato?
Bene, dimenticatevi tutto.
La creaturina in questione era sì bianca e rosa, con le manine piccole piccole e con la boccuccia a forma di cuore.
Ma chissà com’è che una non si immagina mai, prima, che queste manine saranno dotate di unghiette affilate come rasoi e che quella boccuccia avrà in dotazione gengive che sembrano tenaglie.
Voi direte: ecchisenefrega.
E invece no, care le mie future mammine.
Perché appena partorisci, se sei circondata da almeno una persona furba e competente, procedi quasi subito ad attaccare la creaturina piccina picciò al seno, per favorire l’allattamento e la stimolazione alla produzione di latte.
Quando questo avviene, ovvero quando un angelo chiamato ostetrica vi toglie il delirio di gente di torno e vi lascia in pace con il vostro piccolo cucciolo d’uomo, potrete notare che per quanto vi siate preparate in gravidanza con creme antismagliature, prepara-capezzoli e prepara-perinei, ora avete le smagliature, il perineo non era per niente morbido e, cosa più importante, i capezzoli non sono affatto preparati.
Quindi la creaturina piccina picciò con la bocca a forma di cuore ti fa un male bastardo perché la forza delle sue gengive (alias tenaglie) non è direttamente proporzionale al suo peso alla nascita e che quelle manine paffute dotate di unghie (alias rasoi) prese dalla smania della tetta di mamma, graffiano!
Va beh si dirà, ma bisogna prendere confidenza.
Certo, infatti dopo aver superato questo piccolo scoglio, è tutto in discesa.
Superato lo shock, con il piccolo cucciolo d’uomo si svilupperà un rapporto tale che non vi fregherà nulla di:
stare con le tette al vento in casa
stare con le tette al vento fuori casa
farvi vedere da chiunque in topless.
Perché, si sa, questo è un atto d’amore.
La prima volta che si è trovato mio padre a casa mentre allattavo, ho cercato inutilmente di coprire la latteria ambulante, perché io da lui non mi facevo vedere manco in mutante, figurarsi con le pocce di fuori.
MA
Bisogna considerare che alla creaturina piccina picciò non gliene frega una beata mazza dei vostri pudori: lei ha fame, e se non le offrite il suo lattuccio si incazza ed incomincia ad urlare.
E allora cosa si fa in questi casi?
La si lascia urlare, finché il vostro paparino non sloggia?
Potrebbe essere una soluzione, peccato che la potenza dei polmoni della creaturina piccina picciò non sia proporzionata al peso della nascita e romperebbe pure l’Amplifon di mia nonna.
Quindi si passa al piano B, ovvero si supera anche questo e ci si mette a discorrere amabilmente con il proprio genitore: sì, non esistono più le stagioni di una volta, effettivamente si stava meglio quando si stava peggio, la matematica non è un’opinione e 2+2 fa sempre 4, non 5 né 3.
Ma la parte peggiore non è il dover allattare in pubblico, fra estranei che ti guardano come se stessi cercando di uccidere il pargolo a suon di tettate, e neanche il titolare della pizzeria in cui tu e tuo marito state mangiando che si avvicina a dirti che va bene che tu e il tuo consorte mangiate, ma la creaturina piccina picciò no, lei deve morì de fame, quindi fai il piacere di uscire dal locale che c’è gente che non apprezza questa disinvoltura, che le tette servono per essere esposte dalle signorine procaci, non per nutrire bimbetti.
La parte peggiore arriva quando tu, mamma in erba, ormai hai capito come funziona la baracca e allatti il cucciolo d’uomo a richiesta, se hai fame mangi se hai sonno dormi: ecco che zac! arrivano i parenti a trovare la mammina e a dare il benvenuto alla creaturina piccina picciò.
Seeee, vi piacerebbe vero?
Nei film, magari!
Nella realtà arriva sto squadrone di gente che aspetta solo che una partorisca per:
a) smanacciare il pargolo
b) dare consigli non richiesti: è troppo coperto, è troppo scoperto, ma la cuffia? (Ma come la cuffia, non siamo ad agosto?)
c) insegnarti come impostare il cucciolo d’uomo, che si sa che ci sono solo due alternative:
1) il cucciolo si allatta ad orario (noi adulti d’altronde mangiamo a orari prestabiliti no?)
2) se allatti a richiesta sei un’incapace: o non hai latte oppure il tuo latte non è buono.
Chiunque abbia avuto almeno un figlio, che abbia allattato al seno o al biberon, è dovuta passare dalla trafila di cui sopra.
Perché se allatti al seno e tuo figlio è un disgraziato che non rispetta gli orari che tu mamma degenere non gli hai imposto in maniera corretta, è perché il tuo latte è poco, oppure è acqua, oppure ancora ha un brutto sapore (che questa vorrei che me la spiegassero: che fanno, vanno ad assaggiare il latte di tutte le tette del circondario?).
Ma tu, mamma, con l’ormone impazzito, con la lacrima facile, con il corpo sottosopra, resisti stoicamente agli attacchi, perché se sei stata furba, ti sei premunita con minimo 50 riviste specializzate, 10 pubblicazioni scientifiche, un paio di consulenti della LLL, e quindi sai già come rispondere a tutti questi fantastici consigli non richiesti.
Ma non basta, perché ai loro occhi, sei una porella che si è fatta infinocchiare da sti nuovi studi niu eig, perché una volta mica si faceva così e guarda come siamo venuti su bene lo stesso, anzi meglio di ‘sti mollaccioni che circolano oggi, invertebrati che se li avessero presi a cinghiate da piccoli, vedi come andavo a lavorare di corsa.
E se resisti anche a questo, mia cara mamma moderna che pretendi di trattare tuo figlio come un essere umano dotato di sentimenti e volontà, aspettati tra quattro mesi lo stesso squadrone che arriverà a dirti che:
– è ormai ora di togliere la tetta al pupo,
– il tuo latte è diventato acqua (ma non lo era già prima?) e il pupo ha bisogno di roba sostanziosa da masticare (peccato che non abbia ancora i denti)
– ormai la tetta è un vizio, e tu non vuoi un figlio vizioso vero?
– se non gliela levi subito, poi vedi che mammone che diventa (avete mai visto un adolescente allattato al seno?)

 

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