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  • Fate la nanna... con la mamma

     

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     Quando ero incinta di Sofia, la mia prima bimba, ho comperato Fate la Nanna di Eduard Estivill, su consiglio di una amica che me lo descriveva come miracoloso. L'ho letto due volte: in gravidanza e dopo il parto. Lo trovai interessante e praticabile.

    Alcune cose in effetti sono interessanti, come ad esempio il fatto che ai neonati vada insegnato a distinguere fra giorno e notte, ovvero la nanna diurna può essere fatta con la luce, con rumori, con musica, mentre la nanna notturna deve essere fatta in un ambiente silenzioso, buio. 

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Blog - Mamme si diventa
Scritto da Maddalena Preisig   


 sto_volando.jpg                                                Il giorno prima del cesareo vi citavo la canzone che dice "la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare", ebbene, volo!

 E non solo per i cieli più alti dell'amore per Federico che non mi figuravo di provare, così violento, immediato e senza confini.
Anche nello svolazzare più basso, che schiva i rami, oscilla alle correnti, ogni tanto sprofonda e risale: quello della piccola vita quotidiana.

Oggi ho poco tempo per scrivere, ergo pensare e, se non sciogliere contraddizioni, indagare sentimenti.
Ma qualcosa voglio dirvi ugualmente.

Immaginatemi al circo con Alessandro a bocca aperta e occhi spalancati di gioia; Federico addormentato che sussulta solo se l'uomo forzuto tira una martellata troppo rumorosa (povero secondo trascinato al seguito, gli tocca!).
Immaginatemi mentre guido, io che amo così poco guidare, per giunta con due pargoli sui relativi seggiolini, e riesco a scherzare con Alessandro e confortare Federico piangente... chè non è vero che "tanto non capisce", come recita la deprimente pedagogia di mia cognata.
Immaginatemi mentre vado al nido con Alex, lui per la manina, Fede nel porta bebè un po' storto, cento occhi per il traffico e uno zaino stracolmo sulle spalle.
Immaginatemi mentre rincorro Alex, indisciplinato fuggiasco, spingendo la carrozzina.
Immaginatemi mentre attraverso con negligenza il caos di casa e per terra è un campo minato di giocattoli...baciando, coccolando, allattando, raccontando storielle, cantando, sfogliando librini colorati, senza orari, senza tempo, senza fretta, senza apprensione...

La fine del congedo di maternità, non mi illudo, cambierà qualcosa.
Ma mi auguro molto poco.
E non quel disorganizzato navigare a vista pieno d'amore, tolleranza e confusione che è proprio della nostra famiglia.

 

Thread pubblicato sul forum di noimamme.it il 4 aprile 2006.

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