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  • Fate la nanna... con la mamma

     

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     Quando ero incinta di Sofia, la mia prima bimba, ho comperato Fate la Nanna di Eduard Estivill, su consiglio di una amica che me lo descriveva come miracoloso. L'ho letto due volte: in gravidanza e dopo il parto. Lo trovai interessante e praticabile.

    Alcune cose in effetti sono interessanti, come ad esempio il fatto che ai neonati vada insegnato a distinguere fra giorno e notte, ovvero la nanna diurna può essere fatta con la luce, con rumori, con musica, mentre la nanna notturna deve essere fatta in un ambiente silenzioso, buio. 

Questo amore così strano PDF Stampa E-mail
Blog - Mamme si diventa
Scritto da Lavinia Fabrello   

MammabimboLe altre mamme dicono che hanno amato il loro figlio dal primo momento che lo hanno visto, che qualcosa di magico è scattato nel loro cuore.

Io ti ho visto in braccio a tuo padre, la prima volta, e ti ho amato per mezzo suo, perchè eri parte di lui, perchè eri il mio dono per lui, perchè assomigliavi a mio fratello, perchè eri bello e tranquillo, perchè eri con noi, il nostro frutto.

Le prime settimane ero convinta di aver sbagliato tutto, di non essere in grado di essere madre, soffrivo per me, per te, per l'incoscienza che avevo avuto, e mi chiedevo cosa avrei fatto adesso.

Era l'epoca in cui il principale scopo nella mia vita era di non farti piangere.

Ti amavo, dico davvero, ma avevo bisogno di ritornare ad essere anche da sola, a volte, di non avere sempre paura di trascurarti, se osavo fare qualcos'altro che non fosse accudirti.

Poi sei cresciuto, sempre più buono, sorridente, splendido e la tua gioia di vivere e la tua "santità" come dicono tutti ci ha illuminato la vita.

E' iniziato il periodo in cui il mio principale scopo era farti ridere.

E come è facile! Una carezza, una pernacchia, un cucù o una canzone...e tu ridi, ridi a me, al papà, alle persone e ai fiori.

E ora, di nuovo, un cambiamento. Ora sei tu che prendi l'inizativa, tu che ci fai ridere, tu che decidi con cosa giocare, tu che leggi il tuo libro e ci racconti a parole tue le storie, tu che cominci ad essere stufo che io decida i tuoi orari, sei sempre di più una persona e non "il mio bambino".

E chissà che nostalgia proverò tra qualche anno, chissà quanto ancora devi cambiare...sei cresciuto nella mia pancia, hai bevuto il mio latte, ero tutto il tuo mondo...e ora devo già cominciare a lasciarti andare...proprio adesso non lo voglio più, ma sono così orgogliosa di come stai crescendo!

Non può essere mio il merito, sei tu che sei la cosa più bella che potesse capitarmi.

Buon primo compleanno, Ruggero.

Thread pubblicato sul forum di noimamme.it l'8 maggio 2005.

 

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