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  • Fate la nanna... con la mamma

     

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     Quando ero incinta di Sofia, la mia prima bimba, ho comperato Fate la Nanna di Eduard Estivill, su consiglio di una amica che me lo descriveva come miracoloso. L'ho letto due volte: in gravidanza e dopo il parto. Lo trovai interessante e praticabile.

    Alcune cose in effetti sono interessanti, come ad esempio il fatto che ai neonati vada insegnato a distinguere fra giorno e notte, ovvero la nanna diurna può essere fatta con la luce, con rumori, con musica, mentre la nanna notturna deve essere fatta in un ambiente silenzioso, buio. 

Mamme aliene PDF Stampa E-mail
Blog - Mamme si diventa
Scritto da Una mamma   
aliene2.jpgIeri ero alla materna da mio figlio e una mamma mi ha confidato di aspettare il secondo.
Non lo sa ancora nessuno, perché, fino al risultato dell'amniocentesi è scaramantica.
E fin qui niente di strano.
Non fosse per il fatto che il primo è arrivato dopo anni, anni e anni di cure ormonali e questo è arrivato senza cure e, soprattutto, a 43 anni.

Mentre stavamo parlando è arrivata al parco un'amica comune che le ha detto: "Parla, parla con lei che ti fa venir voglia di panciona!". Mi spiegava, infatti, che lei non ama la gravidanza.
Che, indipendentemente dal fatto che vada bene o sia faticosa, è una fase della vita per lei faticosa perché non le piace vedersi ingrossare, non si sente a suo agio e non vede l'ora di partorire.

Io che, al contrario, adoro la pancia e vivrei sempre incinta la ascoltavo curiosa perché per me è un mistero come non si possa amare una pancia che contiene un essere umano, il "tuo" essere umano.

Poi passiamo all'allattamento. "Sei pronta?" - Le chiedo.
E lei mi racconta che ha allattato il suo primo figlio fino a tre anni.
L'ha definito un "comportamento morboso", dice che il secondo lo allatterà fino all'anno e poi smetterà,  ma i suoi occhi mi dicevano il contrario. Son pronta a scommetterci.
Io le ho raccontato che li ho allattati al seno ma che l'ho fatto solo ed esclusivamente per loro, perché a me l'allattamento non ha mai trasmesso grosse emozioni (tranne la prima "poppata" in sala parto).
E lei mi ascoltava curiosa, come ho fatto io sulla gravidanza.

Tornando a casa riflettevo su come non ci sia al mondo niente di meno sindacabile della maternità e di tutto quello che la concerne. Perché una madre è sempre una madre.

Per me una donna che non ama la gravidanza è un'aliena. Per lei lo è una madre che non ama l'allattamento.
Per me lei è un'aliena, per lei lo sono io. Ma abbiamo chiacchierato quasi tre ore ininterrottamente, riso, ricordato, raccontato.
Con quel chiacchiericcio che solo le madri, aliene o no, conoscono e amano. Quel chiacchiericcio che trasuda ricordi di test di gravidanza, racconti di travagli, di punti al perineo, di ragadi, di amore, di fatica, di nottate, quel chiacchiericcio che puzza di meconio e profuma di talco.


Due approcci diversi, opposti, ma una sola anima, quella che nasce insieme al desiderio del primo figlio e che sarà per sempre nostra.

Thread pubblicato sul forum di noimamme.it  il 13 marzo 2008

 

 

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