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  • Fate la nanna... con la mamma

     

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     Quando ero incinta di Sofia, la mia prima bimba, ho comperato Fate la Nanna di Eduard Estivill, su consiglio di una amica che me lo descriveva come miracoloso. L'ho letto due volte: in gravidanza e dopo il parto. Lo trovai interessante e praticabile.

    Alcune cose in effetti sono interessanti, come ad esempio il fatto che ai neonati vada insegnato a distinguere fra giorno e notte, ovvero la nanna diurna può essere fatta con la luce, con rumori, con musica, mentre la nanna notturna deve essere fatta in un ambiente silenzioso, buio. 

Tema: il Tampax PDF Stampa E-mail
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Scritto da Lupina   
tampax.gifQuando ero giovane e inesperta, mensilmente appoggiavo le mie terga su cuscinetti di cellulosa a strati, che si spostavano dall'apposito alloggiamento mutandifero e mi costringevano a camminare saltellando, e al fastidioso rituale del controllo dell'eventuale tracimazione, effettuato di fortuna nei bagni dei bar o dell'università.

Poi sul nostro pianeta atterrarono gli assorbenti con le ali, molto più sottili dei loro antenati Lines Lady e compagnia, e così almeno il rituale dello spostamento per controllo esondazione lo abbiamo eliminato. Evviva.


Ma poi arrivò il Tampax. 
Il Tampax ci ha rese felici e libere. Abbiamo cominciato a portare il tanga, a ballare il tango (e basta con i lanci col paracadute proprio in "quei giorni", per dimostrare che anche col ciclo siamo femmine stracazzute, la pubblicità ha cominciato ad essere più clemente ma non ha smesso di dire citrullate), siamo sicure tutto il giorno! 
E poi fa pure simpatia, con il simpatico applicatore a forma di sigaro di cartone che si frulla nel cestino dei rifiuti, che sembra tanto uno di quei cannuccioni da granita che si compra ai chioschi d'estate. 
E che dire poi del cordino? Una goduria! E che bellezza, quando risistemando i jeans stretti e pensando intensamente "minchia come son figa, che pure col ciclo non rinuncio alla moda", ti si incastra il cordino nella cimosa del pantalone, pizzicata tra due dita per evitare che ci sfasci il perineo e inavvertitamente lo sposti dall'apposito alloggiamento?
Non ditemi che non vi è mai successo.

L'ultima frontiera della goduria mestruale è la mooncup. Una vaschetta di silicone dura come il pipi del Siffredi dei tempi d'oro. Che per metterla ti devi accucciare per terra, rilassarti, cacciarti le dita nella patata pensando intensamente "Ce la posso fare, ce la posso fare". Che se lasci per caso la porta del bagno aperta ed entra il tuo compagno/marito/fidanzato, richiude immediatamente la porta, ma poi non stupiamoci se a cena ci chiede: "Ok, non ti soddisfo abbastanza? Parliamone".

Insomma, adesso censuratemi pure, che un intervento così su un sito di mamme non ci sta bene per niente.
 
Brano tratto dal forum noimamme.it 

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