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  • Fate la nanna... con la mamma

     

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     Quando ero incinta di Sofia, la mia prima bimba, ho comperato Fate la Nanna di Eduard Estivill, su consiglio di una amica che me lo descriveva come miracoloso. L'ho letto due volte: in gravidanza e dopo il parto. Lo trovai interessante e praticabile.

    Alcune cose in effetti sono interessanti, come ad esempio il fatto che ai neonati vada insegnato a distinguere fra giorno e notte, ovvero la nanna diurna può essere fatta con la luce, con rumori, con musica, mentre la nanna notturna deve essere fatta in un ambiente silenzioso, buio. 

L'oggetto transizionale che son io... PDF Stampa E-mail
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Scritto da Paola Maffina   
 
Image Vi sentite mai un oggetto transizionale?

Da che mondo è mondo i bambini utilizzano un oggetto transizionale come surrogato della madre durante la sua assenza, si consolano ciucciando un fazzoletto di seta, abbracciando un peluche, affezionandosi all'orsetto di pezza che svendono all'IKEA.

A casa nostra non succede così.

Per Jacopo niente surrogati, lui è uno stoico, preciso, conformista, realista: o la mamma o nulla, al massimo ha utilizzato la nonna o il papà per le coccole ma li ha sempre (mai dichiaratamente, ma io lo so) ritenute di "serie B", ché la mamma è la mamma.
Ma che soddisfazione, io insurrogabile, io "madre divina".

Poi è arrivata la mia principessa, spirito libero coi codini al vento: distribuisce coccole per caramelle, a chiunque le prometta un giro di giostra lei ricambia con amore eterno, e stanotte ha raggiunto l'apoteosi dell'"ingratitudine".

Si sveglia urlando nel suo lettino (perché naturalmente lei e grande e necessita di dormire da sola):
"Mammmmmmmmmmmmmaaaaaaaaaaa"
"Sono qui tesoro, vieni nel lettone a coccolare un po'. "
"Nooooooooo, voglio l'altalenaaaaaaaaaaaa."
"Ma c'è la mamma qui, domani vai sull'altalena."
(nel frattempo la prelevo e me la metto accanto)
"Ma io non voglio dormire con te, voglio dormire con l'altalena."
"E che fai dormi in giardino?"
"No, metti l'altalena nel lettino!!!! Che l'abbraccio!"
"Maddalena, l'altalena è fredda, sporca, bagnata, non posso metterla nel lettino, facciamo così: chiudi gli occhietti, io ti dondolo e tu pensi di essere sull'altalena."

Dopo qualche reticenza accetta, chiude gli occhi, io canticchio e dondolo e lei sta per addormentarsi sorridendo. 
Mi sento la mamma di serie A che ha trovato la soluzione più intelligente, meglio di Tigro Pooh e Pimpi messi insieme, quando l'ingrata sussurra:
"Ti voglio bene... ALTALENA"

Da "mamma divina" a "mamma altalena",
da oggetto transizionale insostituibile a surrogato di un pezzo di plastica che si muove avanti e indietro il passo è stato breve.
Preparatevi, oh mamme di secondogeniti.

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