Unioni di fatto

da . 19 febbraio 2007

 pacs03h

Visto che l’argomento è molto dibattuto in questi giorni, mi sembra interessante spendere due parole in proposito.

Vorrei intanto partire da un semplice ragionamento: le unioni di fatto, lo dice il nome stesso, sono "di fatto", cioè esistono anche se c’è chi preferisce far finta che non esistano.

 

Non dovrebbero esistere? Questo francamente è un problema di chi lo pensa. Io penso invece (come del resto anche uno stato democratico prevede) che la gente abbia il diritto di vivere a modo suo se non nuoce a nessuno, e per quanto io sia regolarmente sposata non mi crea fastidi il fatto che altri non vogliano farlo ma vogliano comunque avere un riconoscimento e certe garanzie reciproche. Proprio nessun problema. Senza contare che potrebbe essere un modo per regolamentare l’unione di chi non può ancora sposarsi a causa di un matrimonio precedente (e dei lunghissimi tempi di divorzio), e di chi non può sposarsi perché dello stesso sesso.

Ohhhh scandalo. Ma de che? L’omosessualità esiste, ESISTE. E non è scelta, non è perversione, non è solo sesso e gay pride… è un modo di essere di persone che come tutti vogliono amare ed essere riamati, e come a molti eterosessuali piace gridarlo al mondo e farlo sapere… piacerebbe anche a loro. Ma a parte questo, due persone che sono molto legate e passano la vita insieme, qualsiasi sia il loro sesso (e facciano o meno sesso), perché non dovrebbero avere dei riconoscimenti reciproci?

La Chiesa partecipa con forza al dibattito, affermando che questo tipo di unioni "indebolisce la famiglia e il matrimonio tradizionale"… ma la Chiesa forse non pensa che chi avrebbe accesso alle unioni di fatto è chi non può, e chi non vuole, sposarsi in Chiesa… quindi una fetta di popolazione che non la riguarda proprio, la Chiesa.

Non vorrei entrare nel merito del discorso adozioni, o fecondazioni varie… insomma il discorso dei figli alle coppie omosessuali non è contemplato nelle proposte di legge che si stanno facendo e quindi NON PUÒ essere usato come argomento "contro". Comunque potremmo riflettere sul fatto che appellarsi al bisogno di una famiglia tradizionale escluderebbe dalla cerchia dei genitori "accettabili" quelli single e vedovi… e anche al fatto che una donna un figlio può farlo comunque se vuole e che sempre più coppie di lesbiche avranno comunque figli "di fatto": non voler riconoscere il ruolo dell’altro componente della coppia, che vivrà con il bambino e costituirà per lui una figura di riferimento importantissima, alla fine non va a discapito degli omosessualichenondovrebberoesistere ma del bambino stesso che, in caso di separazione, potrebbe veder scomparire totalmente questa figura dalla propria vita (e questo costituirebbe ovviamente un trauma) e in caso dovesse accadere qualcosa alla madre biologica… verrebbe sballottato non si sa dove invece che poter rimanere con la persona che gli è più vicina.

L’ultima osservazione riguarda il fatto che ormai da parecchi anni ai parlamentari italiani è concesso di estendere la previdenza integrativa al convivente e ai figli, anche non nati da regolare matrimonio. Misura sacrosanta, che non si capisce perché debba essere privilegio di pochi. Sulla reversibilità al convivente del vitalizio che spetta ai parlamentari ho letto cose contrastanti: pare non ci sia niente di esplicito che lo prevede, ma che di fatto, forse, sia possibile e sia stato praticato in passato. Anche queste son notizie che si commentano da sole.

Nei paesi nei quali la questione è stata affrontata dal punto di vista legislativo (vedi sotto) al riconoscimento di alcuni diritti elementari si associano anche dei doveri per i conviventi, sia reciproci (di assistenza) che verso la società (responsabilità per i debiti contratti dal convivente dopo l’inizio del patto), insomma un minimo di regolamentazione che appare, almeno a me, auspicabile e che spero che scrollandosi un po’ di dosso la "zavorra vaticana" venga applicata in qualche forma anche nel nostro paese.

Unioni di fatto ultima modifica: 2007-02-19T19:15:47+00:00 da NoiMamme.it

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