Imita l’amico del cuore a cinque anni


Salve,

ho bisogno di un consiglio.

Mio figlio ha 5 anni e mezzo e ultimamente imita in tutto il suo miglior amico, nel modo di parlare ma anche nelle espressioni facciali, in certi momenti sembra la sua fotocopia assumendo espressioni che non sono le sue. Credo che sia normale, ma il problema è che questo suo amico ha atteggiamenti che non mi piacciono, come quello di fare il bimbo piccolo o storpiare le parole come se fosse piccolo, e un tono della voce molto gnoloso.

Come posso fare?

È giusto farglielo notare?

O è meglio fare finta di niente?
Preciso che il rapporto che ha con questo bambino è molto stretto, ovvero è come se all’asilo esistesse solo lui, se lui non c’è va in crisi… è veramente diventato il suo punto di riferimento.
Ovviamente io vorrei che smettesse di sembrare un altro bambino e che fosse se stesso.

Grazie per il consiglio.

Carissimo genitore,
 
i processi imitativi, non soltanto sono normali, ma sono indispensabili per l’apprendimento. L’innata tendenza ad apprendere imitando può essere quindi sfruttata per educare i propri figli… ad esempio offrendo un buon esempio in famiglia, leggendo libri e storie educative, dove il bambino identificandosi con il personaggio principale potrebbe assumere atteggiamenti positivi, tramite il gioco simbolico ecc…

Tuttavia quando i bambini si trovano a imitare in modo eccessivo compagni di scuola, pur essendo un atteggiamento normale, è importante che il personale educativo e i genitori intervengano affinché il bambino si concentri anche sull’esplorazione di sè,  è necessario che gradualmente riesca a capire quali sono le sue caratteristiche… cosa ritiene giusto o sbagliato… cosa è divertente per lui ecc… insomma è importante che gradualmente inizi ad esplorare ed a mostrare la propria personalità.

Il fatto che manifesti sensazioni di disagio in assenza del compagno, significa che è importante intervenire affinché il bambino acquisti una maggiore sicurezza e una maggiore autonomia.
Penso sia importante offrirgli momenti diversivi, in assenza dell’amico del cuore, dove mette alla prova se stesso e dove può confrontarsi con altri coetanei:
– sport
– attività scolastiche ed extrascolastiche dove si mettono alla prova le sue capacità ( disegno, manualità ecc..)
– favorire l’espressione di sè, magari leggendo insieme un libro o guardando un film per bambini e chiedendo spesso le sue impressioni, cosa ne pensa… se pensa che certi comportamenti siano giusti ecc… insomma facilitare la verbalizzazione e la discussione insieme al genitore facendogli capire che le sue idee e le sue opinioni hanno valore.


Carissimi saluti
Monica Balli

 

Ti è piaciuto? Condividilo!Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

mm

Informazioni su Dott.ssa Monica Balli

Pedagogista, si occupa da anni di consulenze on line , consulenze familiari, educazione familiare di gruppo, interventi per bambini e ragazzi con difficoltà scolastiche ed educative.

Lascia un commento