Sindrome dismetabolica


Gentile dott. Marchionni,

sono una infermiera professionale, ho lavorato per 17 anni in una terapia intensiva cardiochirurgica.

Negli ultimi anni ho presentato una sindrome dismetabolica con notevole incremento di
peso, resistenza insulinica, ipertensione arteriosa, insonnia, ansia, scomparsa del ciclo mestruale (ora ricomparso), attacchi di panico (ora poco frequenti). Sono madre di due figli, di 12 e 13 anni di età.

Sono stata temporaneamente trasferita in ambulatorio con esenzione temporanea dai turni
notturni.
Non ho inoltrato causa di servizio, non saprei da dove cominciare, e neppure se è possibile farlo. Non è stata inoltrata denuncia di malattia professionale (come sopra).

Sto partecipando ad una mobilità interna per un posto in medicina nucleare, perché ho voglia di vedere e di imparare nuove cose.

Avrei bisogno di sapere dal Medico competente se qualcosa mi può essere precluso e come posso muovermi in relazione alla mia situazione.

Ringrazio vivamente se vorrà rispondere e farmi giungere un consiglio.

Susanna


Sono io che ringrazio la signora Pezzoni – nonché la redazione – poiché mi viene permesso per la prima volta di dare il mio umile contributo conoscitivo in tema di medicina del lavoro.

Spero di essere chiaro ed esauriente per i vari quesiti posti dalla gentile infermiera professionale.

Se la patologia è quella descritta "sindrome dismetabolica con notevole incremento di peso, resistenza insulinica ,ipertensione arteriosa, insonnia, ansia, scomparsa del ciclo mestruale (ora ricomparso), attacchi di panico (ora poco frequenti)", non credo che possa essere ricondotta ad una specifica patologia lavorativa legata all’ambiente di lavoro, pur rendendomi conto della gravità del caso.

Nessuno le impedisce di inoltrare una causa di servizio, per la quale può avvalersi sia del Patronato Sindacale che di legale di sua fiducia: in ogni caso le occorrerà un valido parere medico-legale.

Per quel che ho potuto poi appurare consultando il nuovo elenco delle malattie professionali (Decreto 27 Aprile 2004 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) – che pure ha introdotto patologie prima ignorate dagli altri decreti leggi in materia se si pensa che adesso c’è un nutrito elenco di patologie a carico dell’apparato osteoarticolare che prima venivano bellamente ignorate per quel che riguarda una possibile genesi lavorativa – l’unica voce che possa avvicinarsi a quella descritta dalla signora è al punto:  "4.Malattie psichiche e psicosomatiche da disfunzioni dell’organizzazione del lavoro", genericamente riconducibile al cosiddetto fenomeno di mobbing ove venisse dimostrato che quanto lamentato dalla lettrice dipenda da queste cause, ma non mi pare che la signora ne faccia cenno espressamente.

Circa i restanti quesiti, personalmente non vedo specifiche limitazioni e/o preclusioni per l’eventuale futuro impiego in medicina nucleare; ove in futuro impiegata in questa divisione l’infermiera sarebbe peraltro sottoposta a vigilanza sanitaria particolare da parte del cosiddetto "medico autorizzato" per i controlli sanitari sul personale esposto a radiazioni ionizzanti.

 

Dr. Guido Marchionni

 

 

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