Ernia inguinale e lavoro pesante


Gentile Dott. Marchionni,

sono una donna di 36 anni con un bimbo di appena 4 mesi.

Attualmente ho terminato la maternità e ho preso, per il momento, un mese di aspettativa. Il problema nasce dal fatto che ho sempre avuto un’ernia inguinale (documentata anche dalla visita del mio datore di lavoro che è Poste Italiane, ma che ha ritenuto comunque opportuno affidarmi il ruolo di cui le parlerò più avanti) e dopo lo sforzo del parto, finito poi comunque con un cesareo, non solo mi è rispuntata fuori con dolori lancinanti ma il chirurgo mi ha detto che con tutta probabilità si tratta di un’altra ernia fuoriuscita proprio sul taglio del cesareo.

Mi ha assolutamente vietato ogni tipo di sforzo e pancera contenitiva. Ora, il fatto è che il lavoro che dovrei svolgere al mio rientro è carico e scarico di materiale pesante (libri, plichi, pacchi e lettere): posso, producendo il referto dell’ospedale, chiedere di essere trasferita ad altra mansione? Sono obbligati a farlo?

Possono decidere di farmi loro la visita o sono tenuti ad attenersi ai certificati che produco? Il referto è datato pochi giorni dopo il parto…se deciderò di prendere tutta l’aspettativa, rientrerei tra 6 mesi…rimane comunque valido? O devo produrne altro?

Il problema, Dottore, come lei sa, è che l’ernia inguinale (che mi è stata riposizionata manualmente con grande dolore, visto che non posso essere operata subito sia perché ho appena affrontato un cesareo sia perché allatto) al tatto non sempre si sente, ma fuoriesce prontamente al minimo sforzo, quindi come dimostrare che non sono una che ci vuole provare, ma che rischia veramente?

Mi aiuti, la prego.

Stefania


Mi scuso per il ritardo nella risposta.

Sussisterebbe quindi un’ernia inguinale e "il chirurgo mi ha detto che con tutta probabilità si tratta di un’altra ernia fuoriuscita proprio sul taglio del cesareo. Mi ha assolutamente vietato ogni tipo di sforzo e pancera contenitiva." E le sue mansioni sarebbero: "carico e scarico di materiale pesante".

Ecco quindi le risposte alle sue domande:

"Posso, producendo il referto dell’ospedale chiedere di essere trasferita ad altra mansione?"

A mio parere sì.

"Sono obbligati a farlo?"

Sì.

"Possono decidere di farmi loro la visita o sono tenuti ad attenersi ai certificati che produco?"

No, la visita va fatta dal medico competente dell’azienda (Poste?) e la valutazione finale redatta da quest’ultimo.

"Il referto è datato pochi giorni dopo il parto…se deciderò di prendere tutta l’aspettativa, rientrerei tra 6 mesi…rimane comunque valido? O devo produrne altro?"

No, a mio parere occorrerà un certificato di un chirurgo che l’abbia visitata più recentemente.

"Come dimostrare che non sono una che ci vuole provare, ma che rischia veramente?"

Secondo me lei non deve dimostrare niente. Saranno le valutazioni mediche espresse con certificati e l’esame clinico fatto dal medico competente a valutare serenamente ed obiettivamente il tutto.

Auguri.

 

 

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