Vescicole sul cuoio cappelluto: varicella?


Buongiorno,

mi scusi se la disturbo in un giorno festivo ma volevo da lei un parere: mia figlia, Marta, di 4 anni da lunedì ha un brutto raffreddore con tosse e catarro e febbre (38.5 C).

È stata vista dal pediatra che mi ha consigliato aerosol con mucolitico, lavaggi nasali e suffumigi. La situazione fino a ieri era andata migliorando ma dopo il bagno mi sono accorta che sono comparse sul cuoio capelluto e sul dorso delle vescicole con alone rosso che la bimba tenta di grattarsi, non sono molte, una decina in tutto, ma alcune superano il mezzo centimetro di dimensioni.

È meglio consultare la guardia pediatrica o posso aspettare domani e farla vedere dal pediatra?

Grazie per la sua cortesia e disponibilità

Daniela

 


Puoi tranquillamente aspettare domani: l’unica malattia infettiva ipotizzabile sarebbe la varicella che, una volta iniziata e non più in fase di incubazione, non trarrebbe un grosso giovamento dalle terapie antivirali.

Se, però, la bimba soffrisse di una patologia compromettente il sistema immunitario o in famiglia vi fossero altri bambini suscettibili di essere contagiati dalla piccola (sempre, ovviamente, che si tratti di varicella), o adulti che non l’hanno mai avuta nemmeno da piccoli, l’immediatezza della diagnosi sarebbe opportuna e portare anche oggi la bimba in un pronto soccorso qualsiasi tanto per avere la conferma diagnostica sarebbe opportuno.

In questi casi, infatti, la terapia con farmaci antivirali sarebbe da consigliare al più presto ai fratelli e ai famigliari ancora non ammalati perché la malattia che si contrae in seguito a contagio da parte di un soggetto convivente può essere più grave di quella che si contrae in seguito ad un contatto solo occasionale oppure da un compagno di scuola che si frequenta soltanto poche ore al giorno.

Quello che non devi assolutamente fare per nessun motivo in questo periodo è somministrare aspirina alla piccola, che potrebbe essere responsabile della famosa e grave sindrome di Reye che si può avere, appunto, dopo somministrazione di aspirina a un soggetto affetto da particolari infezioni virali come la varicella, ma anche l’influenza e altre.

Se, invece, nel giro di queste ultimissime ore, l’eruzione tendesse a intensificarsi in modo notevole con ricomparsa della febbre e peggioramento delle condizioni generali, meglio saperlo subito se si tratta effettivamente di varicella, com’è altamente probabile, perché la bimba potrebbe comunque iniziare una terapia antivirale che, anche se tardiva, un minimo contenimento della sintomatologia lo potrebbe dare.

Io non pratico la medicina omeopatica, però ho visto più di un caso di varicella con estensione molto contenuta dell’eruzione e con evidente riduzione della sintomatologia iniziale dopo pochissimi giorni dall’inizio della terapia omeopatica specifica (non tutti i bambini con la stessa varicella si giovano degli stessi rimedi omeopatici perché la terapia specifica, contrariamente a quanto avviene nella nostra medicina allopatica, dipende dalla costituzione di ogni singolo bambino e non dal tipo di malattia).

Un caro saluto,

Daniela

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