Vaccino antinfluenzale: si o no?


Gent.le dott.ssa,

come ogni anno di questi periodi si ricomincia a parlare di vaccino.
Il mio bambino di quasi 8 anni, nonostante sia uno di quei bambini che appena c’è qualcosa nell’aria la prende subito, non l’ho mai voluto vaccinare per l’influenza e anche la pediatra non ha mai insistito.
La scorsa settimana l’ho portato a fare un controllo per l’idoneità allo sport e mi ha detto subito che quest’anno vorrebbe che il bambino si vaccinasse. Ha motivato questa decisione dicendomi che è un soggetto allergico (abbiamo fatto i prick test ed è risultato allergico alle graminacee, olivo, cipresso, parietaria e un po’ anche alle muffe) e più che altro perché da gennaio ad agosto ha preso 3 volte la bronchite con fischio (asmatica?); gli parte con un semplice raffreddore e poi va a finire in bronchite.
Dall’ultima volta ci ha prescritto degli "spray" che sostituiscono il classico aereosol Broncovales e Flixotide.

Ci tengo a precisare comunque che non ha mai avuto crisi di asma o difficoltà a respirare né durante la fase acuta di tosse ma neanche dopo uno sforzo fisico (pratica il calcio), anzi èsempre l’ultimo ad arrendersi e non va mai in affanno.
A dicembre poi farà anche il vaccino per le allergie.
Volevo quindi avere un suo parere se effettivamente ci sono le indicazioni per la vaccinazione antinfluenzale.

Grazie in anticipo.

Di questo annoso problema si è parlato e riparlato infinite volte un po’ dappertutto e le conclusioni non sono ancora univoche. Il vaccino antinfluenzale di quest’anno, comunque, comprende anche il virus dell’influenza A, la pandemica, che non è ancora scomparso e di cui, come virus "nuovo", non si conosce ancora l’evoluzione né la sua tendenza a mutare in senso più aggressivo di quanto osservato finora. Di lui si sa solamente che può manifestarsi in forma relativamente più aggressiva e dare luogo a complicazioni broncopolmonari con maggiore facilità nei bambini e soprattutto nei soggetti affetti da asma o altre patologie polmonari croniche anche in una fascia di età non considerata particolarmente a rischio nel caso di influenza stagionale, cioè anche in bambini che hanno superato i sei anni. La tendenza generale è comunque quella di vaccinare il maggior numero possibile di soggetti dando la preferenza a bambini e anziani e a soggetti affetti da patologie croniche ma consigliando il vaccino anche a tutti gli altri e questo sia che si parli di influenza stagionale che di pandemica. Il tuo bambino dovrebbe essere considerato a rischio limitato in quanto, in realtà, da come mi dici, non ha mai avuto crisi asmatiche vere e proprie ma solo bronchiti asmatiformi. Però tale distinzione, in pratica, risulta piuttosto aleatoria e io tendo a pensarla come la tua pediatra, cioè continuo a consigliare la vaccinazione antinfluenzale ai bambini così come tutte le altre vaccinazioni e questo nonostante le critiche rivolte nei mesi precedenti alle eccessive campagne allarmistiche sostenute da medici e non solo da loro in occasione della recente pandemia rivelatasi poi molto meno aggressiva del previsto.

In realtà, manovre speculative volte a far fare enormi profitti alle case farmaceutiche produttrici sia del vaccino che degli antivirali ci sono state di sicuro e sono state vergognose, ma questa considerazione adombra e inficia solo in parte l’opportunità di vaccinare comunque la popolazione, a partire, naturalmente, dai soggetti a maggior rischio di complicazioni.

Il tuo bimbo, a mio avviso, è sulla buona strada per essere considerato un soggetto a rischio nonostante l’età non più prescolare e l’assenza di vere e proprie crisi asmatiche pregresse. Non essendo mai stato vaccinato in precedenza contro l’influenza, le dosi per lui saranno due a distanza di un mese l’una dall’altra.

Un caro saluto, Daniela

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