Vaccinazioni separate


 

Salve,

le scrivo perché ho letto sul sito che lei di solito consiglia le vaccinazioni separate. Premetto che io ho 3 figli il primo di 5 anni iper vaccinato, il secondo di 2 ha fatto tutte le vaccinazioni tranne l’MPR e la terza di 3 mesi dovrebbe aver già fatto la prima dose di esavalente.

Dico dovrebbe perché mi è venuto il panico da effetti collaterali e ho spostato la data della prima vaccinazione a quando avrà più di sei mesi, tutta questa preoccupazione è nata a seguito di una mia richiesta di poter separare le vaccinazioni che si è rivelata impossibile (o quasi).

Ora parlando con l’ASL siamo arrivati al compromesso di fare la pentavalente (senza epatite b) in primavera, ma a me piacerebbe separarle ulteriormente e non trovo nessun medico moderato su questo argomento, c’è chi dice di farle tutte e subito e chi dice di non farle per niente. Potrebbe darmi la sua opinione e dirmi qual’è il calendario vaccinale che ritiene più opportuno? (So che è una valutazione da fare caso per caso ma la mia bimba per ora è in buona salute e non presenta particolari patologie)

Grazie

Se la tua bimba gode di buona salute non vi è nessun motivo per temere così tanto le vaccinazioni e temerle quando vengono praticate tutte assieme. Le attuali vaccinazioni, salvo morbillo parotite rosolia varicella e rotavirus, più altre vaccinazioni che non vengono praticate a chi vive in Italia, sono preparate solo con antigeni, virali o batterici che siano, cioè con semplici frazioni di questi microrganismi, assolutamente non in grado di provocare, nemmeno in forma attenuata, la malattia contro la quale stimolano la produzione di anticorpi.

Le reazioni anafilattiche gravi sono prima di tutto rarissime e solo nei soggetti fortemente predisposti, poi, di solito, dovute ad allergia agli eccipienti e agli adiuvanti più che al vaccino vero e proprio. Quante più vaccinazioni separate farai tanto più adiuvanti e conservanti inietterai alla bimba – sostanze che, tra l’altro, in questi ultimi anni sono state molto studiate, in buona parte eliminate o sostituite con altre a minor rischio di provocare reazioni avverse – Quindi, se è vero che praticare le vaccinazioni separatamente permette di capire, in caso di un problema qualsiasi verificantesi in concomitanza di una vaccinazione, quale sia stata responsabile dell’ipotetica reazione, è anche vero che nei vaccini polivalenti vi è lo stesso adiuvante e conservante per tutti i vaccini in esso contenuti e quindi da questo punto di vista è come fare un solo vaccino, mentre praticando le vaccinazioni separatamente, ad ogni vaccino nuovo la bimba riceverebbe una nuova dose di eccipienti, conservanti e così via e per di più dovrebbe sopportare un numero di iniezioni poco rispettoso del suo diritto a provare meno dolore possibile.

Il discorso o la propensione alla separazione delle vaccinazioni, pur essendo, quindi, teoricamente razionale e prudente, perde di consistenza con l’entrata in commercio di vaccinazioni sempre più studiate e sperimentate e a ridottissima possibilità di provocare effetti collaterali preoccupanti e soprattutto anche con l’aumento considerevole del numero di vaccinazioni previste per i bambini rispetto a un tempo.

Il mio consiglio è, quindi, quello di vaccinare la bimba al più presto senza timore seguendo il calendario vaccinale tradizionale proposto da ogni ASL e, al limite, come ti è stato consigliato anche dal tuo pediatra, di separare l’antiepatite B praticando la pentavalente, perché, a meno che in famiglia non vi siano soggetti con epatite B in fase attiva, questa malattia molto difficilmente potrà essere contratta prima dell’età adolescenziale o adulta visto che i bambini piccoli seguono, di solito, uno stile di vita protetto e regolato.

Volendo puoi anche separare morbillo parotite e rosolia dalla varicella, ma non farei ulteriori moltiplicazioni di vaccinazioni. Ugualmente vaccinerei al più presto l’altro figlio contro morbillo parotite e rosolia.

La mia tendenza a preferire le vaccinazioni praticate separatamente deriva, oltre che da un ragionamento che ha una sua logica, prevalentemente dalla mia età: quando ero giovane medico, infatti, le vaccinazioni non erano come quelle attuali, i rischi di effetti collaterali erano maggiori (vedi antipolio di un tempo, antipertosse di un tempo, antimorbillo nelle sue prime versioni), intendendo per "un tempo", non l’altro ieri, ma una ventina di anni fa. Ora la qualità dei vaccini è decisamente un’altra cosa e bisogna prenderne atto. Ugualmente la messa in commercio di un vaccino è preceduta da anni di studi e controlli molto rigorosi pertanto la qualità degli attuali vaccini non è paragonabile se non lontanamente a quella dei vaccini di anni fa.

È bene prenderne atto e adeguare di conseguenza i propri ragionamenti nonostante non si basassero su ipotesi sbagliate: diciamo semplicemente che hanno ormai fatto il loro tempo.

Un caro saluto, Daniela

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