Vaccinazione antinfluenzale a 6 anni?

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Buongiorno,

sono la mamma di Chiara, una bimba di quasi 6 anni.

Volevo un consiglio su come difendere la piccola da questa brutta influenza che arriverà tra qualche mese.

Chiara ha fatto solo una volta il vaccino all’età di un anno (vivamente consigliato dalla pediatra in quanto frequentava il nido ed era sempre ammalata).

Come da programma abbiamo fatto il primo dosaggio (aveva 10 mesi, il richiamo era ad 1 anno) ma invece della solita febbricola nelle 48 ore dopo la vaccinazione ha avuto febbre elevata (quasi 40) e per questo non ha eseguito il richiamo, dicendomi che probabilmente era intollerante al vaccino stesso.

Fortunatamente non ha mai preso influenze fino all’anno scorso quando è stata davvero male.

Volevo chiedere se c’è qualcosa di alternativo al vaccino per poterla proteggere o comunque affievolire gli effetti del virus.

Grazie mille


La vaccinazione antinfluenzale, se, da una parte, è sempre più caldamente raccomandata, soprattutto in bambini e anziani, perché si sa che i bambini sono i primi ad ammalarsi quando inizia l’epidemia e, di conseguenza, i primi a diffonderla al resto della popolazione, adulti compresi e gli anziani sono ad alto rischio di complicazioni polmonari, dall’altra, almeno con gli attuali vaccini preparati utilizzando i virus dell’anno precedente, spesso non completamente uguali, geneticamente, ai virus dell’anno in corso (i virus subiscono modificazioni genetiche durante i loro innumerevoli passaggi da uomo a uomo da un anno all’altro), non promettono di essere efficaci al 100% e, anche dopo la vaccinazione, magari in forma attenuata, l’influenza si può tranquillamente contrarre.

La tua bimba, poi, è già grandicella e non più nella fascia di età a massimo rischio che è quella del primo anno di vita, intendendo per massimo rischio, non il massimo rischio di ammalarsi di influenza, ma il massimo rischio di avere delle complicazioni broncopolmonari in seguito all’influenza.

Poi, mi dici che l’anno scorso l’ha avuta e per questo motivo è altamente probabile che abbia ancora una buona dose di anticorpi efficienti, cioè formatisi dopo la malattia vera e non in seguito alla vaccinazione: non saranno anticorpi strettamente specifici per l’influenza che si prevede quest’anno, ma saranno pur sempre anticorpi idonei a proteggerla almeno parzialmente: in ogni caso, anche gli anticorpi che formerebbe in seguito alla vaccinazione sarebbero specifici per l’influenza dell’anno precedente, visto che il vaccino si prepara, appunto, con i virus dell’anno precedente.

Per di più, mi dici che in seguito a una precedente vaccinazione ha avuto una importante reazione febbrile. Tutto ciò mi porterebbe a non consigliarti di vaccinare la piccola, almeno per quest’anno.

Come prevenzione esiste un corretto apporto di vitamine, soprattutto C ma anche A e le altre che, in quanto antiossidanti, proteggono le membrane cellulari dai danni provocati da insulti esterni, da infiammazioni e infezioni.

Le vitamine assunte con gli alimenti che le contengono sono meglio assimilate e biologicamente più attive rispetto alle vitamine comprese nei farmaci ed integratori, quindi, frutta e verdura di stagione, agrumi, cavoli, broccoli e via discorrendo, oltre al pesce, uova fresche e carne come fonte di proteine molto biodisponibili che sono importanti, oltre che per la crescita, per fornire un adeguato supporto al sistema immunitario in quanto gli anticorpi sono delle sostanze proteiche e servono quindi proteine per formare anticorpi.

Poi ci sono gli accorgimenti di natura igienica, come non sostare in ambienti chiusi, affollati e dove si fuma, naturalmente per quanto possibile, visto che la scuola è un ambiente chiuso e affollato, ma almeno che nessuno fumi in famiglia, lavarsi le mani molto spesso (i mass media insistono molto su questo accorgimento in questi giorni), quantomeno quando si torna a casa da scuola, quando ci si mette a tavola, quando si hanno contatti con altri bambini, quando ci si è appena soffiato il naso, ecc.

Molti sforzi devono essere fatti anche per bilanciare le lunghe ore trascorse al chiuso con periodi di vita all’aria aperta e pulita, possibilmente fuori città.

Bisogna insegnare alla bimba a soffiarsi bene il naso quando sente un po’ di muco, con fazzolettini a perdere, a fare, magari, qualche breve gargarismo con un colluttorio diluito dopo essere stata in un ambiente affollato a rischio di trasmettere virus che, nelle prime ore dal loro ingresso nel cavo orale o nelle prime vie respiratorie, prima di iniziare a moltiplicarsi, si annidano nel faringe e nelle tonsille ed è quindi molto probabile che se il contatto con un colluttorio ad azione disinfettante li sorprende appena annidati, esso sia in grado di contrastarne la moltiplicazione.

Vi sono poi i rimedi omeopatici tipo Oscillococcinum, ma io non pratico l’omeopatia e non posso esserti utile in questo campo.

Con ciò non intendo dire che non sono favorevole alla vaccinazione antinfluenzale nei bambini, tutt’altro, però penso che nel tuo caso, quest’anno almeno, non sia così strettamente indispensabile. Siamo in attesa di nuovi, più moderni vaccini preparati con virus isolati sei mesi prima dell’epidemia che ci si aspetta e non un anno prima: questo li porterebbe ad essere geneticamente ancora più simili ai virus che verranno e più efficaci dal punto di vista immunologico.

Nel frattempo possiamo dare la giusta fiducia ai vaccini che abbiamo e entrare nell’ordine di idee di vaccinare obbligatoriamente tutti i bambini a rischio e tutti gli adulti che sono a contatto con i bambini o con i malati, tutti i bambini molto piccoli, tutti gli anziani sopra i 65 anni e tutti i bambini o adulti di qualsiasi fascia di età che non hanno contratto l’influenza nei due o tre anni precedenti e che si suppone, quindi, che non abbiano più anticorpi contro di essa.

La durata dell’immunità procurata dal vaccino è di 9-12 mesi, quella procurata dalla malattia, maggiore, anche superiore a uno o due anni: tutto dipende dalle modificazioni genetiche subite dai virus da un anno all’altro.

Altra categoria di persone da vaccinare obbligatoriamente sono tutti i soggetti che per lavoro o per hobby vivono a contatto con animali, specialmente volatili, perché l’influenza aviaria, pur molto monitorata e sotto controllo, è sempre un temibile pericolo non sopito, anche se il vero pericolo che tutti gli scienziati si aspettano è la pandemia influenzale, per la quale si sta lavorando alacremente per trovare rimedi e vaccini, ma non si è ancora a un punto soddisfacente dal punto di vista della prevenzione.

Un caro saluto,

Daniela

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