Uso di adrenalina in caso di laringospasmo 1


Mio figlio la settimana scorsa si è ammalato di laringite poi a seguito controllo di sabato dovevo diminuire gli areosol fino all’ultimo fatto lunedì. Spalle e torace tutto ok. Insomma guarito anche se la tosse pur diminuita tantissimo a volte la faceva e quando la emetteva era davvero forte e violenta (capitava a seguito sforzo accaldamento).

Ieri mattina ho sentito il pdf che mi ha detto di rifare l’areosol però solamente 2 volte al giorno con adrenalina e 12 gocce di clenil (mio figlio ha 5 anni).
Contattato l’otorinolaringoiatra non c’era fino al giorno 13.01.2010 quindi ci siamo rivolti al pronto soccorso dove è stato visitato da un otorino pediatra. Ovviamente la tosse durante tutta la giornata era diminuita la faceva veramente raramente potevamo a quel punto anche non andarci a visita però per scrupolo ci siamo andati ieri sera.
Dopo aver controllato il nasino con quella specie di imbuto piccolo e le orecchie ha diagnosticato (una visita di 15 secondi):
RINOADENOIDITE CATARRALE CON OTITE CATARRALE ACUTA E TIMPANO CHIUSO.
Mio figlio durante la notte non ha più tossito e solo stamattina due o tre colpettini di tosse ma non forte; inoltre non ha dolore né alla gola né all’orecchio, non ha raffreddore.
Cura:
ZYZAL GOCCE 10 gg mattino e sera per 3 mesi
FLUIFORT SCIROPPO 5 ml ogni 8 ore per 15 gg al mese per 3 mesi,
aerosol con forcella nasale con MISOLID bambini + FLUIMUCIL senza fisiologica per 3 volte al giorno per 15 gg al di x 3 mesi,
BIOMUMIL bustine 1 al mattino x 8 giorni al mese x 3 mesi.

Quando gli ho detto che il bambino aveva una laringite lui mi ha detto che il pdf si era sbagliato e quando gli ho detto la terapia che gli avevo fatto mi ha detto che l’adrenalina ed il clenil sono medicinali che fanno male, il primo provoca arresto cardiaco ed il secondo causa danni celebrali invece le medicine che mi ha prescritto lui vanno bene; ha detto che lui ha studiato al nord e non al sud come il mio pdf e l’otorino dove io porto normalmente mio figlio (che mi ha sempre confermato la cura del pdf).

Si immagini io come sono uscita da quel pronto soccorso. Ho pianto tutto il tempo non per quello che aveva mio figlio ma per quello che sarebbe potuto capitargli a causa delle medicine che gli avevo somministrato (che tra l’altro uso da 3 anni per mio figlio 1 volta l’anno perché in marzo è capitato per gli ultimi 3 anni che si ammalasse di laringite).
Non sapendo cosa fare e a chi credere ho pensato e ripensato tutta la notte…avrei deciso infatti ho preso appuntamento dal nostro pediatra per questa sera e dall’otorino per il prossimo 13 Marzo ed ho sospeso tutte le medicine; gli ho fatto ieri sera e stamattina 1 aerosol con 12 gocce di clenil e 3 ml di fisiologica. L’adrenalina non voglio mai più usarla a prescindere da chi abbia ragione adesso ho troppa paura…ci sarà un farmaco in alternativa.
Lei cosa ne pensa di tutto ciò?
Mi aiuti la prego.

Com’è possibile diagnosticare tutto ciò in 15 secondi… e parlare così male di colleghi… farmi spaventare così!
Saluti Angela
P.S.
Tra l’altro mi ha detto di tenere chiuso in casa il bambino per 3 mesi senza contatti con nessuno.

Se le cose sono andate veramente così come me le hai raccontate, io credo che del periodo di clausura in casa non abbia propriamente bisogno il tuo bimbo ma…qualcun altro! In caso di attacco acuto di laringospasmo, la terapia con adrenalina per aereosol è molto indicata, però solo per la prima fase, quella più acuta, durante la quale la situazione può precipitare velocemente e la laringe chiudersi in modo da dare difficoltà respiratoria importante. Il farmaco è più veloce nella sua azione del cortisone e si dimostra veramente utile. Poi, superata la fase acuta, il cortisone, sia per aereosol che, volendo, per bocca, essendo un potente antinfiammatorio, è opportuno e sicuramente più indicato dell’adrenalina che serve solo come pronto intervento. Per via sottocutanea, come sono abituati a somministrarla i medici che vedono i bambini in pronto socorso in condizioni gravi, non può essere somministrata che da un medico esperto perché, appunto, non priva di effetti collaterali potenzialmente pericolosi, ma ben dosata per aereosol, essendo il bambino già grandino, anche a domicilio la mamma può somministrarla, soprattutto se è già abituata ad utilizzare il farmaco e se non sbaglia dosaggio.

Xyzal è un farmaco antiallergico, il nisolid è un cortisonico e il fluimucil, si sa, è un mucolitico. L’otorino del pronto soccorso non ha visto il bambino in fase acuta, quindi non ha potuto valutare il laringospasmo. Quello che ha visto visitando il bimbo, pur velocemente, è il solito stato infiammatorio delle mucose del naso più otite catarrale, nulla di strano, quindi è plausibile che il bimbo abbia avuto tutto ciò ed è facilissimo visitare un bambino dal punto di vista otorinolaringoiatrico in pochi minuti. A mio parere, quindi, possono avere avuto ragione entrambi i medici, sia del sud che del nord – ultimamente la diatriba tra nord è sud si sta pericolosamente acuendo e i medici del sud ne sono vittime, a mio avviso, fin troppo pazienti – .

Cattivi medici si trovano indifferentemente al sud come al nord e belle menti illuminate sono, grazie al cielo, sparse un po’ dovunque nel nostro paese. Non è la latitudine geografica che fa la differenza, ma l’intelligenza e il buon senso del singolo, la sua maturità intellettuale, il suo equilibrio, il suo buon senso, la sua esperienza professionale, la sua lucidità mentale, la sua umanità e la sua umiltà. L’obiettività clinica di un bambino cambia di giorno in giorno e quello che un medico può vedere all’inizio di una malattia può essere completamente diverso da quanto può evidenziarsi dopo alcuni giorni, pertanto i pareri e le terapie prescritte possono tranquillamente divergere senza per forza confliggere tra loro e quando un medico visita dopo alcuni giorni un bambino già in cura da un altro medico ha legittimamente il diritto di modificare la terapia se lo ritiene necessario, ma supportando la sua decisione con una corretta informazione al genitore che accompagna il bambino e, possibilmente, o con una telefonata rispettosa al collega che l’ha preceduto o, se non ha modo o tempo per la telefonata, con due righe sintetiche scritte su un suo ricettartio intestato a spiegazione del motivo del cambio di terapia. Punto. E questo, sia che il collega sia del nord, del centro, del sud o dell’emisfero australe o boreale, ma solo per rispetto nei confronti del bambino, del collega e del genitore. A questo punto tutto è possibile e le divergenze di opinione diventano salutari occasioni di riflessione.

Quando questo non avviene, si rischia di allarmare e destabilizzare il genitore, di ledere la dignità del collega che segue regolarmente il bambino e la fiducia che il genitore riponeva in lui, spesso più che giustificatamente. Io, senza conoscere il bambino, non ho possibilità di formulare un giudizio sulle varie terapie prescritte, ma posso solo dirti che nessuna è priva di fondamento o di senso logico e tutti i farmaci che mi hai elencato possono essere utilizzati per le varie patologie che sono state attribuite al tuo bimbo: l’importante è che la diagnosi sia stata sempre giusta. Quindi non temere in assoluto l’adrenalina per aereosol: quando ci vuole è un toccasana ma, ovviamente, essendo un farmaco impegnativo, non va usata con leggerezza. Tutto qui.

Un caro saluto, Daniela

 

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