Una corretta gestione della dermatite atopica


Gentile Dottoressa,
sono mamma di un bimbo di 5 mesi, che dai 2 mesi ha presentato del rossore e secchezza sopratutto sul viso ma anche nel corpo, dietro le ginocchia, nei gomiti, nei polsi e nelle pieghe del collo.
Mi è stata consigliata la crema A DERMA Exomega, con la quale ci sono stati miglioramenti. La notte spesso si sveglia strofinandosi il viso probabilmente per il prurito, devo continuamente tenergli morbida la pelle. Vorrei sapere se questo tipo di problema si risolverà con i mesi, magari terminando l’allattamento materno, forse è anche questa la causa?
Oppure è allergia a certi alimenti, visto che si alterna, non è sempre presente nella stessa maniera, anzi dei giorni scompare.
Grazie mille per l’attenzione riservata.
Cordiali Saluti
Katia

La dermatite atopica è una malattia infiammatoria della pelle caratterizzata da una sua particolare secchezza e da forte prurito.
Non è propriamente una allergia, dipende essenzialmente da due fattori: predisposizione genetica e presenza nell’ambiente di fattori scatenanti come polvere, pollini, alimenti particolari, tipi di tessuto che vengono a contatto con la pelle, sbalzi di temperatura, alcuni detergenti, nonché, nei soggetti più grandi però, traumi sia fisici che psichici. 
Nel bambino che presenta manifestazioni atopiche, la cute presenta delle alterazioni dei lipidi in essa contenuti e per tale motivo non riesce più a svolgere la sua azione protettiva.
Succedono allora due cose: la pelle diventa particolarmente secca e anelastica e tende a desquamarsi e, non essendo più una barriera efficace nei confronti di tante sostanze presenti nell’ambiente esterno, queste tendono a penetrare attraverso le microlesioni cutanee contribuendo a mantenere e ad alimentare l’infiammazione da una parte e dall’altra, una volta penetrate nell’organismo, diventano allergizzanti perché contro di esse l’organismo produce anticorpi e si sensibilizza.
Una corretta gestione dell’atopia passa pertanto, prima di tutto attraverso una corretta gestione della detersione e dell’igiene della cute finalizzata a 1) idratare e lenire quanto più possibile le zone di cute particolarmente infiammate e secche in modo che la pelle sia sempre idratata, morbida ed elastica; 2) mantenere una igiene accuratissima per evitare che sulle zone di cute infiammata e arrossata si moltiplichino batteri e penetrino negli strati sottostanti a causa delle scarse difese cutanee provocando fastidiose infezioni e circoli viziosi (soprattutto responsabili sono gli stafilococchi, particolarmente presenti e aggressivi sulla cute degli atopici).
Quando il bambino sarà più grande (dopo i due anni), qualora le manifestazioni cutanee non si fossero ridotte (con il tempo l’atopia tende a regredire anche se resta spesso una certa ruvidezza della cute in generale) e fossero per di più comparsi sintomi di allergia ad alcuni alimenti con recrudescenza della dermatite in concomitanza dell’assunzione di certi cibi, si possono effettuare le prove allergologiche (prick test, patch test ecc.).
Però bisogna ricordare che non esiste una stretta correlazione con una positività dei test allergologici e recrudescenza della patologia cutanea.
Prima del periodo idoneo per le prove allergiche, se si rende necessario tentare la sospensione di qualche alimento incriminato, basta cominciare con la dieta da eliminazione (nel tuo caso praticata dalla mamma) e valutare se dopo una settimana dalla sospensione di un certo alimento la dermatite migliora in modo netto. Ma questo non sempre succede e personalmente non consiglio mai di prestare una esagerata attenzione agli alimenti e di incriminarli troppo. L’andamento della malattia è cronico e tipicamente altalenante con periodi di remissione spontanea e periodi di riacutizzazione. La cura di base è l’applicazione di emollienti sulla cute e la cura particolare nella detersione della cute facendo attenzione ad usare sempre prodotti specifici, possibilmente consigliati da un dermatologo e applicando unguenti in caso di dermatite particolarmente secca e creme o emulsioni nei casi di dermatite con particolare componente infiammatoria. Nelle fasi acute si possono applicare creme a base di cortisone che andranno poi ridotte gradatamente per evitare l’effetto rebound e la ripresa della dermatite alla sospensione del cortisone e, dopo il secondo anno di vita, molto efficaci si stanno dimostrando le creme a base di tacrolimus e pimecrolimus.
L’atopia tende a regredire nelle sue manifestazioni cutanee più acute con il passare degli anni, ma nello stesso soggetto, compiuto il terzo anno di vita, la problematica cutanea si può, a volte, trasformare in problematica respiratoria con la comparsa di sintomi di tipo asmatico o con iperreattività respiratoria.
L’allattamento al seno è consigliato ad oltranza anche se alcuni dicono che attraverso il latte vengono comunque trasmessi molti allergeni che possono sensibilizzare il bambino a volte in modo maggiore rispetto ad una dieta appropriata priva di alimenti particolarmente allergizzanti. Ma l’alimentazione, lo ripeterò sempre, non è il problema più importante nel bambino atopico e gli alti e bassi della malattia, con le sue remissioni e le sue recrudescenze spontanee sono tipici dell’atopia e non in relazione con gli alimenti assunti, o almeno non solo.
Un caro saluto,
Daniela

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