Tre domande (Nopron-rigurgiti-poppate notturne)


Cara dottoressa,
le ho scritto qualche tempo fa per l’insonnia/continui risvegli di Luca (che ora ha otto mesi), insonnia che perdura, salvo piccoli, impercettibili miglioramenti che non oso pensare come tali essendo sporadici e casuali, mi pare). Sono consapevole che fare tre domande "secche" (aspettando altrettante risposte) non è molto in sintonia con il suo (bellissimo) approccio ai problemi (approccio complesso e articolato) ma tento comunque. Qualche consiglio sarà comunque utilissimo.

1. Cosa pensa del Nopron (lo sto tenendo come ultima spiaggia ma il mio crollo psico-fisico è vicino). Meglio: ha effetti collaterali importanti oltre a quelli descritti nelle avvertenze? Dà assuefazione? È giusta la dose in ml pari ad 1/3 del peso del bambino? Nel caso lo somministrassi posso danneggiare in qualche modo il piccolo?

2. Luca ha frequenti rigurgiti dopo i pasti (sia latte, sia yogurt, sia pappa, tutto). Li aveva prima e continua ad averli anche dopo lo svezzamento. Non si lamenta e pare quasi non notare la cosa. Come le scrissi ha sofferto in termini di dolore per reflusso e coliche fino al sesto mese. Ora direi che non abbia dolore. Il pianto prima frequentissimo è ormai minimo (piange per stanchezza, sonno, noia, rabbia ma non per dolore). Devo preoccuparmene o è normale?

3. Come posso, praticamente, ridurre/eliminare le poppate (latte artificiale) notturne? Attualmente mangia circa 2/3 ore dopo la pappa serale e poi di nuovo dopo altre 3 ore circa (raramente 4) e quindi dopo altre 3 ore (consideriamola prima colazione che può andare!). A queste scadenze, tassativamente, Luca inizia, se dorme, ad alzare le gambe e sbatterle sul letto fino a che non si sveglia in lacrime. Se invece gli do il biberon lo prende con gli occhi chiusi e continua a dormire (il più delle volte). Aggiungo che oltre a questi pasti beve acqua e camomilla molte volte nel corso della notte. Ogni tentativo di prolungare i tempi tra i pasti notturni finisce in "tragedia": pianto disperato o assunzione forsennata di camomilla con conseguente risveglio definitivo e pianto che cessa solo quando arriva il biberon di latte. Di giorno in genere si nutre regolarmente (colazione, 2 pasti, merenda), salvo giornate (capitano circa ogni 8-10 giorni) in cui rifiuta ogni cibo e prende solo 1 o due biberon di latte, per poi riprendere nei giorni successivi a nutrirsi regolarmente (ma cosa fa: una dieta disintossicante?)

Ho abusato della sua pazienza, lo so e me ne scuso.
Roberta

Cara Roberta, innanzitutto mi dispiace risponderti con ritardo ma sono stata all’estero per un po’ e leggo la posta solo ora.
Sarò secca come desideri tu, visto che sei, come si dice, alla frutta e sull’orlo di un esaurimento da mancanza di sonno. Sul Nopron ho già risposto mesi fa, mi pare. Dallo con tranquillità e senza sensi di colpa: favorisce l’addormentamento ma soprattutto, quando funziona, riduce il numero di risvegli notturni. Non so Luca quanto pesa e quanti anni ha, comunque puoi seguire le istruzioni del foglietto illustrativo. La dose media è di 1mg/kg cioè 10 kg 10 mg. Attenzione però, i mg non corrispondono ai ml, cioè 1 ml di sciroppo di Nopron corrisponde a 3 mg di farmaco. Devi quindi dare 1 ml ogni 3 kg di peso, cioè per 10 kg 3 ml e un pochino, per 12 kg 4 ml di sciroppo e così via. Ma la prima volta danne solo metà dose per verificare eventuali allergie. E se mezza dose dovesse funzionare comunque, non aumentare più di tanto nonostante le istruzioni. Se dopo due mezze dosi il bambino non ha manifestato allergie di sorta (di solito dermatiti) e il farmaco non ha funzionato, passa alla dose intera data mezz’ora prima dell’ora di dormire. Se il farmaco funziona continua per un mese o anche un po di più. Poi puoi tentare di ridurre molto gradatamente riempiendo sempre dei soliti ml il misurino ma con meno farmaco e un goccio di acqua al posto di quello che manca. Se ricominciano i risvegli frequenti riprendi pure la dose piena. Non ti aspettare la soluzione definitiva ma solo il dimezzamento del numero di risvegli. Se si dovesse svegliare assonnato e non del solito umore puoi darlo un po prima la sera in modo che la mattina sia già smaltito oppure ridurre un po il dosaggio. Ti accorgerai tu stessa che il farmaco non da assuefazione e che, qualora funzionasse, non avrai bisogno di aumentare il dosaggio anche dopo mesi di somministrazione. Può però non fare effetto sin dalla prima volta, quindi aspetta alcuni giorni prima di trarre conclusioni e pensare che non funzioni. Però, a volte, raramente, non funziona. In tal caso, dopo una o due settimane, non vale la pena continuare. A questo punto ti consiglio un controllo da un neurologo pediatra in un buon centro di neuropsichiatria infantile (non ti lasciare influenzare dal nome, lì può essere approfondita la ricerca della causa dell’insonnia del bimbo, supponendo che una valutazione su eventuali intolleranze alimentari sia già stata fatta). Se il bambino riuscirà a dormire meglio e a svegliarsi solo una o due volte per notte, automaticamente il problema dell’insistente richiesta di latte sarà risolto: lo chiederà – se lo chiederà ancora – solo una o due volte per notte e forse riuscirà ad accontentarsi anche solo di acqua o camomilla. Ma questo si vedrà in seguito. Fammi sapere, se credi. Un caro saluto, Daniela

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