Tosse notturna persistente seguita da vomito

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Gentile dottoressa,

La disturbo di nuovo per la tosse di mio figlio di tre anni. Il bimbo presenta frequenti attacchi di tosse notturna; da agosto dell’anno scorso senza interruzioni fino a novembre, quando, di fronte al pediatra di famiglia che insisteva a presumere semplicemente frequenti tracheiti con conseguente terapia con corticosteroidi (tra l’altro di nessun effetto), l’abbiamo portato da una pediatra a pagamento, la quale ha diagnosticato una infezione da Mycoplasma, curata con antibiotico e che sembrava aver risolto il problema.

Per un mese finalmente il bimbo ha dormito tranquillamente; presentava solo qualche piccolo accesso di tosse dopo una corsa… Poi la tosse è ricominciata a dicembre, prima con raffreddore, poi con la sindrome influenzale; e tuttora continua.

Adesso tossisce molto spesso di tosse secca durante la notte e anche di giorno; specie quando dorme e quando corre, arriva subito l’attacco. A volte arriva a vomitare a conclusione dell’accesso, ma non presenta difficoltà respiratorie accentuate (tipo le labbra blu), diventa solo rosso in faccia per lo sforzo.

Non pare avere fischi o altro che possano far pensare ad attacchi d’asma, e ogni volta che lo facciamo visitare invariabilmente bronchi e polmoni sono liberi, a volte c’è solo la gola arrossata. A volte gli facciamo aerosol con Fluibron, ma l’unico medicinale che a volte sembra farlo migliorare è il Fluifort, non so per quale motivo…

Stranamente ho notato che la notte gli attacchi sembrano concentrarsi ad un orario preciso (tra le 2 e le 3); molto spesso se si alza a sedere sul letto, oppure se lo prendo in braccio e lo tengo 5 minuti alzato, quando lo rimetto disteso gli attacchi sembrano placarsi, come se nel fatto di stare in posizione eretta ci fosse qualcosa che lo libera dal disturbo.

Le sto pensando tutte. Potrebbe essere reflusso? Oppure le tonsille o le adenoidi (in famiglia di mio marito è un problema che hanno in diversi)? Oppure una specie di sinusite? Oppure potrebbe essere necessario fare delle prove allergiche (ma penso che se fosse allergia la cura di antibiotici fatta a novembre non avrebbe dovuto fare nessun effetto).

Il bimbo è vivace, la crescita è sempre stata regolare e a 3 anni è 17 kg per 104 cm. Inspiegabilmente però sono già due anni che nel periodo febbraio-giugno cresce solo in altezza e non in peso, è come se d’improvviso perdesse l’appetito; per poi tornare a crescere regolarmente durante il resto dell’anno.

Il nostro pediatra continua a sottovalutare il disturbo come normale in un bimbo di quell’età (è il primo anno che frequenta l’asilo) ed io non so più come fare

Sia io, che sono al settimo mese di una nuova gravidanza, sia il bimbo, non ne possiamo più di passare notti in bianco e vorrei poter risolvere questo rebus. È solo una sensibilità particolare della trachea e quindi dobbiamo metterci l’animo in pace? Mi può dare un consiglio sulle indagini da fare?

Grazie molte, Novella

Sull’argomento tosse notturna, ho già avuto modo di rispondere due volte nello scorso mese di dicembre e anche a queste risposte ti rimando. Posso comunque dirti che in presenza di un bambino con tosse prevalentemente notturna il problema potrebbe essere inquadrato in almeno due modi: la prima ipotesi da prendere in considerazione è che il bambino soffra di asma notturno.

Alcuni casi di asma, infatti, non sono per forza accompagnati da un reperto auscultatorio toracico positivo, cioè dal riscontro di fischi o sibili espiratori tipici dell’asma, quindi, anche un bimbo con un torace definito "pulito" al momento della visita pediatrica può, durante il sonno, avere, come avviene fisiologicamente, un restringimento del calibro dei bronchi (in realtà, durante il sonno, la prevalenza del tono vagale produce un ipertono di tutta la muscolatura liscia delle vie respiratorie e non solo dei bronchi – vedi il laringospasmo dei bimbi che ne vanno soggetti e che si manifesta sempre nelle ore notturne-) e se in questi bronchi vi è una certa quantità di secrezioni, esse possono indurre tosse.

A favore dell’origine asmatica di questa tosse vi sarebbe quanto tu affermi della tosse del bimbo, che si manifesta anche dopo uno sforzo fisico oltre che di notte, durante il sonno. Qualora tra i familiari vi fossero dei soggetti che presentano o hanno presentato in passato alcuni sintomi attribuibili ad allergia, respiratoria o anche alimentare o cutanea, non importa, il sospetto di tosse asmatica sarebbe ancora più forte. In tal caso, la terapia sarebbe il cortisone per via inalatoria, sia per aerosol che, volendo, per spray con apparecchio distanziatore per un periodo piuttosto lungo sotto controllo allergologico e non sarebbe male sottoporre il bimbo alle prove allergiche.

La seconda ipotesi sarebbe la sindrome sino bronchiale, nella quale la tosse è provocata da una infiammazione cronica alle prime vie respiratorie, cioè alle vie respiratorie alte. In questo caso bisognerebbe studiare bene le adenoidi del piccolo tramite accurata visita otorinolaringoiatrica, rx adenoidi in varie proiezioni e anche rx seni paranasali per valutare o escludere una sinusite cronica e una rinite cronica.

In questo caso la terapia consisterebbe in farmaci antinfiammatori locali e, in caso di sinusite cronica, anche di antibiotici specifici.

Non è escluso, comunque, che le due ipotesi diagnostiche possano coesistere, così come è anche possibile che l’infezione da mycoplasma abbia lasciato una iper-reattività bronchiale che potrà prolungarsi anche per un po’ di tempo.

Il reflusso gastroesofageo può provocare tosse notturna e anche infiammazione cronica al faringe a causa dell’irritazione chimica provocata dalle piccole quantità di materiale gastrico acido "reflussate" in faringe durante la posizione sdraiata del soggetto, ma è difficile pensare al reflusso se il bimbo non ne ha mai sofferto nemmeno nei primi mesi dei vita.

Quindi, a mio parere, il bimbo dovrebbe essere valutato da un otorino e da un allergologo e, ne frattempo, indipendentemente dai pareri specialistici, bisognerebbe fare, per prudenza, anche una accurata bonifica dell’ambiente dove vive e dorme, cioè prevalentemente della sua cameretta che, specialmente di notte, non deve essere troppo riscaldata, sempre molto bene e spesso areata, priva di oggetti che attirano e accumulano polvere come peluches vari, tendaggi troppo ricchi, tappeti o moquette, materassi di lana o di crine, piumoni di piume d’oca o cuscini di lana e sempre ben pulita con sistemi "umidi" che non sollevino polvere.

Non bisognerebbe assolutamente fumare in casa e il contatto stretto con eventuali animali domestici dovrebbe essere limitato.

Un caro saluto, Daniela

Tosse notturna persistente seguita da vomito
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