Tonsillite virale o batterica?


Gentile dottoressa,

la mia bimba di 4 anni e 1/2 a volte si lamenta che le fa male la gola, dice sempre: mi fa male la tonsilla! In realtà, non sempre è tonsillite, o meglio, lei di conformazione (come me) ha le tonsille piuttosto gonfie sempre, poi quando prende freddo o si ammala, diventano rosse e più grosse.

Come capire se la tonsillite è di natura virale o batterica? L’anno scorso in due mesi ha preso tre volte l’antibiotico per streptococco positivo (dolore allle tonsille e febbre), poi ha fatto anche due volte la tonsillite dove il tampone era negativo quindi ha preso solo paracetamolo.

A questo punto mi chiedo se l’unico modo per definire virale o batterico sia il tampone e se val la pena comprarli (so che su internet c’è un sito valido che vende tamponi per streptococco) visto la spesa (mi sembra circa 80 euro) poiché diversamente la pediatra mi dice di portarle la bimba, le fa il tampone e da la diagnosi.

A questo punto, se l’unico modo per capire è solo il tampone, acquistandoli evito le corse dalla pediatra.

Grazie per la sua risposta


Prima di tutto, evita il fai da te in tutte le sue forme e vai dal pediatra se hai un dubbio, ma senza correre, perché non si tratta di un problema di grossa urgenza. Tendenzialmente e in linea di massima, i virus tendono a dare più spesso semplici faringiti e non tonsilliti, ma non è sempre così.

Comunque, in linea generale, i virus, quando presenti, arrossano tutto il cavo orale o quasi tutto: il palato è infiammato e dello stesso colore delle tonsille e vi può essere presenza di puntini molto rossi e dolorosi sul palato e sulle tonsille quando i virus sono erpetici.

La febbre delle infezioni virali, di solito, è capricciosa e varia molto durante il giorno con puntate anche molto alte e remissione spontanea della febbre dopo alcune ore per poi ricomparire dopo alcune altre ore.

Le linfoghiandole del collo sono ingrossate ma non in modo particolare quelle situate sotto la gola in corrispodenza delle tonsille, più facilmente quelle retroauricolari e laterocervicali. La lingua può essere normale, arrossata e, a volte patinosa, ma bisogna dire che la lingua patinosa e grigiastra è tipica anche dei bambini disidratati e laf ebbre disidrata velocemente il bambino.

Il mal di gola non è sintomo sempre presente nelle faringotonsilliti virali e nemmeno l’alito cattivo, così come non sempre l’aspetto del bimbo con una faringotonsillite virale appare sofferente e compromesso anche nel momento della febbre alta.

Le tonsilliti batteriche, invece, provocano sempre un evidente rigonfiamento delle tonsille che appaiono, oltre che gonfie, anche bitorzolute e non liscie, con rigonfiamenti spesso circolari che diventano biancastri o giallastri quando si riempiono di pus come dei foruncoli, mentre i virus possono formare delle striature giallastre di muco e fibrina che verniciano le tonsille ma non sono rigonfie e rotondeggianti come le placche di pus.

Le tonsilliti batteriche provocano dolore alla deglutizione che non sempre i bambini sanno esprimere, provocano senso di malessere e stato tossico a causa delle tossine sprigionate dai batteri, quindi i bambini con infezione batterica hanno un aspetto più sofferente dei bambini con infezione virale, sono pallidi, spesso vomitano, hanno mal di testa e mal di pancia associati, non mangiano e la febbre è spesso di media intensità ma continua.

Le linfoghiandole si ingrossano specie in corrispondenza delle tonsille, cioè sotto la gola e la voce si fa gutturale, mentre solitamente non cambia nelle faringiti virali se non quando vi è afonia associata, in caso di laringite acuta. Le tonsille molto infiammate spiccano sul fondo di un palato spesso di colorito normale o solo appena arrossato, la lingua è spesso ricoperta da una patina bianca, di colore più chiaro rispetto alla lingua patinosa che si può riscontrare nelle faringotonsilliti virali. L’alito è spesso cattivo.

Questo in linea generale, però, spesso, le due sintomatologie si mischiano e si sovrappongono perché una infezione può inizialmente essere virale ma poi, dopo pochi giorni, a causa dello squilibrio della flora batterica mista sempre presente nel cavo orale, può degenerare e complicarsi con lo sviluppo di batteri patogeni. Una visita del pediatra, con questi sintomi differenziali, permette spesso una diagnosi di forte probabilità anche senza ricorrere continuamente al tampone faringeo.

Tra l’altro, non tutti i bambini con tampone faringeo positivo devono essere trattati con antibiotico perché, pur avendo, magari, in quel momento la febbre, non è detto che essa sia dovuta sicuramente allo streptococco ma potrebbe anche essere una infezione virale intercorrente in un bambino, di per sé, già portatore sano di streptococco.

Quindi, come vedi, in medicina uno più uno non fa mai due e non basta procurarsi un kit, più o meno attendibile, per credere di fare diagnosi certa di qualcosa in un bambino né, tanto meno, una volta sviluppatosi uno streptococco, non è detto che il germe, quella volta almeno, sia il vero responsabile della febbre. Ci vuole il solito medico di esperienza che abbia voglia di non fare di tutta l’erba un fascio e che ragioni in modo personalizzato, caso per caso, senza atteggiamenti standard tipo antibiotico automaticamente ad ogni febbre o simili.

Un caro saluto,

Daniela

 

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