Tic nervosi


 

Gentile Dottoressa,

Le espongo la mia preoccupazione: da qualche settimana ho notato che mio figlio di 28 mesi ha dei tic nervosi, precisamente fa degli scatti con la testa, ciò avviene la sera quando lo metto a letto e mi accorgo che mentre è ancora sveglio ha questi scatti.

Premetto che è un bambino vivacissimo, non sta mai fermo, con gli estranei invece è inizialmente timido fino a quando non prende confidenza.

Può essere un fattore ereditario (nella famiglia di mio marito sono molto ansiosi e ci sono dei casi) o e solo ipertensione? Come posso aiutarlo?

Grazie. Cordiali Saluti, Daniela

I tic nervosi che coinvolgono soltanto una piccola parte del corpo, per esempioun muscolo, il capo, la spalla, le palpebre, il collo, senza essere accompagnati da una sequenza più ampia e generalizzata di movimenti stereotipati e senza vocalizzazioni, solitamente sono fenomeni transitori per i quali non sono indicati accertamenti particolari in prima battuta, almeno per i primi mesi dall’inizio della sintomatologia, ma è sufficiente osservare la regolarità, la periodicità e la frequenza della loro comparsa e valutare se sono riconducibili a momenti di stress o di particolare tensione emotiva del bambino o ad un malessere vissuto a scuola o in ambiente famigliare.

Nel frattempo bisogna anche poter escludere che siano in rapporto con una qualche infezione batterica, o in atto o superata da poco: mi riferisco ad una infezione da streptococco e, a volte, anche da stafilococco, magari in gola o anche sula pelle.

Una certa predisposizione costituzionale è anche possibile, specie se si eredita una tendenza all’ansia, alla tensione emotiva, all’insicurezza e si vive in un ambiente dove questo eccesso di ansia è palpabile.

Se il tic non è accompagnato da altri disturbi caratteriali come deficit di attenzione, iperattività motoria, eccessiva irritabilità, non penso sia necessario avvalersi di una consulenza neuropsichiatrica e basterebbe assumere nei confronti del bimbo un atteggiamento molto sereno, comprensivo, con grande capacità di ascoltarlo e di comunicare con lui.

Bisogna che il bimbo abbia una vita regolata, serena, lontano il più possibile da videogiochi che portano ad una eccessiva concentrazione e a tensione emotiva, con molte ore trascorse all’aperto in attività fisiche dove la tensione nervosa può essere scaricata e poco tempo davanti alla televisione.

Il bimbo dovrebbe familiarizzare con attività rilassanti come fare musica – esistono dei metodi molto efficaci che avvicinano i bambini all’esperienza musicale in tenerissima età – e, perché no? potresti imparare il massaggio infantile, non certo limitato ai lattanti, ma praticabile e praticato anche ai bambini di tutte le età.

Puoi portarlo in piscina, dove il contatto con l’acqua calda (i corsi di acquaticità specifici per bambini si tengono in piscine con acqua più calda rispetto alle piscine frequentate da adulti) è una esperienza molto rilassante.

Se, poi, i tic dovessero durare più di sei mesi, un anno e, invece di diminuire (cosa che, molto frequentemente, succede con la crescita con scomparsa alla pubertà) dovessero accentuarsi, ti consiglio di rivolgerti ad un neurologo o neuropsichiatra perché, in casi particolari, si possono somministrare dei farmaci idonei a risolvere in grandissima parte il problema.

Dai molta importanza alla socializzazione del tuo bimbo, cerca di giocare molto con lui scegliendo giochi ed attività che sviluppino la sua capacità di concentrazione e di attenzione.

Un caro saluto, Daniela

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