Terapia per la tosse


 

Gentilissima dottoressa,

mi aveva in precedenza espresso il Suo parere sulla tosse che affliggeva mia figlia da un paio di mesi. In dicembre la piccola ha avuto un inizio di bronchite curata con l’antibiotico, la cosa sembrava risolta ma continuava ad avere degli sporadici colpi di tosse, non più la notte ma solo durante il giorno.

Ho voluto sentire il parere di un altro pediatra il quale ha confermato che auscultandola continuava a sentire del catarro. Da qui ha prescritto una terapia di aerosol con mezza fiala di Atrovent e 4 gocce di Ventolin (spero che queste medicine ci siano anche in Italia perché io le scrivo dal gelido Belgio) 4 volte al giorno per una settimana, poi 3 volte al giorno e infine due.

Sono ormai tre settimane che andiamo avanti con questa terapia e la tosse é completamente scomparsa. So che é brutto da dire, ma io non ho ancora capito cosa il pediatra stia curando a mia figlia con queste medicine, in quanto da quello che ho letto sulle indicazioni si tratta di un broncodilatatore, ma cos’é un broncodilatatore?

Secondo Lei, visto che la tosse é scomparsa, dobbiamo continuare con la terapia o possiamo smettere? O é meglio far controllare nuovamente la bimba?

La ringrazio già da adesso per le risposte che vorrà darmi. Saluti, Maria

Un broncodilatatore è un farmaco che dilata il calibro dei bronchi quando, auscultando il torace, si apprezzano dei segni di broncospasmo o broncocostrizione. È facile che una infezione, più spesso virale, produca nei bambini predisposti, oltre al catarro anche una broncocostrizione ed è quindi facile che un pediatra, dopo avere visitato il bambino, prescriva, oltre, eventualmente, all’antibiotico, alcuni farmaci sintomatici come antinfiammatori, cortisone per primo e broncodilatatori.

Quello che mi chiedo, però, è perché ti sono stati prescritti due farmaci con lo stesso effetto broncodilatatore, cioè Atrovent e Ventolin, che hanno la stessa funzione anche se uno è stato somministrato per Aereosol e l’altro per bocca.

Ad ogni modo, trattandosi di due farmaci sintomatici, cioè che agiscono solo sui sintomi di una malattia ma senza curare la malattia stessa, visto che il bimbo ormai sta bene e non ha più sintomi, non è più necessario continuare la terapia, almeno a mio avviso.

L’ideale, comunque, capisci bene, sarebbe che tu facessi controllare il bambino un’ultima volta per accertarti della definitiva guarigione.

Un caro saluto, Daniela

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