Terapia antibiotica orale o intramuscolare?

Buongiorno dottoressa,
la mia bimba di 6 mesi ha iniziato con un normale raffreddore persistente per molti gg. che è poi sfociato in tosse, ma dopo la visita della pediatra che ha constatato non esserci infiammazioni ai bronchi, ha consigliato aerosol (broncovaleas e nebulcort) e klacid come antibiotico, che io le ho somministrato per 5 gg.
Sembrava stesse meglio ma ecco febbre alta (39) e la comparsa di tosse insistente, diagnosticando un principio di bronchite, da trattare con Bentelan (3/4 di compressa ogni 12 ore) e clavulin antibiotico (2,1 ml) sempre ogni 12 ore, continuando con aerosol.
Nei primi 3 gg di trattamento non avendo avuto nessun miglioramento e persistendo la tosse molto insistente e catarrosa, l’ho portata a fare una lastra per fugare ogni dubbio, infatti è risultata libera da ostruzioni nei bronchi e polmoni, quindi un’altra consulenza ha diagnosticato una laringotracheite acuta, continuando con la stessa terapia su citata, ma aumentando le dosi del cortisone (ogni 8 ore) e nell’aerosol al posto del nebulcort il pulmaxan, terapia proseguita per altri 9 gg per un tot di 12 gg di trattamento.
Sembrava guarita senonché il giorno dopo la fine della terapia ecco riapparire il solito raffreddore e dopo due giorni di nuovo febbre (38 e 38,5) trattata prima con tachipirina e poi con Nureflex. Essendo la bambina molto nervosa e con grandi problematiche nel respirare soprattutto di notte e il muco del raffreddore essendo diventato più compatto e giallastro, la pediatra ha prescritto un’altra terapia antibiotica con clavulin, ma da me non accettata, chiedendo una terapia intramuscolare (rocefin) che ritengo più efficace e meno invasiva per lo stomaco anche se sicuramente più dolorosa per la bimba.
Avrò fatto bene a optare per la terapia intramuscolare e quali controindicazioni può presentare?
Le chiedo cortesemente di rispondermi al più presto possibile in quanto ancora inizio la terapia suddetta.
Grazie e cordiali saluti.
Una mamma alle prime armi e molto preoccupata

Non esistono antibiotici migliori o più "forti" e altri peggiori o più "blandi" e la terapia antibiotica orale non è per forza meno efficace di quella intramuscolare.
Solo, se la bimba, veramente, non ha una infezione "invasiva", cioè diffusa, alle vie respiratorie ma solo limitata all’epifaringe, dare il rocefin sarebbe un po’ come andare a caccia di mosche con un bazooka invece che con un semplice retino.
Per di più, l’amoxicillina, più o meno associata all’acido clavulanico (clavulin) è la terapia più idonea, statisticamente, per le infezioni batteriche delle alte vie respiratorie, almeno in prima battuta. Quindi io concordo più con la prescrizione della tua pediatra piuttosto che con il tuo suggerimento. Però il mio è solo un orientamento di massima e, data la tenerissima età della piccola, posso quantomeno essere d’accordo con la terapia intramuscolare piuttosto che orale per un effetto iniziale più precoce, sempre che l’infezione sia batterica e i germi responsabili, sensibili alle cefalosporine di seconda generazione com’è il rocefin.
Non vedo quindi errori nell’optare per il rocefin se non, forse, un eccesso di zelo senza la concreta certezza che questo antibiotico sia realmente più efficace del precedente. Anche l’amoxicillina, comunque, esiste in preparazione intramuscolare.
Un caro saluto,
Daniela Sannicandro

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