Temperatura e umidità nella camera del neonato

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Buongiorno,sono una futura mamma al nono mese di gravidanza. Vorrei sapere quali sono la temperatura e il tasso di umidità ottimali per la cameretta del neonato. Grazie e cordiali saluti.

Alessandra


 

Cara Alessandra,

se il tuo parto andrà nel migliore dei modi e senza complicazioni né per te né per il tuo piccolo o la tua piccola, suppongo che tornerai a casa prima della fine della prima settimana di vita, cioè verso il terzo, quarto giorno. Il bimbo (o la bimba) avrà bisogno di alcuni altri giorni per imparare a termoregolare correttamente: quindi, per alcuni giorni, la temperatura potrà anche superare i 20 gradi e arrivare attorno ai 23. Dipende comunque sempre dall’atmosfera generale, perché se non vi è molta umidità nell’aria, in base alla zona dove vivi, possono bastare anche meno gradi con l’accortezza di coprire un po’ di più il bimbo (o la bimba). Se, invece, l’atmosfera è tendenzialmente umida, è bene che vi sia una temperatura leggermente più alta, 22-23 gradi. Però, dopo 7-10 gg dal parto, se nasce a termine, il bambino ha già imparato a mantenere costante la sua temperatura corporea nonostante alcune variazioni esterne perché i suoi meccanismi termoregolatori si sono già avviati. Allora bastano 20 gradi di giorno e anche qualcuno in meno la notte, diciamo 18 gradi. Per quanto riguarda l’umidità, è importante che anch’essa venga mantenuta piuttosto costante, attorno al 50%, con oscillazioni tra il 40 e il 60%. I riscaldamenti troppo alti o continui nele 24 ore tendono a seccare molto l’aria e questo può creare irritazione alle prime vie respiratorie del piccolo che, paradossalmente, più vive in ambiente riscaldato più prende raffreddori e forme catarrali, visto che su una mucosa nasale già irritata i virus e i batteri devono faticare meno per attecchire.

Allora i consigli sono questi: riscaldamento anche un po’ sopra i 20 gradi per una settimana dopo la dimissione (di giorno, ma di notte meno, diciamo 20-21 gradi); dopo la prima settimana, ridurre a 20-21 gradi di giorno e 18-20 gradi di notte. Per mantenere costante una corretta umidificazione, arieggiare almeno tre volte al giorno gli ambienti dove soggiorna il piccolo tenendo le finestre aperte per almeno 15-20 minuti che è il tempo minimo per un ricambio totale di aria di un ambiente di medie dimensioni, a metà tra una stanza da letto e un soggiorno; se i riscaldamenti non potessero essere regolati autonomamente perché centralizzati nella palazzina, ci si può procurare un umidificatore che genera vapore caldo e usarlo per una mezzoretta, a intermittenza, quando necessario.

Non me lo chiedi, ma forse sono utili due righe a proposito dell’abbigliamento del neonato: a qualsiasi età, per vestire correttamente un neonato o un piccolo lattante, sono sufficienti due strati di indumenti che avranno spessore e tessuto magari diversi in base alle stagioni. D’inverno una maglietta o un body a mezze maniche in lana o cotone felpato o lana fuori e cotone a contatto con la pelle per sotto e una tutina in lana o ciniglia a maniche lunghe, possibilmente con piedini, per vestirlo; naturalmente i calzini in spugna o in lana sotto la tutina. D’estate, finché la temperatura esterna si mantiene di dieci gradi inferiore alla temperatura corporea ideale (37 gradi), cioè finché la temperatura esterna non supera i 27, 28 gradi, si consigliano sempre due strati di vestiario, naturalmente leggeri e sbracciati se necessario. Quando invece il caldo è molto forte e raggiunge o supera i 30 gradi, basta un solo strato di vestiario, cioè una maglietta o canottiera di cotone. I due strati di abiti servono per creare una sorta di camera d’aria: il primo strato si scalda a contatto con la pelle e diffonde il calore nel sottile strato di aria che rimane tra l’indumento a contatto con la pelle e il secondo. Il secondo strato serve a non disperdere questo calore e a mantenere così costante la temperatura cutanea. E’ quindi solo una questione di giusta consistenza del tessuto che compone l’abito, non di strati sovrapposti. Per uscire, ovviamente, vi sono le classiche imbottite che spesso in Italia sono proprio esagerate: bisognerebbe imparare dai tedeschi o dai nord europei, che coprono lo stesso i loro figli ma con tessuti meno ingombranti e più intelligenti. Mani e piedi dei bimbi molto piccoli sono sempre freschi, leggermente più freddi del resto del corpo: dipende da una ancora scarsa circolazione periferica, non dal fatto che hanno freddo. Per capire se è un fresco naturale o un fresco indicante una necessità di essere maggiormente coperti basta osservare due cose: il colorito della pelle delle estremità che al tatto sembrano fredde, che deve essere roseo come il resto del corpo e non cianotico o pallido a causa di una vasocostrizione e la temperatura del nasino. Se i neonati o i piccoli lattanti hanno il naso freddo oltre le mani, è molto facile che la temperatura dell’ambiente sia per loro troppo bassa; se, invece, hanno le mani fredde, o meglio, fresche, ma il nasino caldo, è tutto regolare. Mani e piedi caldi o molto caldi, nei piccolissimi sono indice di eccesso di calore ambientale o eccesso di abbigliamento o febbre. Ricordiamoci che i bimbi piccoli sudano spesso in modo insufficiente e hanno quindi grosse difficoltà a difendersi dal caldo che è un loro problema forse superiore a quello del freddo.

Un caro saluto e un augurio che tutto vada per il meglio per entrambe.

Daniela

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