Sviluppo motorio a sei mesi e mezzo


Buonasera dottoressa,

questa volta le scrivo perché, dopo aver letto numerosi articoli in merito allo sviluppo psicomotorio di un neonato, che si limitano ad elencare generalmente delle semplici linee guida sostenendo poi correttamente che ogni bimbo è diverso dall’altro, non sappiamo proprio come affrontare questa fase.

Mio figlio ha 6 mesi e mezzo e da una settimana fatico a farlo stare seduto o disteso sul tappeto. Quasi sempre dopo 5 minuti inarca prepotentemente la schiena lamentandosi, finchè porgendogli le mani si aggrappa e sale in piedi. Ovviamente per rimanere in posizione eretta ha sempre bisogno di noi. Raggiunta questa posizione è felicissimo, ride, dondola e saltella, anche se ogni tanto le ginocchia cedono; starebbe sempre così. Il bimbo pesa 8,8 kg ed ha una gran forza, ma ho sentito dire che a questa età non è bene che stia in piedi perché la struttura ossea non è ben formata e rischia danni successivi.

Cosa devo fare? Il vero problema è che lasciato libero di fare e muoversi sul tappetone, a differenza di poco tempo fa (quando da supino si girava ed in posizione prona alzava la testa e sbatteva le gambe), ora non sta più, si lamenta continuamente, si arrabbia e cerca le nostre mani per appendersi ed alzarsi. Siamo davvero in difficoltà. Il box potrebbe essere una soluzione? Per quanto tempo durante l’arco di una giornata può puntare i piedi? lo devo sorreggere sotto le ascelle o solo tenendogli le manine? Posso lasciarlo con i calzini antiscivolo?
Ci auguriamo vivamente che possa risponderci e ci scusiamo qualora avesse già trattato l’argomento… abbiamo anche cercato tra le sue risposte ma sono talmente tante che forse ci è sfuggito.
Grazie mille per la sua disponibilità.

Il tuo bimbo si comporta in modo perfettamente normale: deve senz’altro avere un ottimo tono muscolare che gli permette di correre velocemente attraverso le varie tappe dello sviluppo motorio e una altrettanto ottima intelligenza che lo rende curioso e desideroso di non perdere nemmeno un dettaglio della complessa realtà che lo circonda. Al momento di maturare, non solo sequenze motorie via via più complesse come lo stare seduto, il rotolarsi, ecc., ma anche una funzione visiva che gli permette di vedere più distintamente anche da lontano, il piccolo cerca istintivamente tutte le situazioni e le posizioni nello spazio non solo nuove, quindi più interessanti, ma anche che gli permettono di vedere di più e con nuove prospettive.

Questa sua intelligenza e questa sua curiosità sono ovviamente per voi genitori molto gratificanti, quindi il bimbo sarà senz’altro molto assecondato nelle sue richieste di aiuto per "saltare le tappe" e questo lo sta incoraggiando a continuare così cercando di andare sempre oltre le sue reali possibilità. Non fai nessun danno aiutandolo a stare in piedi proprio perché il bimbo, non potendo ancora farlo da solo, assume la posizione eretta solo se viene sostenuto, senza che tutto il peso del suo corpo gravi sulle gambe e sulla schiena. Però, aiutare sempre un bambino a "bruciare le tappe" non costituisce propriamente un aiuto e non facilita la reale progressione del suo sviluppo motorio che è, invece, fatto di tappe ben precise da raggiungere con gradualità e soprattutto in autonomia. In altre parole, mentre è bene essere disponibili ad interagire con il bimbo sotto forma di gioco per stimolare la comunicazione, la conoscenza e l’empatia , è altrettanto opportuno che il bimbo impari e si abitui a "farcela da solo" in modo che abbia la possibilità di costruirsi in autonomia e con i tempi che gli saranno necessari gli schemi motori da memorizzare per attuare i movimenti e per raggiungere le posizioni nello spazio che desidera e che è pronto a mantenere. In questa ottica, forse il box può essere una buona soluzione, ma subito, perché se il bimbo continuerà a volere bruciare le tappe, proponendolo anche solo fra un mese sarà già superato dopo pochissime settimane!

I calzini antiscivolo vanno benissimo ma andranno bene anche quelli normali fintanto che non accenna a camminare. Non esiste un tempo giusto o uno sbagliato per fargli puntare i piedi: esiste il tempo del gioco, durante il quale, se ora è questo che lo diverte, puoi assecondarlo facendolo stare in posizione eretta sostenuto o sotto le ascelle o tenendogli le manine e esiste il tempo della sperimentazione e dell’esercizio durante il quale, nonostante le sue richieste di aiuto per stare in piedi, dovrà cercare di cavarsela da sè. Le facilitazioni, in questo caso, possono essere le sponde del box come la vicinanza al divano o ad un oggetto della stessa altezza su cui far leva per alzarsi da terra, ma non più le tue braccia, a costo anche di vederlo cadere ogni tanto seduto.
L’unica raccomandazione è quella di non cedere alla tentazione di mettere il bimbo nel girello!

Un caro saluto, Daniela

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