Svezzamento e dermatite atopica


 

Salve dottoressa

Le scrivo dopo aver letto altre domande simili perche non sono riuscita in esse a trovare un aiuto.

La mia bimba ha 6 mesi e mezzo ed e allattata al seno. Ho iniziato lo svezzamento da circa un mesetto ed ora e arrivato il momento di introdurre la pappa serale.

Detto ciò , le dico anche che Emy, dopo quindici giorni dalla nascita. ha presentato in viso e po’ sul petto un po’ di dermatite atopica (a parere della pediatra), scomparsa totalmente dopo aver seguito io una dieta povera di lattosio e uova.

Ormai però dall’inizio di dicembre ho ricominciato a mangiare normalmente e non è successo nulla.

La pediatra però dice di non inserire i latticini e le uova per una cautela maggiore, o almeno inserire un nuovo alimento a settimana per non scatenare nessuna reazione. A me in realtà sembra un atteggiamento troppo prudente. Lei in realtà mangia nella frutta, qualche volta, anche un po’ di biscottino.

Vorrei chiederle un suggerimento, e anche magari uno schemino alternativo in caso di dieta un po’ più rigida. Grazie.

La tua pediatra adotta un atteggiamento giustamente prudente che, comunque, non dovrebbe portare particolari restrizioni e sacrifici alla bimba.

L’alimentazione potrebbe essere costituita da 4 pasti: mattina latte materno, metà mattina frutta con o senza biscottino primi mesi, mezzogiorno brodo vegetale con verdure, pastina, carne bianca, olio e un cucchiaino di parmigiano (facoltativo), pomeriggio latte materno con o senza frutta in aggiunta, sera minestrina come a mezzogiorno e, se necessario, ultima poppata al seno dopo cena.

A cena darai ancora carne bianca oppure, se non compaiono dermatiti varie, alcuni cucchiaini di parmigiano al posto della carne. L’uovo, in ogni caso, meglio non darlo prima della fine del primo anno e ricotte magra di mucca e yogurt verranno provati inizialmente in piccolissime quantità, tipo uno o due cucchiaini, per valutarne la tollerabilità: se tutto andrà bene, saranno regolarmente introdotti nell’alimentazione con l’accortezza di non darli tutti i giorni, ma almeno con due giorni di intervallo e lo stesso si può dire per gli altri formaggi.

Non mi sembra una dieta restrittiva, semmai un po’ più prudente nella introduzione di nuovi alimenti.

Un caro saluto, Daniela

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